Il rally congiunto di oro e Bitcoin
L’oro e il Bitcoin hanno conquistato entrambi nuovi massimi storici, il metallo prezioso l’8 ottobre a 4.059 dollari l’oncia e la regina delle crypto il 6 ottobre a 126.296 dollari. Secondo Andrè Dragosch, Head of Research per l’Europa di Bitwise, il motore di questo movimento sincronizzato risiede nella percezione che il governo statunitense dovrà affidarsi a una combinazione di crescita economica elevata e inflazione controllata per gestire l’espansione del debito pubblico. Parallelamente, si sta verificando una fuga di capitali dai titoli del Tesoro USA, a causa di rendimenti reali ritenuti poco attraenti in un contesto di rialzo dei prezzi.

Il fenomeno è stato definito “debasement trade”, ovvero la strategia di investimento che punta su asset reali come l’oro e il Bitcoin per proteggersi dalla perdita di potere d’acquisto delle valute. Dragosch sottolinea come importanti istituzioni, tra cui Deutsche Bank e l’economista Mohamed El-Erian, abbiano abbracciato questa visione, includendo il Bitcoin accanto al metallo giallo nei portafogli difensivi. Entrambi gli asset si sono rivelati i migliori performer del 2025, con l’oro che, sorprendentemente, ha superato il Bitcoin in termini di rendimento da inizio anno.

Due macro asset con dinamiche diverse
Per comprendere le differenze di performance tra oro e Bitcoin, Dragosch suggerisce di analizzare lo scenario macroeconomico sottostante. Entrambi gli strumenti sono considerati “macro asset”, la cui evoluzione dipende fortemente dalle condizioni globali di crescita e di politica monetaria.
Secondo il modello quantitativo sviluppato dal team di Bitwise, quasi il 90% della variazione di prezzo del Bitcoin negli ultimi sei mesi è attribuibile ai cambiamenti nelle aspettative di crescita globale, mentre la performance dell’oro è stata maggiormente influenzata dalla politica monetaria e dall’andamento del dollaro statunitense. In sostanza, il Bitcoin reagisce più rapidamente al sentiment economico e al rischio, mentre l’oro tende ad anticipare i cicli di allentamento della Fed.
Il risultato è che, mentre l’oro ha beneficiato dell’attesa di un taglio dei tassi da parte della Fed, il Bitcoin ha seguito con ritardo ma con maggiore intensità l’ottimismo legato al miglioramento della crescita globale. Dragosch evidenzia che i cambiamenti nella politica monetaria precedono quelli nella crescita economica, motivo per cui il Bitcoin potrebbe continuare a seguire l’oro al rialzo nei prossimi mesi, man mano che gli indicatori anticipatori del ciclo statunitense, come l’ISM Manufacturing Index, confermano una fase espansiva.
Il ruolo degli investitori istituzionali
Un altro elemento determinante per il rally del Bitcoin è l’intervento massiccio degli investitori istituzionali, la cui domanda non ha precedenti. Bitwise calcola che nel 2025 gli ETP su Bitcoin e le tesorerie aziendali abbiano acquistato più token nei primi nove mesi dell’anno rispetto all’intero 2024. Attualmente, quasi un Bitcoin su otto è detenuto da investitori istituzionali, un dato che testimonia la crescente legittimazione della criptovaluta nei portafogli professionali.
Questo fenomeno si accompagna a un crescente interesse geopolitico: diversi Stati sovrani, tra cui Stati Uniti, Brasile e Svezia, stanno valutando la creazione di Riserve Strategiche in Bitcoin, un’idea che fino a pochi anni fa sembrava impensabile. Se attuata, potrebbe rappresentare un catalizzatore formidabile per il mercato crypto, alimentando un nuovo ciclo rialzista nel 2026.
Nonostante la forte crescita, le valutazioni del Bitcoin restano vicine al “fair value”, segno che il mercato toro è ancora in una fase sostenibile. Secondo Dragosch, questo quadro apre spazio a ulteriori rialzi nei prossimi trimestri, con prospettive di continuità del bull market fino al 2026.
Un possibile cambio di leadership
L’attuale ciclo economico suggerisce che il cosiddetto “debasement trade” continuerà ben oltre il 2026, ma con una probabile leadership del Bitcoin sull’oro, grazie a un contesto globale più favorevole al rischio.
Bitwise ritiene che, con il miglioramento delle condizioni di crescita e la maggiore apertura degli investitori verso asset alternativi, il Bitcoin possa attrarre parte dei flussi oggi destinati all’oro, consolidandosi come bene rifugio digitale e strumento di diversificazione nei portafogli istituzionali.
Tuttavia, Dragosch sottolinea che la corsa potrebbe non essere limitata alla sola criptovaluta dominante: in un contesto di espansione macro e appetito per il rischio, le principali altcoin, come Ethereum e Solana, potrebbero addirittura sovraperformare il Bitcoin.
Nel complesso, il 2025 segna l’inizio di una nuova fase storica per i mercati degli hard asset, dove oro e Bitcoin agiscono come pilastri complementari di una strategia comune: proteggersi dall’erosione monetaria e cavalcare l’espansione economica globale. In questa prospettiva, il metallo giallo e la criptovaluta regina appaiono non come rivali, ma come due facce dello stesso rifugio finanziario del futuro.
