Quanto ha guadagnato Buffett da Byd

Quanto ha guadagnato Buffett da Byd

Berkshire Hathaway, la holding dell’oracolo di Omaha, vende le azioni del colosso cinese dei veicoli elettrici dopo 17 anni e fa il pieno di guadagni. Ora punta a nuovi investimenti in Giappone.

Buffett esce di scena

Berkshire Hathaway, la holding guidata dal più famoso investitore del mondo, Warren Buffett, ha annunciato la completa uscita da BYD. A riportarlo è direttamente Cnbc. Secondo i documenti, il valore dell’investimento al 31 marzo 2025 è stato azzerato, nell’ultima rilevazione, di fine 2024 la holding aveva una partecipazione di 415 milioni di dollari. Immediata la reazione del mercato: il titolo ha aperto in calo del 3,5% per poi riprendersi sul finale di giornata con un -2,6% (109,6 HKD) alla Borsa di Hong Kong, mentre le azioni quotate nella Cina continentale hanno registrato una flessione dell’1,5%.

Termina così uno degli investimenti più longevi e redditizi nella storia recente della Holding di Buffet. Berkshire Hathaway aveva acquistato le prime azioni nel settembre 2008, su consiglio dello storico partner Charlie Munger, in collaborazione con Li Lu, presidente di Himalaya Capital. La partecipazione iniziale, pari a circa il 10% del capitale sociale di Byd per 225 milioni di azioni, era costata a Berkshire poco più di 230 milioni di dollari. Da allora, BYD è passata da essere un produttore di batterie per cellulari a dominare il mercato mondiale di auto elettriche e ibride, e il titolo è cresciuto oltre il 4.500%.

Warren Buffett ha avviato la vendita di parte delle proprie azioni a partire dal 2022, dopo aver ottenuto un ritorno superiore di 20 volte l’investimento. Quel capitale, secondo le stime dei bilanci e delle agenzie internazionali, si è trasformato in un ritorno tra i più alti mai realizzati dalla holding di Omaha (al picco valeva circa 9 miliardi di dollari). I conti precisi è impossibile farli perché, a partire dal 2022, Berkshire ha iniziato una graduale riduzione della propria quota, scendendo sotto il 5% entro l’anno successivo. Questo ha permesso alla holding americana di non essere più soggetta agli obblighi di comunicazione previsti dalla Borsa di Hong Kong per gli investitori rilevanti. Così, si è giunti all’annuncio della vendita di tutte le azioni possedute da Berkshire Hathaway a distanza di mesi dall’effettiva cessione. Li Yunfei, direttore generale per il branding e le relazioni pubbliche di BYD, in un post su Weibo ha commentato“Negli investimenti azionari, comprare e vendere sono pratiche normali. Siamo grati a Munger e Buffett per i loro 17 anni di investimento, supporto e vicinanza”.

Rally finito per Byd?

Questa sapiente cessione azionaria va inserita in un periodo complicato per l’azienda cinese: nel secondo trimestre del 2025, ha registrato un calo del 30% dei profitti, segnando la prima flessione in oltre tre anni. La perdita si è riflessa anche in Borsa: il titolo è crollato del 30% dai massimi toccati solo quattro mesi fa, con una svalutazione di circa 45 miliardi di dollari. Il buon vecchio Buffett, come al solito, è uscito prima del crollo.

La frenata è legata in gran parte alla concorrenza interna, che ha portato a una feroce guerra dei prezzi in un mercato che rappresenta ancora l’80% delle vendite dell’azienda. Inoltre, la crescita globale dei veicoli elettrici e ibridi plug-in è rallentata, toccando il +15% ad agosto, con un modesto +6% in Cina, ben al di sotto dei livelli precedenti. La strategia di BYD di abbassare i prezzi per mantenere la leadership non ha convinto né gli investitori, preoccupati dei margini della società, né il governo cinese, in pensiero per gli effetti deflazionistici.

La strategia di Buffett

Secondo Gabriel Debach, market analyst di eToro, : “Non è soltanto la presa di profitto su un investimento storico, ma parte di una strategia che ha visto Berkshire ridurre la posizione in Apple e non solo per consolidare oltre 340 miliardi di dollari di liquidità. Una riserva che prepara il terreno a ciò che Buffett ha sempre fatto meglio: attendere che i mercati offrano occasioni a prezzi depressi per entrare con forza quando gli altri sono costretti a vendere”.

Questa la visione di Debach, la verità sta nel mezzo. La liquidità di Buffett è investita in titoli di Stato Usa. Oggi i bond americani offrono dei ritorni superiori a quelli azionari e sono free risk (privi di rischio). L’S&P 500 tratta a un multiplo di 27,85 volte ovvero 3,6% annuo a utili costanti contro un 4,1254% dei Treasury a 10 anni.

Buffett più volte ha ripetuto che a questi multipli l’S&P 500 è caro. Il p/e storico calcolato da Investire Informati sulla serie storica dal 1927 fino ad oggi dell’S&P 500 è pari al 17,7408 contro appunto le 27,8 di oggi.

Parallelamente, la holding americana ha rafforzato la propria presenza in Giappone, diventando il maggior azionista di Mitsui, e aumentando la partecipazione anche in Mitsubishi oltre la soglia simbolica del 10%. Berkshire aveva originariamente annunciato di voler mantenere le quote sotto quella soglia, ma ha ricevuto il via libera dalle stesse società giapponesi per superarla. Questa mossa ha generato entusiasmo alla Borsa di Tokyo, con Mitsui in rialzo dell’1,34% e un effetto positivo anche su altre trading house come Itochu, Marubeni e Sumitomo, che già nel 2020 sono entrate nel radar di Buffett. La diversificazione delle attività e la capacità di generare valore per gli azionisti in un contesto di alta volatilità sembrano essere state le leve che hanno spinto Berkshire ad aumentare gli investimenti nel mercato giapponese. Mentre in Cina le incognite restano, in Giappone Buffett sembra vedere stabilità.