I riflettori sul fenomeno Labubu
Alla vigilia di una settimana cruciale per l’economia globale, con la riunione della Federal Reserve e l’attesa pubblicazione di dati su crescita, inflazione e mercato del lavoro negli Stati Uniti, l’Economic Team di Payden & Rygel propone un’analisi alternativa, all’apparenza marginale ma ricca di spunti: l’ascesa di Pop Mart e il boom dei Labubu.
Per i non addetti ai lavori, i Labubu sono pupazzi portachiavi da collezione che hanno conquistato un pubblico adulto e trasversale, attratto dalla commistione tra cultura pop e design giocoso. A fare da motore a questo fenomeno non è solo la nostalgia, ma anche una domanda crescente da parte dei “kidult”, ovvero consumatori adulti attratti da prodotti tipicamente infantili, reinterpretati in chiave lifestyle e da collezione.
Il successo non si è fermato alle vendite: le azioni di Pop Mart sono aumentate del 1.221% negli ultimi 18 mesi, portando la società cinese a superare in capitalizzazione due giganti americani come Mattel e Hasbro, simboli di generazioni cresciute con Barbie, Hot Wheels, Play-Doh e tanti altri brand iconici.

Una nuova era per l’industria del giocattolo?
Il confronto tracciato da Payden & Rygel non è solo numerico, ma anche culturale. Pop Mart ha saputo intercettare una nuova sensibilità del mercato, puntando su prodotti esclusivi, distribuzione limitata, collaborazioni con artisti e influencer e un modello di vendita a sorpresa (blind box) che stimola l’acquisto ripetuto. Questo approccio ha reso ogni oggetto un’esperienza più che un semplice giocattolo, spingendo i fan ad alimentare una vera e propria comunità globale.
Diversamente, Mattel e Hasbro restano legati a un modello più tradizionale, pur con tentativi di innovazione. Nonostante il successo cinematografico di Barbie e le iniziative digitali legate ai marchi storici, i due colossi sembrano faticare a generare lo stesso tipo di engagement virale che ha premiato Pop Mart. Questo gap, più che tecnologico, appare oggi culturale.
Trend strutturale o bolla generazionale?
Resta da capire se ci si trovi di fronte a una svolta strutturale per il settore dei giocattoli o a una moda passeggera, destinata a sgonfiarsi come già accaduto in passato con fenomeni analoghi. L’esempio dei Beanie Babies, divenuti un simbolo delle “bolle collezionistiche” degli anni ’90, è ancora vivo nella memoria degli investitori più navigati.
Il giudizio definitivo spetta ai mercati, che saranno chiamati a distinguere tra entusiasmo emotivo e solidità di business. Se Pop Mart saprà consolidare la sua posizione, ampliando la base clienti e diversificando il portafoglio, il sorpasso su Mattel e Hasbro potrebbe rappresentare un vero cambio di paradigma. In caso contrario, il fenomeno Labubu rischia di rimanere una meteora perfettamente in linea con lo spirito del tempo, ma destinata a un rapido ridimensionamento.
Come sottolinea l’Economic Team di Payden & Rygel, a pochi giorni da importanti snodi macroeconomici, è interessante osservare come anche una dinamica di nicchia possa offrire spunti profondi sull’evoluzione dei consumi, dei mercati e delle generazioni che li animano.
