Pil USA meglio delle attese ma segnali misti sui consumi
I dati preliminari sul PIL statunitense del secondo trimestre 2025 hanno registrato un +3,0%, ribaltando la contrazione dello 0,5% del trimestre precedente e superando le aspettative di mercato. Questo risultato, spiega Lara Castleton, US Head of Portfolio Construction & Strategy di Janus Henderson, ridimensiona le previsioni catastrofiche seguite all’annuncio dei dazi, mostrando che la crescita americana è tutt’altro che recessiva.
Tuttavia, Castleton sottolinea che una parte dell’oscillazione del PIL è legata alle importazioni anticipate in vista dei dazi, mentre i consumi personali – principale motore dell’economia – sono saliti solo dell’1,4%, un livello inferiore a quello registrato negli anni precedenti. Anche gli investimenti fissi delle imprese e delle famiglie sono rimasti deboli, segnalando potenziali fragilità nella domanda interna.
Anche Bret Kenwell, US Investment Analyst di eToro, evidenzia che, nonostante il rimbalzo del PIL, i consumi personali restano contenuti rispetto al 2024, e un loro recupero nella seconda parte dell’anno sarà cruciale per rafforzare la fiducia nell’economia.
Mercati azionari stabili e Fed attendista
La lettura positiva del PIL non dovrebbe avere un impatto immediato sui mercati azionari. Come osserva Kenwell, gli investitori statunitensi sono alla ricerca di stabilità continua e il dato macroeconomico non dovrebbe creare particolari scossoni. Ora l’attenzione si sposta sui prossimi driver: la riunione della Federal Reserve, i dati sull’indice PCE di domani e le trimestrali delle “Magnificent 7” previste entro giovedì sera.
Secondo Castleton, il quadro complessivo supporta l’idea che la Fed manterrà invariati i tassi, evitando mosse aggressive in un contesto in cui i timori di una “recessione imminente” si sono rivelati infondati. La banca centrale potrà dunque adottare un approccio “wait-and-see”, valutando l’evoluzione dei consumi e del mercato del lavoro prima di intervenire.
Come posizionarsi sui mercati
Castleton invita gli investitori a mantenere la rotta, puntando su aziende di qualità e settori con prospettive di crescita strutturale, come quelli legati alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e alla spesa fiscale prevista dall’One Beautiful Big Act. Allo stesso tempo, è consigliabile evitare di estendere la duration oltre la parte centrale della curva obbligazionaria, in uno scenario che, al momento, non giustifica strategie difensive estreme.
Kenwell conferma che la solidità dell’economia USA e il probabile attendismo della Fed creano un contesto relativamente stabile per gli investitori, ma sarà fondamentale monitorare i prossimi dati macro e le trimestrali per valutare la resilienza di consumi e utili aziendali nella seconda metà del 2025.
