PIL USA: crescita trainata dall’AI, consumi in stallo

PIL USA: crescita trainata dall’AI, consumi in stallo

Gli investimenti in AI hanno contribuito più dei consumi delle famiglie, aprendo un dibattito cruciale sulla sostenibilità del modello di sviluppo americano.

Il sorpasso dell’intelligenza artificiale

Il secondo trimestre del 2025 ha visto il PIL statunitense crescere del 3%. Ma, come sottolinea Gabriel Debach, market analyst di eToro, la vera domanda non è quanto sia aumentato il PIL, bensì chi ne sta alimentando la crescita.

Nel secondo trimestre, la voce “Information Processing Equipment and Software” (gli investimenti in AI) ha inciso sulla crescita del PIL più dei consumi privati. È un dato che ribalta le gerarchie economiche tradizionali: per la prima volta il motore tecnologico sorpassa quello dei consumatori.

Le cifre sono chiare: Google, Amazon, Meta e Microsoft hanno investito complessivamente 88 miliardi di dollari in Capex legati all’intelligenza artificiale solo nei tre mesi primaverili. Una spinta che ha sostenuto l’economia mentre la componente domestica rallentava.

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Lavoro fermo, consumi in frenata

Il quadro del mercato del lavoro, osserva Debach, racconta una storia molto diversa. A giugno sono stati creati soltanto 73.000 posti di lavoro, con le revisioni al ribasso per aprile e maggio. La media trimestrale scende così a 35.000, un ritmo che ricorda le fasi pre-recessive. Le assunzioni rallentano e l’organico delle big tech, nonostante gli investimenti record, resta piatto o in leggera contrazione.

Il messaggio è inequivocabile: si investe nei server, non nei salari. Ed è qui che nasce il cortocircuito. Se i robot producono PIL, ma non generano reddito diffuso, chi sosterrà la domanda interna?

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Un’illusione ottica di crescita

Il contributo dei consumi delle famiglie al PIL si appiattisce, mentre quello degli investimenti in AI accelera. È un sorpasso che, secondo eToro, somiglia più a un’illusione ottica che a un nuovo paradigma. La tecnologia cresce, ma solo perché le famiglie rallentano. In altre parole, non si tratta di un modello sostenibile, bensì del sintomo di un’economia sbilanciata: accumula capitale, ma non distribuisce reddito.

Il rischio è quello di un progresso senza partecipazione, di un’economia che ottimizza i margini aziendali ma erode i salari e, alla lunga, compromette la stabilità complessiva.

Il bivio del modello americano

Per Debach, il punto cruciale è semplice: l’intelligenza artificiale può accelerare la produttività e spingere la crescita, ma non può sostituire oltre 330 milioni di consumatori americani. Senza il sostegno della spesa privata, nessuna crescita può dirsi equilibrata. La sfida del futuro sarà quindi trovare un nuovo equilibrio tra tecnologia e domanda interna, evitando che il PIL diventi un indicatore disconnesso dal benessere reale delle famiglie.