Domanda interna e investimenti trainano il primo trimestre
Secondo quanto evidenzia Paolo Pizzoli, Senior Economist di ING, i dati Istat appena pubblicati confermano la crescita del PIL italiano allo 0,3% nel primo trimestre 2025 rispetto al trimestre precedente (+0,7% su base annua). A sostenere questo risultato è stata soprattutto la domanda interna, al netto delle scorte, con un contributo determinante dagli investimenti fissi lordi (+0,3%), accompagnati da un modesto incremento dei consumi privati (+0,1%).
Il contributo delle scorte è risultato invece negativo (-0,3%), dimostrandosi un freno per il PIL. Il dato sorprendente, sottolinea Pizzoli, è la forza trasversale degli investimenti: tutte le sottocomponenti sono in crescita, con particolare rilievo per il comparto impianti e macchinari, che ha mostrato un primo segnale di ripresa dopo mesi di debolezza. Anche il settore delle costruzioni residenziali ha tenuto, nonostante la fine del superbonus.
Manifattura e agricoltura guidano l’offerta, servizi in lieve calo
Sul lato dell’offerta, l’Istat ha confermato un incremento del valore aggiunto nella manifattura e nell’agricoltura, mentre i servizi hanno registrato un calo marginale. La crescita acquisita per il 2025 si attesta attualmente allo 0,5%, un dato che riflette la buona tenuta iniziale dell’economia, ma anche l’incertezza sulle prospettive del secondo semestre.
Pizzoli sottolinea che la crescita dei consumi è stata in linea con le attese, ma che la vera sorpresa positiva è rappresentata dal rimbalzo degli investimenti in macchinari, spesso considerati un termometro dell’attività produttiva e della fiducia delle imprese. Questo andamento rafforza l’ipotesi di una spinta concreta da parte dei fondi del PNRR, soprattutto sulla componente infrastrutturale.
Le esportazioni sorprendono, ma l’effetto dazi incombe
Le esportazioni nette, inizialmente ritenute un elemento frenante, hanno invece contribuito positivamente alla crescita (+0,1%). Il merito sarebbe di un picco delle esportazioni verso gli Stati Uniti nel mese di marzo, spinto dal timore dei nuovi dazi in arrivo ad aprile. Una dinamica che ha favorito l’Italia, come altri Paesi dell’Eurozona, nel breve termine.
Tuttavia, secondo Pizzoli, questo effetto sarà di breve durata. I nuovi dazi commerciali, uniti a un contesto di negoziati incerti tra Washington e Bruxelles, rischiano di penalizzare sia le esportazioni sia gli investimenti industriali nel secondo trimestre. Inoltre, il contenzioso giuridico aperto negli USA aggiunge ulteriore opacità al quadro commerciale internazionale.
Una frenata nel secondo trimestre è sempre più probabile
Pizzoli prevede una decelerazione della crescita nel secondo trimestre, in linea con quanto atteso per le principali economie europee. A preoccupare è il doppio impatto dei dazi: diretto sui volumi di export e indiretto sulla fiducia delle imprese. Questo potrebbe riflettersi negativamente anche sugli investimenti, in particolare nel settore industriale.
Un segnale incoraggiante arriva tuttavia dai dati sulla fiducia, che mostrano un netto miglioramento tra consumatori e imprese dei servizi, indicando una possibile tenuta della domanda interna nei mesi a venire.
Nel complesso, ING mantiene la previsione di una crescita media del PIL italiano pari allo 0,6% nel 2025. Un ritmo moderato, ma realistico, in un contesto che resta segnato da elevata incertezza macro e geopolitica.
