Pfizer rilancia nella corsa ai farmaci anti-obesità: sfida da 9 miliardi con Novo Nordisk per Metsera

Pfizer rilancia nella corsa ai farmaci anti-obesità: sfida da 9 miliardi con Novo Nordisk per Metsera

La guerra per il controllo dei nuovi farmaci dimagranti si accende. Novo Nordisk tenta un blitz da 9 miliardi di dollari per strappare Metsera a Pfizer, ma rischia di destabilizzare il mercato. La casa americana, tra pressioni legali e rivalità geopolitiche, difende la propria scommessa strategica.

Il duello miliardario nel mercato più caldo della farmaceutica

La battaglia per il futuro dei farmaci anti-obesità è diventata una guerra aperta tra giganti. Dopo mesi di trattative riservate, Novo Nordisk ha lanciato un’offerta non sollecitata da 9 miliardi di dollari per acquistare Metsera, start-up americana impegnata nello sviluppo di un’iniezione mensile per la perdita di peso. La mossa danese mira a bloccare l’acquisizione già concordata tra Pfizer e Metsera, valutata fino a 7,3 miliardi di dollari, e a sottrarre alla rivale uno dei portafogli più promettenti nel settore dei farmaci GLP-1.

Come ricostruisce il Wall Street Journal, l’offerta di Novo, guidata dal nuovo CEO Mike Doustdar, rappresenta una svolta rispetto alla prudenza che ha sempre caratterizzato la società danese. Dopo aver perso terreno contro Eli Lilly e una serie di produttori minori come Hims & Hers Health, Doustdar ha scelto la via dell’aggressività: tagli di personale per liberare risorse e una campagna di acquisizioni culminata con l’acquisto di Akero Therapeutics per oltre 5 miliardi di dollari.

La proposta su Metsera, tuttavia, appare come un gesto di disperazione strategica. Gli investitori di Novo hanno reagito con nervosismo, facendo scendere il titolo in Borsa e chiedendosi se la società non stia ammettendo indirettamente le debolezze della propria pipeline di nuovi farmaci anti-obesità.

Pfizer risponde con una causa e si prepara alla battaglia legale

Venerdì Pfizer ha fatto causa a Novo Nordisk e a Metsera, sostenendo che l’offerta danese non può essere considerata superiore rispetto all’accordo già firmato. Secondo la documentazione depositata da Metsera presso la SEC, la biotech aveva già negoziato con sette potenziali acquirenti tra il 2024 e settembre 2025, e Novo era stata la prima a farsi avanti. La sua proposta prevedeva una struttura complessa in due fasi: un pagamento iniziale in cambio di azioni prive di diritto di voto, seguito dalla piena acquisizione dopo l’approvazione regolatoria.

All’epoca, il consiglio di amministrazione di Metsera aveva preferito Pfizer, giudicando troppo rischiosa la formula proposta da Novo. Oggi, le stesse perplessità tornano al centro del dibattito: l’offerta danese, pur più alta, comporta rischi legali e regolatori superiori. Pfizer sostiene inoltre che il pagamento anticipato ai soci di Metsera sarebbe illegittimo secondo la legge del Delaware, e ha chiesto un’ingiunzione temporanea per impedire la rottura del contratto in corso.

Il tono della replica è stato anche politico. In una nota, Pfizer ha definito l’offerta di Novo “un tentativo di una società dominante di sopprimere la concorrenza americana”, evocando argomenti di sovranità industriale. Il CEO Albert Bourla, vicino all’amministrazione Trump e già protagonista di intese sulla politica dei prezzi dei farmaci, sembra pronto a trasformare la contesa in uno scontro anche geopolitico.

Dietro le quinte, la posta in gioco è il controllo del futuro del mercato GLP-1

Il settore dei farmaci anti-obesità è il più redditizio e conteso della farmaceutica mondiale. Solo nel terzo trimestre, Eli Lilly ha registrato oltre 10 miliardi di dollari di ricavi dai suoi trattamenti Zepbound e Mounjaro, diventati sinonimi della nuova frontiera della cura del metabolismo. Metsera sviluppa un’iniezione mensile a lunga durata, potenzialmente in grado di ridurre la frequenza delle somministrazioni rispetto ai prodotti di Lilly e Novo, e per questo considerata una tecnologia di seconda generazione nel campo dei GLP-1.

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Per Pfizer, che cerca da mesi un modo per rilanciarsi dopo il crollo dei ricavi da vaccini anti-Covid e la scadenza di alcuni brevetti chiave, Metsera rappresenta la chiave per rientrare nella corsa contro i colossi europei. Secondo Jefferies, un rilancio del prezzo d’acquisto sarebbe “un sacrificio accettabile per conquistare un posizionamento duraturo” in un mercato che potrebbe superare i 150 miliardi di dollari entro il 2030.

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La tempistica gioca a favore della biotech americana, che sta sfruttando l’offerta di Novo come leva negoziale per ottenere condizioni migliori dal partner americano. Pfizer ha tempo fino a martedì per presentare una controproposta.

Tra finanza, orgoglio e politica: Pfizer può ancora vincere

Gli analisti ritengono che Pfizer abbia ancora margine per prevalere, ma a un costo maggiore.

Secondo Will Sevush di Jefferies, la mossa di Novo rivela “più paura che forza” e rischia di indebolire la fiducia degli investitori sul lungo periodo. D’altro canto, Bourla potrebbe trarre vantaggio dall’attuale clima politico negli Stati Uniti, dove l’amministrazione Trump punta a rafforzare la leadership americana in biotecnologia e guarda con sospetto alle acquisizioni straniere.

L’epilogo della contesa si giocherà nelle prossime settimane, ma la direzione è chiara: il mercato dei GLP-1, dominato da poche aziende globali, sta entrando in una nuova fase fatta di fusioni, cause legali e rivalità geopolitiche. E in questo scenario, Pfizer non sembra disposta a farsi estromettere da quella che promette di essere la più redditizia rivoluzione farmaceutica del decennio.