Trimestre da primato e guidance rivista al rialzo
Palantir Technologies ha chiuso il terzo trimestre del 2025 con risultati che confermano la sua ascesa nell’élite mondiale dell’intelligenza artificiale applicata ai dati. La società ha registrato ricavi per 1,18 miliardi di dollari, in crescita del 63% rispetto all’anno precedente, e un utile netto di 476 milioni, ben oltre le stime di Wall Street (435 milioni).

La crescita è tale che, come ha sottolineato il CEO Alex Karp, “oggi produciamo in un solo trimestre più utili di quanto incassavamo in un anno non molto tempo fa”. Forte di questi numeri, Palantir ha alzato la guidance sui ricavi annuali tra 4,396 e 4,4 miliardi di dollari, rispetto ai 4,15 miliardi previsti ad agosto, superando anche le attese di Bloomberg (4,17 miliardi).
Il titolo, che ha già guadagnato oltre 170% nel 2025 e raggiunto una capitalizzazione vicina ai 500 miliardi di dollari, ha tuttavia perso terreno nel dopoborsa, scendendo di circa il 4%, penalizzato dai timori di sopravvalutazione: il titolo scambia a circa 255 volte gli utili attesi, una delle valutazioni più elevate dell’intero indice tecnologico americano con un P/E corrente pari a 494.

L’AI della difesa e i contratti miliardari del governo USA
Il motore della crescita resta il business governativo americano, dove Palantir ha consolidato la sua posizione di fornitore chiave per la sicurezza e la difesa. I ricavi da contratti con Washington hanno raggiunto 486 milioni di dollari, in aumento del 19% rispetto al terzo trimestre del 2024, mentre il business commerciale statunitense — la nuova frontiera della società — è esploso con vendite per 397 milioni (+25% anno su anno).

La società ha firmato un contratto decennale da 10 miliardi di dollari con il governo USA, oltre a nuove commesse da 400 milioni con il Dipartimento di Stato e 100 milioni con l’IRS, l’agenzia fiscale federale. L’azienda, fondata nel 2003 da Peter Thiel e Karp con il supporto della CIA, ha ormai un ruolo cruciale nelle infrastrutture tecnologiche della difesa americana e dei suoi alleati.
Il chief technology officer Shyam Sankar ha dichiarato che la società prevede ulteriori opportunità legate ai conflitti globali e ai programmi di modernizzazione militare. “L’America è coinvolta in tre fronti di crisi — Europa, Medio Oriente e America Latina — e questo sta generando una domanda senza precedenti per le nostre soluzioni”, ha spiegato.
Partnership con Nvidia e boom commerciale
Parallelamente alla crescita nel settore pubblico, Palantir sta ampliando il perimetro commerciale con strategie mirate all’AI applicata al business privato. L’azienda ha oltre 530 clienti commerciali negli Stati Uniti e ha stretto una partnership con Nvidia per integrare i suoi chip di ultima generazione, in modo da accelerare le prestazioni dei sistemi Palantir.
Karp ha affermato che la società “sta diventando il cuore operativo dell’economia dei dati americana”, mentre i nuovi clienti vanno dalle banche alle aziende energetiche. La redditività del modello è già evidente: nel trimestre, Palantir ha registrato un margine netto del 40,3%, più che raddoppiato rispetto all’anno precedente, e un margine operativo rettificato del 50,8%, ben superiore al 42% previsto dagli analisti.

La società ha inoltre annunciato nuovi investimenti internazionali, con una base europea nel Regno Unito — dove investirà fino a 1,5 miliardi di sterline e creerà 350 nuovi posti di lavoro — e accordi strategici con la Polonia, l’Arabia Saudita e l’Ecuador, Paesi che stanno rafforzando la propria capacità di difesa anche con l’aiuto di partner americani.
Karp sfida gli analisti: “Eravamo nel giusto, voi nel torto”
Nel suo ormai celebre tono combattivo, Alex Karp ha usato la lettera agli azionisti per rispondere alle critiche sul valore del titolo: “Siamo stati nel giusto, voi nel torto, e andremo molto, molto a fondo nel nostro essere nel giusto”, ha scritto. Il CEO ha anche ribadito la centralità degli Stati Uniti nella strategia dell’azienda, citando il poeta irlandese William Butler Yeats: “Tutte le cose si sfaldano, il centro non regge. Oggi, l’America è il centro, e deve resistere”.
Ma la convinzione di Karp non placa i dubbi di Wall Street. RBC Capital Markets ha definito Palantir “il titolo più caro tra le società software che copriamo”, mentre alcuni gestori, come Michael Burry — l’investitore reso famoso dal film The Big Short — hanno scommesso contro il titolo, con un’esposizione ribassista da 912 milioni di dollari.
La polarizzazione è evidente: il consenso medio raccolto da Bloomberg tra i 29 analisti che coprono il titolo assegna un prezzo obiettivo medio a 12 mesi di 176,41 dollari, circa il 15% sotto i livelli attuali; soltanto 9 analisti danno giudizio Buy, mentre 16 Hold e 4 Sell. Tuttavia, per gli investitori retail che popolano forum come Reddit, Palantir resta un simbolo della rivoluzione AI americana — e “Daddy Karp” continua a incarnare il ruolo del visionario che sfida Wall Street e riscrive le regole del capitalismo dei dati.

