Oro in corsa: dopo il rialzo record, gli analisti guardano quota 5.000 dollari

Oro in corsa: dopo il rialzo record, gli analisti guardano quota 5.000 dollari

Dopo il recente ritracciamento, l’oro ha ripreso slancio: il prezzo spot si attesta intorno ai 4.140 dollari l’oncia, in rialzo di quasi il 3% nella seduta precedente. Il metallo prezioso, che a fine ottobre era sceso sotto quota 4.000 dollari, resta tuttavia circa il 7% al di sotto del record di 4.380 dollari raggiunto poche settimane fa.

Un metallo sempre più strategico

Dopo il recente ritracciamento, l’oro ha ripreso slancio: il prezzo spot si attesta intorno ai 4.140 dollari l’oncia, in rialzo di quasi il 3% nella seduta precedente. Il metallo prezioso, che a fine ottobre era sceso sotto quota 4.000 dollari, resta tuttavia circa il 7% al di sotto del record di 4.380 dollari raggiunto poche settimane fa.

image loading

Il nuovo impulso è arrivato dopo l’accordo bipartisan a Washington per porre fine al più lungo shutdown della storia americana, sostenuto dall’amministrazione Trump. La riapertura del governo dovrebbe sbloccare dati economici rimasti in sospeso, attesi in peggioramento e quindi favorevoli a una politica monetaria più espansiva — un contesto tipicamente positivo per l’oro, che non offre rendimento ma guadagna valore nei periodi di tassi in calo.

Gli analisti puntano a nuovi massimi storici

Per molti osservatori di mercato, il recente calo non segna l’inizio di una fase ribassista, ma una pausa tecnica in un trend rialzista di lungo periodo. Gli strategist di UBS stimano che l’oro possa raggiungere i 5.000 dollari l’oncia tra il 2026 e il 2027, grazie al suo ruolo crescente come bene rifugio strategico nei portafogli istituzionali.

Secondo il report, “l’oro sta ampliando la propria base di investitori”, con una crescente riallocazione di capitali da azioni, obbligazioni e dollaro verso l’asset rifugio. Anche Goldman Sachs e JPMorgan mantengono una visione costruttiva, con previsioni rispettivamente di 4.900 e 5.000 dollari entro la fine del 2026, sostenute dal rallentamento economico globale e dall’espansione dei deficit pubblici.

Le banche centrali, in particolare dei Paesi emergenti, continuano ad accumulare oro per diversificare le riserve e ridurre la dipendenza dal dollaro, mentre l’interesse degli investitori retail resta alto grazie ai fondi ETF specializzati.

Dollaro debole, rendimenti in calo e banche centrali accomodanti

Il recente rialzo è stato favorito anche da una combinazione di fattori macroeconomici. La prospettiva di nuovi tagli dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve e la debolezza del dollaro hanno rafforzato la domanda di oro come copertura contro l’inflazione e il rischio geopolitico.

Gli analisti di Pictet Asset Management notano che, nonostante le quotazioni elevate, “i fondamentali restano solidi: i rendimenti reali stanno scendendo, il dollaro continua a indebolirsi e i deficit pubblici si espandono nei Paesi sviluppati”.

image loading

Anche Jeff Jacobson di 22V Research ritiene che la tenuta del metallo sopra la media mobile a 50 giorni sia un segnale tecnico positivo: “Ogni correzione appare come un’opportunità di acquisto”.

Nel frattempo, i future sui Treasury a 10 anni mostrano segnali di stabilizzazione, un altro elemento favorevole per il metallo giallo, che tende a brillare quando i rendimenti reali si riducono.

image loading

L’oro torna protagonista anche in Borsa

Il rimbalzo del metallo prezioso si riflette sui titoli minerari.Newmont Mining (linea bianca), uno dei migliori performer dell’indice S&P 500 nel 2025, è salita del 15% da fine ottobre (+137% circa da inizio anno), mentre Barrick Gold (linea rossa) ha guadagnato oltre il 5% dopo i conti trimestrali e l’annuncio di un aumento del dividendo (+124,5% YTD).

image loading

Non mancano tuttavia le voci prudenti. Secondo Austin Pickle del Wells Fargo Investment Institute, il recente consolidamento è “una correzione salutare dopo un mercato eccessivamente tirato”, e l’oro potrebbe mostrare volatilità nei prossimi mesi.

Ma la tendenza di fondo resta positiva. Con un ciclo monetario in inversione, banche centrali più accomodanti e una crescente ricerca di beni rifugio, l’oro sembra avere davanti a sé una nuova fase di espansione. E per molti analisti, il prossimo traguardo psicologico dei 5.000 dollari l’oncia non appare più così lontano.