Oro e azioni minerarie: la corsa del 2025
L’oro e gli altri metalli preziosi stanno brillando come non mai, ma sono le azioni minerarie a risplendere ancora di più. Il metallo giallo ha raggiunto un record storico sopra i 4.000 dollari l’oncia, catalizzando l’attenzione dei mercati, ma la vera sorpresa arriva dal comparto dei gold miners e degli ETF collegati, che nel 2025 si sono rivelati ancora più performanti.

L’ETF VanEck Gold Miners (GDX) ha registrato un incremento superiore al 130% da inizio anno, a fronte di un rialzo di circa il 52% nel prezzo dell’oro. La società Newmont, tra le più seguite del settore, ha messo a segno un balzo di oltre 135%. Il titolo della compagnia si colloca subito dietro le performance di realtà “caldissime” come la piattaforma di trading Robinhood Markets, le società di data storage Seagate Technology e Western Digital, e il colosso dell’intelligenza artificiale Palantir, che spiccano tra le migliori dell’indice S&P 500. La corsa dei minatori, tuttavia, potrebbe essere tutt’altro che finita.

Valutazioni ancora interessanti per gli ETF dell’oro
Nonostante la scalata, le azioni minerarie restano relativamente convenienti rispetto al mercato generale. L’ETF VanEck Gold Miners, che include titoli come Newmont (+130% YTD), Agnico Eagle Mines (+106%), Gold Fields (+208%), Franco-Nevada (+77%) e Barrick Mining +(112%), viene scambiato a un multiplo inferiore a 15 volte gli utili stimati per il 2026, un livello in linea con la media quinquennale e ben al di sotto del picco recente di 22 volte raggiunto nel 2023.

Inoltre, l’ETF mostra un rapporto prezzo/utili inferiore del 33% rispetto all’S&P 500, uno sconto più marcato rispetto al tradizionale 23% di differenziale. Anche le società minerarie junior, rappresentate dall’ETF VanEck Junior Gold Miners, restano attraenti: queste piccole società sono scambiate a circa 14 volte gli utili stimati per il prossimo anno, contro una media quinquennale di 23, con uno sconto di circa il 40% rispetto al mercato complessivo. La combinazione di valutazioni basse e prospettive di utili in crescita crea oggi un contesto favorevole per chi cerca opportunità d’investimento nel comparto aurifero.
Il potenziale del metallo giallo e la spinta del dollaro debole
Finché continuerà questa differenza di valutazione e i prezzi dell’oro proseguiranno al rialzo, i titoli minerari dovrebbero mantenere il passo. Un altro elemento di forza è che i produttori di oro hanno recuperato solo di recente il ritardo rispetto al rally del metallo. Negli anni scorsi, infatti, molte azioni minerarie erano rimaste indietro a causa di problemi operativi e gestionali
Un esempio emblematico è Barrick, che negli ultimi cinque anni era salita di appena 25%, mentre l’oro nello stesso periodo aveva più che raddoppiato il proprio valore. Nel 2025, però, il titolo ha finalmente colmato il divario, volando di quasi 120%.
Gli analisti si aspettano che le azioni minerarie abbiano ancora spazio per crescere, poiché il rally dell’oro potrebbe non essere terminato. Le speranze di nuovi tagli dei tassi da parte della Federal Reserve alimentano questa visione, così come l’indebolimento del dollaro statunitense, che ha perso quasi 10% rispetto alle principali valute
Storicamente, l’oro tende a brillare quando il dollaro si indebolisce e i rendimenti obbligazionari scendono, perché viene percepito come bene rifugio meno volatile e più affidabile. Come ha osservato Paul Wong, strategist di Sprott Asset Management, la “crescita meteoritica dell’oro e le continue richieste da parte del mercato appaiono perfettamente razionali in un contesto di repressione finanziaria e svalutazione monetaria”.
Gli analisti vedono spazio per ulteriori guadagni
Lo scenario positivo dovrebbe continuare a sostenere anche i titoli minerari. Jan Szilagyi, cofondatore e CEO di Reflexivity, società d’investimento che utilizza l’intelligenza artificiale per la selezione dei titoli, ha sottolineato che Newmont beneficia dell’interesse degli investitori per gli asset rifugio in un momento di forte incertezza geopolitica, potendo contare su un portafoglio di miniere diversificato su più continenti.
Le quotazioni più elevate dell’oro dovrebbero inoltre tradursi in profitti crescenti per le compagnie minerarie. Investire in società estrattive, oggi, appare più comprensibile e conveniente per gli investitori professionali rispetto all’acquisto diretto di oro fisico. Secondo Szilagyi, le previsioni sugli utili di Newmont per il 2026 sono state riviste al rialzo di quasi il 40% da Wall Street, portando la stima di crescita per il prossimo anno attorno al 13%.
Naturalmente, il rally del settore non è privo di rischi. Gli investitori temono di entrare troppo tardi in una fase euforica del mercato, ma al momento i titoli minerari continuano a mostrare solidi fondamentali e multipli attraenti, a differenza di molte azioni tecnologiche gonfiate dalla mania dell’intelligenza artificiale. Le società aurifere conservano dunque slancio nei profitti e valutazioni interessanti — un connubio raro nei mercati di oggi.
