Oro stabile sopra i 3.200 dollari l’oncia
Il prezzo dell’oro registra oggi, 14 maggio 2025 alle ore 11:59, un calo e si attesta a 3.234 dollari l’oncia, segnando una flessione dello 0,49% rispetto alla chiusura precedente. Il metallo prezioso sembra avviarsi verso una fase di stabilizzazione che potrebbe durare nei prossimi giorni, secondo le analisi dell’ufficio studi di Teleborsa. L’obiettivo di breve termine è ora il test della soglia tecnica di 3.176,7 dollari.
Oro in calo dopo il Rally di Inizio 2025
Dopo un’impennata che, a partire dalla fine del 2024, ha portato il prezzo dell’oro a sfiorare i 3.500 dollari per oncia ad aprile, da venerdì 9 maggio è iniziata una fase di correzione. Nella giornata di oggi l’oro ha toccato un minimo intraday a 3.223,8 dollari, trovando tuttavia un supporto tecnico a quota 3.232 dollari, che per ora sostiene il corso del metallo giallo.
Le cause del calo del prezzo dell’oro: rientro delle tensioni globali
Il ribasso attuale è legato a un parziale rientro delle tensioni geopolitiche ed economiche che avevano spinto l’oro al rialzo nei mesi scorsi. In particolare, i ripensamenti dell’amministrazione Trump sull’imposizione dei dazi e la firma di accordi commerciali USA-Regno Unito e USA-Cina hanno contribuito a rassicurare i mercati.
Sebbene l’accordo con Pechino sia ancora in fase preliminare – subordinato a una pausa di 90 giorni – l’annuncio ufficiale del 12 maggio ha generato un ulteriore ribasso, con l’oro che ha toccato quota 3.207 dollari. Si tratta di un chiaro segnale di volatilità persistente.
Inflazione USA e politica monetaria: gli effetti sulla quotazione dell’oro
Un altro fattore determinante nella recente debolezza dell’oro è stato il calo dell’inflazione negli Stati Uniti, scesa al 2,3% (core al 2,8%). Questo dato potrebbe spingere la Federal Reserve a tagliare i tassi d’interesse nei prossimi mesi. Dopo l’ultima riunione del 7 maggio, i tassi sono stati lasciati invariati nella forchetta 4,25%-4,50%.
La prospettiva di tassi più bassi riduce l’attrattività dell’oro come bene rifugio, incentivando gli investitori a spostarsi su asset con un miglior rapporto rischio/rendimento.
Previsioni sul prezzo dell’oro: gli scenari al 2025 e oltre
Nonostante la fase di consolidamento in atto, gli analisti delle principali banche d’investimento continuano a mantenere una visione positiva sul lungo periodo per il metallo prezioso:
Goldman Sachs prevede un target di 3.700 dollari l’oncia entro fine 2025.
JP Morgan stima scenari di lungo termine con un potenziale a 6.000 dollari entro il 2029.
Citigroup mantiene un outlook prudente con un range di oscillazione tra 3.000 e 3.500 dollari per i prossimi mesi.
J. Safra Sarasin segnala la possibilità di una rottura al rialzo sopra il range attuale di 3.300-3.400 dollari.
Altre previsioni positive arrivano poi da Wisdom Tree e dall’hedge fund Paulson & Co. Wisdom Tree, in particolare, vede l’oro spinto dal dollaro debole e dal rischio inflazione oltre i 4.000 dollari entro il primo trimestre 2026, confortata in questa analisi dai dati del World Gold Council che registra una forte domanda di oro guidata dagli ETF: +20% nel prima trimestre 2025). Una percentuale che, se confermata, su base annua porterebbe il prezzo fino al target di 4.120. Ancora più ottimista John Paulson, miliardario fondatore di Paulson & Co, secondo cui il prezzo dei lingotti potrebbe toccare quota 5.000 dollari entro il 2028.
Oro e incertezza geopolitica: le variabili da monitorare
Nonostante l’attuale calo, il contesto globale resta caratterizzato da forte incertezza geopolitico-finanziaria. Le tensioni in Ucraina, Medio Oriente e Asia meridionale, unite all’evoluzione di dazi, inflazione e tassi d’interesse, continuano a influenzare la domanda di oro come asset difensivo.
Questa fase di consolidamento potrebbe dunque rappresentare una pausa prima di una nuova fase rialzista, che dipenderà in larga misura dalle decisioni delle banche centrali, in particolare della Fed e della BCE, e dalle dinamiche macroeconomiche globali.
