OpenAI e AMD sfidano Nvidia: boom dell'AI tra crescita record e timori di bolla

OpenAI e AMD sfidano Nvidia: boom dell'AI tra crescita record e timori di bolla

Il mercato dell’intelligenza artificiale entra in una fase decisiva: l’accordo miliardario tra OpenAI e AMD per i chip MI450 sfida il predominio di Nvidia, ma alimenta anche il dibattito su quanto a lungo possa durare l’euforia sull’AI. Valutazioni record, investimenti senza precedenti e il rischio di un rallentamento richiamano i fantasmi della bolla internet di venticinque anni fa.

L'accordo storico tra OpenAI e AMD

OpenAI ha siglato una partnership quinquennale con Advanced Micro Devices per l’acquisto di chip MI450 destinati ai data center di nuova generazione. L’intesa prevede fino a 6 gigawatt di capacità di calcolo, con un impatto stimato in decine di miliardi di dollari di ricavi aggiuntivi per AMD entro il 2027. L’accordo include anche warrant per 160 milioni di azioni a 1 centesimo l’una, che OpenAI potrà esercitare al raggiungimento di obiettivi specifici.

Il titolo AMD ha reagito con un balzo del 35% in pre-market, segnalando la portata strategica di un’intesa che punta a rompere l’egemonia di Nvidia, leader indiscusso dei semiconduttori per l’AI. I chip saranno utilizzati per l’inference, la fase di elaborazione che consente a chatbot e modelli generativi di rispondere alle richieste degli utenti. Secondo Sam Altman, la domanda di potenza di calcolo è destinata a superare l’offerta ancora per anni, spingendo a un’accelerazione delle alleanze industriali lungo tutta la filiera.

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Una competizione globale senza precedenti

Il mercato dei chip AI è al centro di una sfida che coinvolge tutti i grandi player. Nvidia resta il fornitore preferito, ma è insidiata da concorrenti e dai giganti del cloud che sviluppano processori proprietari. OpenAI, oltre all’intesa con AMD, ha siglato un accordo da 10 miliardi con Broadcom e un megadeal da 300 miliardi con Oracle per assicurarsi capacità di calcolo nei prossimi anni.

Negli ultimi 3 anni NVIDIA ha registrato una performance monstre di oltre il +1.550%, seguita da Broadcom con quasi un +700%, AMD + 276% circa, Qualcomm +53% e Intel +45%.

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La concorrenza si gioca anche sul fronte tecnologico: Nvidia lancerà nel 2026 il chip Vera Rubin, annunciato come oltre due volte più potente della generazione attuale Grace Blackwell. Ma la corsa agli investimenti ha già raggiunto cifre colossali: OpenAI spenderà circa 16 miliardi di dollari solo quest’anno per l’affitto di server, un impegno che potrebbe salire a 400 miliardi nel 2029. Numeri che sollevano interrogativi sulla sostenibilità finanziaria e sui margini di redditività del settore.

Valutazioni ai massimi e il rischio di una bolla AI

L’euforia si riflette nelle capitalizzazioni: Nvidia ha toccato i 4.500 miliardi di dollari, mentre OpenAI è stata valutata 500 miliardi nell’ultimo round di finanziamento, diventando la società privata più preziosa al mondo. L’ETF Technology Select Sector SPDR, che raccoglie i principali titoli tech, scambia oggi a 28 volte gli utili futuri, in forte rialzo rispetto alle 21 volte del 2022. Il Nasdaq 100 tratta sugli stessi multipli, ben al di sotto del picco di 47 volte del 2000, ma comunque a livelli che segnalano tensione. L’indice settoriale segna un +24% circa da inizio anno, contro il +19% del Nasdaq e il +15% dell’S&P 500.

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Per alcuni analisti l’entusiasmo attuale si distingue dal passato: le big tech che investono in AI hanno margini elevati e una crescita degli utili robusta, a differenza di molte società dell’era dot-com. Inoltre, il rally azionario non riguarda solo il settore tecnologico ma si estende a utilities, real estate, industriali e finanziari, sostenuto anche dalle aspettative di ulteriori tagli dei tassi della Federal Reserve.

Tra entusiasmo e cautela degli investitori

Nonostante le basi più solide rispetto al 2000, cresce il timore che l’AI trade possa subire presto una correzione. Alcuni strategisti avvertono che l’eccesso di valutazioni potrebbe sfociare in prese di profitto significative, con impatti sull’intero mercato azionario. Altri ritengono invece che la spinta degli investimenti nei data center e nelle infrastrutture AI possa sostenere il ciclo rialzista ancora a lungo.

La storia delle bolle insegna che i cicli possono durare anni prima di cedere. Per ora, l’accordo tra OpenAI e AMD e le valutazioni record di Nvidia e delle big tech confermano che la corsa all’AI è destinata a restare al centro dei mercati globali, tra opportunità straordinarie e rischi di instabilità.