Una nuova normalità per il reddito fisso
Sono passati più di tre anni dall’inizio del ciclo restrittivo della Federal Reserve, innescato da un’inflazione ben più persistente del previsto. Il lungo periodo di tassi prossimi allo zero, seguito da una fase di inversione della curva dei rendimenti, ha lasciato spazio a una nuova “vecchia” normalità, con tassi elevati su tutta la curva e cedole finalmente interessanti per gli investitori obbligazionari.
Karen Manna, Portfolio Manager for Fixed Income di Federated Hermes, sottolinea come questo nuovo contesto richieda una riflessione più approfondita sulle sfumature all’interno del mercato obbligazionario. I Treasury, ad esempio, non hanno seguito una traiettoria lineare, e il consenso sui futuri tagli dei tassi resta molto eterogeneo.
In questo scenario, non è il momento di restare fermi: l’approccio deve essere attivo e orientato alla diversificazione, senza eccessi. Le cosiddette incognite note, ovvero i rischi noti ma difficili da quantificare nel lungo termine, richiedono un’attenta selezione dei titoli, in un contesto dove la deregolamentazione prosegue e il credito mostra segnali di rafforzamento.
Secondo Federated Hermes, le prospettive economiche restano stabili nel breve e medio periodo. Ogni fase di debolezza dovrebbe quindi essere vista come un’opportunità tattica, non come un motivo per ridurre il rischio in portafoglio. Tuttavia, la qualità resta un principio guida: non è il momento di abbassare eccessivamente i criteri di rating nella ricerca di extra rendimento.
MBS, ABS e corporate bond
L’analisi di Manna entra poi nel dettaglio delle principali asset class:
Mortgage-Backed Securities (MBS): l’offerta è considerata gestibile, dato il difficile accesso alla casa e i tassi ipotecari elevati. Il vero nodo resta la domanda: i money manager sono in posizione di sovrappeso, mentre le banche appaiono meno attive, rendendo questo segmento delicato ma ancora interessante in ottica di rendimento e diversificazione.
Asset-Backed Securities (ABS): qui il sentiment è più solido. L’offerta di nuove emissioni è stata robusta e gli spread di credito, in particolare nel comparto auto di alta qualità, hanno quasi azzerato l’allargamento registrato ad aprile in seguito alle tensioni legate ai dazi. Due fattori sostengono questa asset class: i prezzi elevati delle auto usate e un tasso di disoccupazione ancora basso, che rafforzano la performance complessiva del comparto.
Obbligazioni corporate: sul fronte investment grade, gli spread sono storicamente compressi, ma il contesto di domanda sostenuta da rendimenti interessanti potrebbe mantenerli stabili nel breve periodo. L’asset class continua dunque a offrire una base difensiva solida, soprattutto se accompagnata da una selezione mirata dei settori e degli emittenti.
Diverso il discorso sull’high yield, dove gli spread hanno raggiunto livelli estremi o quasi. In questo caso, secondo Manna, la combinazione rischio/rendimento non appare più favorevole, suggerendo cautela e un possibile ribilanciamento verso segmenti meno tirati.
Infine, Federated Hermes guarda anche agli emerging markets, con una view sfumata. Le valutazioni attuali non entusiasmano, ma il contesto resta stimolante, soprattutto nei mercati locali. È lì, e non nei titoli sovrani, che secondo Manna si annidano le opportunità più promettenti, grazie a condizioni macro più stabili e a un rischio valutario più gestibile.
La selezione sarà duqnue la chiave per generare valore nei portafogli obbligazionari. Con un contesto in continua evoluzione, Federated Hermes invita a non restare passivi: la costruzione di portafoglio richiede oggi equilibrio, attenzione alla qualità e una gestione attiva delle fonti di rendimento.
