Obbligazioni convertibili in crescita con il rimbalzo azionario

Obbligazioni convertibili in crescita con il rimbalzo azionario

Le caratteristiche delle obbligazioni convertibili in questa fase di mercato: breve durata, minore sensibilità alle oscillazioni e capacità di fornire protezione nei momenti di tensione.

Mercati orientati al rischio e ritorno delle convertibili

Negli ultimi trimestri i mercati globali hanno mostrato una chiara propensione al rischio, favorendo strumenti come l’high yield che tendono a muoversi in forte correlazione con l’andamento azionario. Tuttavia, come spiega Francesco Lomartire, Head of Intermediary Client Coverage Southern Europe di State Street Investment Management, la fase positiva si è incrinata a inizio secondo trimestre, quando le tensioni sui dazi statunitensi hanno rallentato la corsa. La successiva riduzione delle tariffe ha però riacceso la fiducia, riportando gli indici azionari su livelli robusti, capaci persino di superare le difficoltà legate alle turbolenze in Medio Oriente. Parallelamente, i rendimenti obbligazionari sono rimasti contenuti e l’intransigenza della Federal Reserve ha impedito un loro calo deciso, lasciando gli spread di credito su livelli compressi. Di fronte a questo quadro, gli asset allocator si trovano a dover scegliere tra la volatilità delle azioni e la stabilità poco remunerativa delle obbligazioni tradizionali.

In questo contesto le obbligazioni convertibili hanno dimostrato la loro versatilità. Nel primo trimestre l’indice FTSE Qualified Global ha segnato un rendimento vicino al 3%, in linea con i Treasury statunitensi e superiore ai mercati azionari che nello stesso periodo erano in calo. Nel secondo trimestre, nonostante un avvio difficile, i guadagni finali hanno superato l’8%, strettamente allineati a quelli dell’azionario. La loro struttura consente infatti di limitare la sensibilità nelle fasi ribassiste e, al tempo stesso, di catturare i rialzi quando i mercati si riprendono. La breve durata media, pari a 2,9 anni, attenua gli effetti negativi di eventuali rialzi dei rendimenti, mentre la garanzia di rimborso alla pari riduce l’impatto delle correzioni. La combinazione di esposizioni investment grade e sub-investment grade contribuisce inoltre a rafforzare la resilienza nei momenti di tensione globale. La distribuzione geografica, con il 60% del peso allocato agli Stati Uniti, resta un fattore determinante. Pur non avendo più la stessa aura di eccezionalismo, gli Stati Uniti rimangono un motore essenziale della crescita, supportata da stimoli fiscali e da politiche monetarie che, in prospettiva, potrebbero diventare più accomodanti. Per gli investitori europei, però, il deprezzamento del dollaro rappresenta un rischio da considerare, affrontabile con opportune coperture valutarie.

Delta in crescita e rendimenti storicamente elevati

Il rally azionario ha avuto l’effetto di spingere verso l’alto il delta del FTSE Qualified Global Convertibles Index, che misura la sensibilità delle convertibili al sottostante azionario. Il valore si attesta a 48,4, circa due punti sopra la media storica ma ben lontano dai massimi del 2021. Rispetto al 38 toccato ad aprile, durante la fase di sell-off, il nuovo livello segnala una maggiore esposizione al mercato azionario. Storicamente, un delta compreso tra 45 e 50 è stato associato a rendimenti medi del 7% nei dodici mesi successivi, il che lascia intravedere prospettive favorevoli per chi mantiene questa asset class in portafoglio. È evidente che un delta più alto comporti anche un’esposizione maggiore a eventuali correzioni, ma il valore minimo dell’obbligazione fornisce comunque un cuscinetto di protezione che le azioni pure non possono garantire.

Un altro elemento da sottolineare riguarda i rendimenti correnti delle obbligazioni convertibili, oggi ai livelli più alti degli ultimi anni. Storicamente, questi strumenti hanno cedole molto contenute perché il loro valore risiede nell’opzione azionaria incorporata. Tuttavia, nell’attuale contesto il rendimento medio si attesta intorno all’1,25%, circa 15 punti base in più rispetto a un anno fa. Questo rappresenta un’opportunità per gli investitori, che possono contare su un carry positivo mantenendo la strategia.

Prospettive e ruolo nel portafoglio

Guardando al primo semestre del 2025, le obbligazioni convertibili hanno garantito risultati solidi grazie alla vivacità dei mercati azionari, confermando il loro ruolo di strumento intermedio tra equity e fixed income. L’economia statunitense è vista in crescita e, insieme agli stimoli fiscali europei, offre un contesto che potrebbe sostenere ancora le borse. Sebbene l’aumento del delta implichi una maggiore sensibilità al rischio azionario, la natura ibrida delle convertibili assicura un livello di protezione nei momenti di tensione.

Secondo Lomartire di State Street Investment Management, questa combinazione di rendimento, protezione al ribasso e capacità di cogliere i rialzi fa delle convertibili un veicolo efficace di diversificazione per gli investitori che cercano un equilibrio tra volatilità e stabilità. La copertura del rischio valutario resta un aspetto importante per chi non opera in dollari, ma il quadro generale conferma che le convertibili hanno davanti a sé una traiettoria interessante, sostenuta da dinamiche di mercato favorevoli e da rendimenti correnti insolitamente generosi.