Obbligazioni, ci possono essere ancora sorprese anche con gli spread bassi

Obbligazioni, ci possono essere ancora sorprese anche con gli spread bassi

La Fed ha avviato un nuovo ciclo di tagli dei tassi dopo nove mesi di pausa. Le obbligazioni restano un’opportunità di carry interessante, nonostante spread storicamente bassi e incertezze geopolitiche e fiscali in Europa. Le prospettive restano costruttive su Treasury e bond europei, con una visione prudente sul credito corporate.

Fed inizia il ciclo di tagli, il mercato accoglie con favore

Lo scorso mese ha rappresentato una vera svolta per la politica monetaria statunitense. Dopo nove mesi di immobilismo, la Federal Reserve (Fed) ha ridotto i tassi di interesse di 25 punti base, inaugurando un nuovo ciclo di allentamento. La decisione, spiega Geoffroy Lenoir, Co-Chief Investment Officer of Mutual Funds di Ofi Invest AM, arriva in un contesto di inflazione ancora ostinata ma accompagnata da segnali di indebolimento del mercato del lavoro, che hanno convinto la Fed a intervenire.

Secondo Lenoir, questo ciclo di riduzioni non sarà isolato: “Ci aspettiamo almeno altri quattro tagli entro la fine del 2026”, afferma l’esperto, sottolineando che l’obiettivo della Fed è riequilibrare la crescita senza compromettere la stabilità finanziaria. I dubbi sull’indipendenza della banca centrale americana rimangono, specialmente in vista delle elezioni previste all’inizio del prossimo anno per la nomina di nuovi governatori in diversi Stati.

Sul fronte dei tassi a lunga scadenza, il rendimento dei Treasury decennali è sceso leggermente, attestandosi attorno al 4,15%. In base alle proiezioni macro e alle aspettative sull’inflazione, Ofi Invest AM ritiene opportuno mantenere una posizione leggermente sovrappesata sui titoli di Stato americani, ma anche su quelli europei, dove i rendimenti restano attraenti in ottica di diversificazione.

Europa stabile, ma la Germania resta osservata speciale

Nell’Area Euro, la Banca Centrale Europea (Bce) appare orientata a mantenere i tassi di riferimento al 2%, considerando che l’inflazione sembra ora sotto controllo e non giustifica ulteriori interventi restrittivi. Tuttavia, Ofi Invest AM invita a monitorare da vicino i dati provenienti dalla Germania, che offriranno una misura concreta sull’efficacia del piano di stimolo fiscale tedesco per la crescita economica.

Secondo Lenoir, il rendimento dei Bund compreso tra 2,70% e 2,75% è coerente con i fondamentali attuali, ma non sarebbe sorprendente vederlo salire fino al 3% nel lungo periodo. Questa prospettiva riflette una normalizzazione dei tassi più graduale che definitiva.

Anche se il comparto delle obbligazioni sovrane non promette rendimenti più elevati, offre un carry interessante per gli investitori disposti ad affrontare una maggiore volatilità nel breve e medio termine. In particolare, la crisi politica francese continua a pesare sul sentiment europeo: l’incertezza generata dal caos istituzionale e fiscale ha spinto Fitch a declassare gli OAT a “A+ stabile”, mentre Spagna, Portogallo e Italia hanno ottenuto un upgrade in riconoscimento della loro disciplina di bilancio.

Spread fermi e mercato già posizionato sui fondamentali

Nonostante gli annunci delle agenzie di rating, gli spread obbligazionari sono rimasti sostanzialmente invariati. Secondo Ofi Invest AM, questo perché il mercato aveva già scontato in anticipo sia le cattive notizie dalla Francia sia le buone dal Sud Europa. Gli investitori, di fatto, si erano già posizionati in linea con i fondamentali dei vari Paesi, limitando la reazione ai nuovi giudizi di credito.

Per misurare il reale livello di fiducia del mercato, Lenoir suggerisce di monitorare con attenzione le prossime emissioni sovrane, anche se l’attività dovrebbe rallentare negli ultimi mesi del 2025, con un focus crescente sul 2026. “Ci aspettiamo che l’offerta netta resti elevata nell’Eurozona, in particolare in Germania, dove il Tesoro aumenterà sensibilmente il volume del debito,” osserva l’analista.

Corporate bond, spread minimi e approccio selettivo

Sul fronte del credito corporate, gli spread si sono ulteriormente ridotti a settembre, ma la dinamica settoriale è stata molto diversa. Le obbligazioni finanziarie, in particolare quelle subordinate, hanno sovraperformato rispetto a quelle dei settori non finanziari, mentre i comparti difensivi hanno registrato una lieve sottoperformance.

I titoli con rating BB e B hanno inoltre recuperato terreno rispetto ai titoli A, portando gli spread su livelli storicamente bassi. Questo movimento riflette una ricerca di rendimento più spinta, ma anche una riduzione percepita del rischio sistemico.

Di fronte a questa compressione generalizzata, Ofi Invest AM mantiene un approccio prudente, continuando ad adeguare le coperture di portafoglio e mantenendo un atteggiamento conservativo nei settori più vulnerabili. “La selettività resta la parola d’ordine,” conclude Lenoir, “perché in un mercato che offre poco valore relativo, la differenza la fa la capacità di individuare emittenti solidi e resilienti in grado di navigare con stabilità in un contesto di rendimenti compressi e tassi in evoluzione.”