La trimestrale che fa la storia
Nel primo trimestre dell’anno fiscale 2026, Nvidia ha registrato 44,1 miliardi di dollari di ricavi, battendo le attese del consenso Bloomberg e segnando il miglior trimestre della sua storia. Ma come sottolinea Gabriel Debach, market analyst di eToro, il dato assume un valore ancora più simbolico: “Sommando tutti i primi trimestri tra il 1999 e il 2023, Nvidia aveva incassato circa 45 miliardi. Ora, li raggiunge in soli tre mesi”.
Secondo Equita Sim, il merito è ancora una volta del segmento Data Center, che ha generato 39,1 miliardi, +73% su base annua. A sorpresa, anche il settore Gaming si è distinto: 3,8 miliardi di dollari, +42%, battendo il consensus del 32%. Il resto (automotive, professional visualization e OEM) incide marginalmente.
L’utile per azione rettificato (EPS non-GAAP) si è attestato a 0,81 dollari, ma senza l’impatto della svalutazione legata al ban cinese delle GPU H20 avrebbe raggiunto 0,96 dollari. Il margine lordo scende al 60,5% (GAAP), ma sarebbe stato del 71,3% al netto dell’effetto H20, a conferma di una redditività ancora robusta, sebbene temporaneamente penalizzata da dinamiche geopolitiche.
Il titolo segna +5% nel pre market di Wall Street, “riteniamo spinto da una guidance molto solida e dai messaggi positivi sulla domanda di AI e il ramp-up dei prodotti” afferma Equita.
Blackwell, AI Factory e l’inferenza come nuovo standard
Il cuore della nuova traiettoria Nvidia si chiama Blackwell. Introdotta meno di un anno fa, la nuova architettura domina già il 70% delle vendite nel segmento Data Center. Clienti come Microsoft, OpenAI, AWS e CoreWeave hanno già integrato rack da 72 GPU connesse tramite NVLink.
Secondo Debach, il salto non è solo tecnico ma concettuale: “Non conta più solo il training. La sfida è nell’inference time scaling: i nuovi modelli reasoning-based consumano fino a 100 volte più calcolo per query rispetto agli approcci precedenti”.
I chip Blackwell GB300, dotati di FP4 transformer engine e ottimizzazioni software come Dynamo, offrono performance superiori con costi ridotti fino a 20 volte per token rispetto alla generazione precedente Hopper. Equita Sim conferma che il ramp-up di Blackwell è il più rapido mai visto e che l’azienda è già pronta a introdurre Blackwell Ultra nel corso dell’anno.
In parallelo, Nvidia sta costruendo oltre 100 AI factory nel mondo, considerate infrastrutture strategiche, equivalenti a centrali elettriche o porti logistici. Ogni rack pesa due tonnellate, è assemblato in 350 siti, e contiene 1,5 milioni di componenti. Secondo il CEO Jensen Huang, l’AI è ormai un asset nazionale: “Non è più tecnologia. È politica industriale”.
Cina, reshoring e nuova geopolitica dei chip
Il trimestre è stato anche segnato dall’effetto delle nuove restrizioni all’export USA verso la Cina, che hanno costretto Nvidia a bloccare ordini per 2,5 miliardi di dollari e svalutare 4,5 miliardi di inventario di GPU H20. Questo ha ridotto la visibilità sul mercato cinese, che resta ancora incerto per il secondo trimestre.
Il CEO ha dichiarato: “La Cina ha già l’AI. La vera domanda è se girerà su piattaforme americane”. Una presa di posizione netta, che evidenzia un cambio di tono: da messaggi concilianti a un approccio più difensivo. Come rileva Equita Sim, l’azienda sta valutando versioni depotenziate del chip Blackwell da rendere conformi al ban, ma la competizione con l’ecosistema cinese è ormai aperta.
Nel frattempo, Nvidia accelera il proprio reshoring produttivo: TSMC sta qualificando sei fabbriche e due impianti in Arizona, mentre Amkor e SPIL costruiscono linee per il packaging e i test. L’obiettivo è una AI stack completamente americana, resiliente e pronta a rispondere ai temi di sicurezza e sovranità tecnologica.
Futuro in evoluzione: tra iper-crescita e nuove sfide
Dopo due anni di crescita esplosiva (+261% nel Q1 2024 e +69,6% nel Q1 2025) anche Nvidia sa che il confronto diventerà più impegnativo. Ma la società ha già delineato la prossima traiettoria: Blackwell Ultra nel 2025, Vera Rubin nel 2026, seguita da Feynman, con un ritmo di una nuova architettura l’anno, come confermato nella call.
La guidance per il Q2 FY2026 prevede 45 miliardi di dollari di ricavi, in linea con il consensus. Come sottolinea Debach, “Per la prima volta, la guidance coincide quasi perfettamente con la realtà del business”, segno che anche il management sta adattando le aspettative a una crescita più strutturata e meno sorprendente.
Ma il contesto resta complesso: le corti federali USA hanno sospeso i dazi imposti da Trump, creando una finestra di incertezza geopolitica che pesa sulle valutazioni. Inoltre, le dimissioni di Elon Musk da un ruolo di consulenza governativa, in polemica con la nuova legge di bilancio, sono il simbolo di una crescente frizione tra innovazione privata e governance pubblica.
Come conclude Equita Sim, “Nvidia non è più solo un produttore di semiconduttori. È un attore infrastrutturale globale, capace di incidere sulla traiettoria dell’economia mondiale. Il suo valore va oltre la tecnologia: oggi si misura in geopolitica, flussi globali e intelligenza artificiale come leva di potere.”
