Nvidia, titolo sui massimi dopo il via libera per vendere chip H20 alla Cina

Nvidia, titolo sui massimi dopo il via libera per vendere chip H20 alla Cina

L’incontro decisivo tra Jensen Huang e Donald Trump apre nuovi scenari per Nvidia sul mercato cinese.

L’accordo che cambia le carte in tavola

Nvidia ha finalmente ottenuto l’autorizzazione a riprendere le vendite del chip H20 in Cina. Come sottolinea Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia, la svolta è arrivata grazie a un incontro riservato tra il CEO Jensen Huang e il presidente USA Donald Trump. Dopo settimane di voci e trattative, l’amministrazione americana ha deciso di concedere le licenze necessarie, sbloccando un business da miliardi di dollari messo in crisi da restrizioni e tensioni geopolitiche.

La reazione di Wall Street è stata immediata: il titolo Nvidia ha registrato un rialzo del 4%, portandosi a 171,20 dollari e toccando un nuovo massimo storico a 172,83 dollari. La capitalizzazione di mercato della società sale così a 4,2 trilioni di dollari, consolidando il primo posto assoluto a livello mondiale, ben distante da Microsoft, ferma a 3,75 trilioni.

Una leadership difesa a suon di licenze

La parabola di Nvidia, come ricorda IG Italia, è indissolubilmente legata alla corsa mondiale all’intelligenza artificiale. I chip grafici dell’azienda californiana sono fondamentali per il training dei modelli AI nei data center di tutto il mondo. Una posizione di dominio che ha però collocato Nvidia al centro della rivalità tecnologica tra Washington e Pechino.

Negli anni passati, anche sotto l’amministrazione Biden, gli Stati Uniti avevano imposto severe restrizioni all’esportazione dei chip più potenti verso la Cina, temendo applicazioni di tipo militare. Nvidia aveva provato a rispondere con versioni “depotenziate”, tra cui l’H20, ideato per rispettare i vincoli americani. Ma nell’aprile 2025 il Dipartimento del Commercio aveva fermato anche questa soluzione, ritenendo l’H20 non conforme alle norme. Un colpo durissimo per l’azienda in un mercato strategico.

Secondo Diodovich, il CEO Huang avrebbe convinto Trump che consentire a Nvidia di continuare a vendere in Cina sia il modo migliore per mantenere la leadership USA, evitando che competitor locali come Huawei, Moore Threads o Birentech colmassero il vuoto. Restano comunque vietati, per ora, i chip più avanzati della gamma come H100/A100 e H800/A800.

Tra restrizioni e ambizioni globali

Il via libera concesso dall’amministrazione Trump non cancella del tutto le incertezze sul futuro di Nvidia. IG Italia sottolinea come resti sul tavolo la questione dei chip più performanti, ancora soggetti a divieti. Ma la strategia di Huang, mirata a salvaguardare i ricavi in Cina con prodotti alternativi come l’H20, dimostra la volontà del gruppo di difendere la propria posizione di leadership globale, in un contesto dove la competizione tecnologica si gioca sempre di più sul filo delle licenze e delle concessioni politiche.

In attesa di nuovi sviluppi, il mercato premia Nvidia, che si conferma il simbolo di una corsa all’intelligenza artificiale capace di riscrivere gli equilibri di potere industriale ed economico tra Stati Uniti e Cina.

Analisi tecnica, prospettive di nuovi record

Dal punto di vista tecnico, l’ok alle vendite in Cina ha dato nuovo slancio al titolo Nvidia, già reduce da mesi di rally. L’analisi di IG Italia evidenzia come la notizia abbia spinto i prezzi su nuovi massimi storici a 172,83 dollari, nonostante l’attuale fase di ipercomprato. Gli oscillatori segnalano livelli di surriscaldamento, ma al momento non emergono segnali concreti di inversione di tendenza nel medio breve termine.

Secondo Diodovich, un eventuale superamento stabile dei massimi attuali potrebbe rafforzare ulteriormente il trend rialzista, con obiettivi ipotizzabili nell’area di 180-185 dollari. I primi segnali di debolezza si intravedrebbero solo in caso di discesa sotto quota 161 dollari, massimo registrato il 3 luglio. In quel caso non è escluso un ritorno verso i 151,10 dollari, che rappresenterebbero il livello di supporto successivo.