NVIDIA alla prova della trimestrale: attese, rischi e prospettive

NVIDIA alla prova della trimestrale: attese, rischi e prospettive

Il 28 maggio la società simbolo dell’intelligenza artificiale svelerà i conti del primo trimestre fiscale 2026, in una delle trimestrali più cruciali dell’anno.

Trimestrale sotto i riflettori

Mercoledì 28 maggio, dopo la chiusura di Wall Street, NVIDIA pubblicherà i risultati del primo trimestre fiscale 2026. Come sottolinea Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia, si tratta di un appuntamento particolarmente atteso da investitori e analisti. I conti della società californiana rappresentano oggi uno degli indicatori più importanti per misurare lo stato di salute della domanda globale di intelligenza artificiale.

Le attese sono molto elevate: IG prevede ricavi per 43 miliardi di dollari, in crescita del +66% su base annua, e un utile per azione (EPS) di 0,77 dollari, in aumento rispetto ai 0,61 dollari dello stesso periodo dello scorso anno. Alla base di questa crescita c’è soprattutto la domanda in forte espansione di chip destinati all’AI, con particolare attenzione al segmento data center. NVIDIA mantiene la leadership con le sue GPU H100 e A100, componenti essenziali per l’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale più avanzati. Un’ulteriore spinta potrà arrivare dall’adozione della nuova architettura Blackwell, in particolare con i chip H200 e GB200.

Tensioni geopolitiche e big tech

Tra i principali fattori da monitorare nei conti, spiccano le nuove restrizioni imposte dagli Stati Uniti all’export verso la Cina. A partire da aprile 2025, NVIDIA è obbligata a ottenere licenze speciali per esportare i chip H20. Secondo alcune stime, questo nuovo regime potrebbe impattare negativamente sui ricavi per una cifra potenziale di 15 miliardi di dollari all’anno. Una componente significativa, che potrebbe ridimensionare le prospettive nel mercato asiatico.

Gli investitori guarderanno con attenzione anche ai segnali legati all’adozione dei nuovi chip Blackwell da parte dei grandi clienti globali, in particolare i colossi della tecnologia come Microsoft, Amazon e Meta. Le indicazioni contenute nella guidance saranno fondamentali per comprendere quanto le big tech stanno investendo nello sviluppo e nell’espansione delle infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale. Come evidenziato da Diodovich, la trimestrale di NVIDIA fornirà indizi indiretti ma cruciali sulla direzione dell’intero comparto tecnologico.

Perché NVIDIA è il termometro dell’AI

Il peso di NVIDIA nell’ecosistema AI è unico. L’azienda è diventata ben più di un semplice produttore di chip: è ormai considerata l’infrastruttura stessa dell’intelligenza artificiale moderna. Le sue GPU sono oggi lo standard de facto per l’addestramento dei modelli AI più noti al mondo, come ChatGPT, Gemini e Claude. Le alternative attualmente disponibili, tra cui quelle offerte da AMD, Intel o i chip personalizzati, non riescono ancora a competere in termini di prestazioni e integrazione.

Un altro vantaggio competitivo fondamentale risiede nella piattaforma software CUDA, che rende difficile per aziende e ricercatori passare ad altri ecosistemi. Si tratta di un lock-in tecnologico che rafforza ulteriormente la posizione dominante dell’azienda. Come osserva Diodovich, i risultati trimestrali di NVIDIA sono diventati un punto di riferimento non solo per il settore dei semiconduttori, ma per tutto il comparto AI: performance solide aumentano la fiducia negli investimenti e stimolano l’interesse di fondi, startup e fornitori cloud, mentre eventuali delusioni potrebbero raffreddare l’entusiasmo e innescare reazioni trasversali sui mercati.

Tra rischi e supporti tecnici

Oltre alle attese sui numeri, IG Italia mette in evidenza anche diversi rischi di breve termine per il titolo NVIDIA. Le restrizioni imposte dagli Stati Uniti sull’export dei chip AI potrebbero causare un calo significativo del fatturato, mentre la perdita di quote di mercato in Cina, a vantaggio di produttori locali, si sta già facendo sentire. A questo si aggiungono le indagini in corso da parte delle autorità statunitensi su presunte rivendite illegali dei chip, che potrebbero portare a sanzioni e nuove regole di compliance. Non è escluso, inoltre, che i chip “ridotti” destinati al mercato cinese non vengano accolti favorevolmente, rischiando di compromettere ulteriormente la presenza dell’azienda nella regione. Anche le tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Cina rappresentano un fattore critico, che potrebbe impattare sulla supply chain e sulla distribuzione globale.

image loading

Dal punto di vista tecnico, dopo il forte rally osservato da aprile fino a metà maggio, il titolo ha iniziato una fase di consolidamento. Secondo l’analisi di Diodovich, un eventuale superamento della resistenza a 137,40 dollari potrebbe rilanciare la spinta rialzista verso 143,44 dollari, massimo toccato il 18 febbraio, e 145 dollari. In caso contrario, la rottura del supporto a 127,80 dollari (minimo dello scorso venerdì) potrebbe aprire la strada a una discesa più marcata verso 116,62 dollari, livello del gap up registrato il 12 maggio.