Netflix delude Wall Street: crescita solida ma i conti non convincono

Netflix delude Wall Street: crescita solida ma i conti non convincono

Mentre la piattaforma di streaming registra un’espansione record di ricavi e abbonamenti, il mercato resta freddo. Il contenzioso fiscale in Brasile pesa sui margini e accende i dubbi sulla prevedibilità dei risultati. Tra AI, videogame e live event, Netflix cerca la nuova formula per riconquistare la fiducia di investitori e pubblico.

La crescita non basta più

Netflix continua a essere protagonista dell’intrattenimento globale, con successi planetari come “KPop Demon Hunters” — 325 milioni di visualizzazioni, il film più visto nella storia della piattaforma — e la seconda stagione di “Wednesday”, seguita da oltre 114 milioni di spettatori. Anche gli eventi live, come il match tra Canelo Alvarez e Terence Crawford, hanno registrato numeri record. Eppure, la Borsa non si lascia sedurre dalle luci del palcoscenico.

Dopo i conti del terzo trimestre 2025, il titolo è sceso di circa il 6% nelle contrattazioni after-hours, un calo che riflette le perplessità del mercato più che le debolezze dei numeri.

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I ricavi, pari a 11,51 miliardi di dollari, sono cresciuti del 17% su base annua, perfettamente in linea con le attese e sostenuti da tutte le aree geografiche. Gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno toccato nuovi record di share televisiva — rispettivamente 8,6% e 9,4% — confermando la leadership del servizio.

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Tuttavia, come riportato anche dal Financial Times, il margine operativo si è fermato al 28%, al di sotto della guidance del 31,5% e in calo rispetto al 29,6% dell’anno precedente. La causa è un onere straordinario da 619 milioni di dollari legato a una controversia con le autorità fiscali brasiliane, che da sola ha eroso circa tre punti percentuali di redditività. Netflix ha spiegato che si tratta di un effetto non ricorrente, derivante da una tassa sui pagamenti outbound accumulata dal 2022 e ora registrata integralmente. Senza questa voce, i margini sarebbero risultati superiori alle previsioni.

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Nonostante il peso del contenzioso, i fondamentali restano solidi: il net income è cresciuto dell’8% a 2,5 miliardi di dollari, il free cash flow ha raggiunto un record di 2,66 miliardi nel trimestre e oltre 9 miliardi su base annua. La società ha mantenuto stabile il debito lordo a 14,5 miliardi e ribadito la volontà di non aumentare la leva finanziaria per eventuali acquisizioni.

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Tra tasse e fiducia, la trama si complica

La questione brasiliana non è solo contabile, ma simbolica. Nelle precedenti conference call, il rischio era stato citato ma mai quantificato, e questa sorpresa ha alimentato la diffidenza degli investitori. Wall Street oggi non premia più la crescita, ma la prevedibilità; la volatilità dei margini ha fatto temere che il management non controlli appieno le variabili esterne, anche se la società ha chiarito che il contenzioso è in via di risoluzione.

La vicenda si intreccia con le voci di mercato su una possibile offerta per Warner Bros. Discovery, che ha avviato una revisione strategica dopo aver ricevuto manifestazioni d’interesse da più soggetti. Il co-amministratore delegato Greg Peters ha dichiarato che Netflix valuta “ogni opportunità significativa”, ma con un approccio rigoroso e selettivo. Ted Sarandos, dal canto suo, ha ribadito che la società non ha interesse nell’acquisire reti via cavo o media tradizionali.

Nel frattempo, gli analisti come Jessica Reif Ehrlich di Bank of America avvertono che ulteriori fusioni nel settore potrebbero intensificare la concorrenza. Con Disney, Amazon e YouTube sempre più aggressivi, Netflix deve mantenere il vantaggio sul fronte dell’innovazione e dell’esperienza utente.

Advertising, AI e nuovi format per rilanciare i margini

La società guidata da Sarandos e Peters sta puntando su pubblicità e intelligenza artificiale per ampliare i ricavi e migliorare l’efficienza. Gli introiti pubblicitari sono più che raddoppiati nel 2025, grazie a un ecosistema proprietario che integra AI, dati e piattaforma di vendita diretta. Netflix prevede di raddoppiare ancora il giro d’affari advertising entro il 2026, pur non fornendo stime ufficiali. Il focus resta sull’espansione internazionale, con nuove partnership come Amazon DSP e AJA in Giappone, e sull’introduzione di formati interattivi basati sull’AI per targeting e misurazione.

Sul fronte tecnologico, l’azienda utilizza intelligenza artificiale generativa per ottimizzare la qualità delle raccomandazioni, localizzare i materiali promozionali e supportare la produzione audiovisiva. I tempi di realizzazione degli effetti visivi si sono ridotti fino a dieci volte.

Parallelamente, Netflix investe nella diversificazione dei linguaggi: dai podcast visivi nati grazie all’accordo con Spotify, ai party games giocabili su TV tramite smartphone, fino ai grandi eventi live come i SAG Awards, la World Baseball Classic 2026 e la doppia partita NFL di Natale. È una strategia chirurgica: pochi eventi ad alto impatto, con spese contenute ma risonanza globale.

Tra concorrenza e reputazione, la sfida del futuro

Nonostante un anno brillante sul piano finanziario, le azioni sono salite del 40% da gennaio e del 61% in dodici mesi, Netflix si trova in un equilibrio delicato. Il pubblico cresce, ma anche le aspettative. Il tempo medio di visione per utente, stabile intorno alle due ore giornaliere, non aumenta più. E mentre i servizi gratuiti come YouTube, Roku e Tubi erodono l’attenzione, la piattaforma deve evitare di diventare prevedibile.

Il caso #CancelNetflix, esploso a settembre dopo le critiche di Elon Musk ai contenuti ritenuti “woke”, ha mostrato quanto rapidamente la reputazione possa influenzare il valore di mercato. Nessun commento ufficiale è arrivato dalla società, che ha preferito il silenzio per evitare di amplificare la polemica. È una scelta tattica, ma anche rischiosa in un’epoca in cui la percezione può muovere le quotazioni più dei fondamentali.

La sfida ora è duplice: preservare la disciplina dei numeri e ritrovare la forza del racconto. Con una lineup imponente per il 2026 — dal ritorno di Bridgerton, Beef e Emily in Paris ai nuovi film Narnia di Greta Gerwig e Here Comes the Flood con Denzel Washington — Netflix vuole dimostrare di saper coniugare efficienza e immaginazione.