Mid-Small Cap italiane, segnali positivi ma outlook incerto nel II trimestre

Mid-Small Cap italiane, segnali positivi ma outlook incerto nel II trimestre

Le Mid e Small Cap italiane chiudono un altro mese in positivo, superando le controparti europee.

Mid e Small Cap in recupero sul mercato italiano

Il mercato azionario italiano ha continuato a esprimere una dinamica positiva a metà luglio 2025, con un progresso dell’1,3% nell’ultimo mese e una performance da inizio anno pari a +16,6%. In questo contesto, l’universo delle Mid e Small Cap ha registrato una sovraperformance significativa, con l’indice FTSE Italy Mid Cap in rialzo del 2,4% e quello Small Cap del 4,1%. A livello relativo, le Mid Cap hanno battuto l’indice principale dell’1% nell’ultimo mese e del 1,5% da inizio anno, mentre le Small Cap sono in recupero di breve, pur restando in calo del 4,1% rispetto al benchmark da gennaio.

A livello europeo, l’indice MSCI Europe Small Caps ha guadagnato solo l’1,8%, segnalando come il mercato italiano delle mid-small cap abbia fatto meglio della media continentale. Secondo Andrea Randone, Head of Mid Small Cap Research di Intermonte, questi dati indicano una buona tenuta relativa del segmento, pur in un contesto di attese caute per la stagione degli utili.

Stime ancora stabili, con variazioni limitate

Dall’inizio del 2025, Intermonte ha rivisto le proprie stime sugli utili per azione (EPS) delle società Mid e Small Cap con un taglio cumulato del -5,2% per il 2025 e del -4,7% per il 2026. Tuttavia, nell’ultimo mese non sono emerse revisioni significative, a causa di un flusso limitato di notizie corporate e della mancanza di nuovi report.

In dettaglio, per le mid-small cap coperte da Intermonte, gli EPS 2025 sono rimasti pressoché invariati (-0,2%), mentre gli EPS 2026 sono stati rivisti al rialzo dello 0,4%. Al contrario, per le large cap si osserva un miglioramento più netto delle stime (+0,6% sia per il 2025 che per il 2026), segnale di una differenziazione crescente tra segmenti.

Valutazioni elevate ma in linea con la media storica

Sotto il profilo valutativo, i titoli del FTSE MIB hanno visto un re-rating del 22,1% da inizio anno, leggermente inferiore al 22,9% rilevato il mese precedente. Le mid cap si sono rivalutate del 19,2%, mentre le small cap del 19,6%. Considerando il rapporto prezzo/utili, il panel di società analizzate da Intermonte mostra un premio del 21% rispetto alle large cap, valore coerente con la media storica del 20% e in lieve aumento rispetto al mese precedente (18%).

Questo dato suggerisce che, nonostante la rivalutazione dei multipli, le valutazioni restano sostenibili in ottica storica, soprattutto per gli investitori disposti a selezionare titoli con fondamentali solidi.

Segnale misto della liquidità tra mid e small cap

Il tema della liquidità degli scambi offre un quadro differenziato. Le large cap italiane hanno registrato un incremento del 12,2% su base annua nel volume monetario scambiato nell’ultimo mese, e una crescita del 34,1% da inizio anno. Le mid cap seguono un trend positivo, con un aumento del 17% su base annua, segnalando un interesse crescente da parte degli investitori.

Di contro, le small cap restano penalizzate: la loro liquidità è in calo dell’1,1% rispetto allo stesso periodo del 2024, nonostante un leggero miglioramento mensile. Ciò indica una minore rotazione del capitale verso i titoli a bassa capitalizzazione, un elemento che limita la partecipazione istituzionale e amplifica la volatilità potenziale.

Prospettive e strategia

Randone sottolinea come, nonostante l’incertezza macro, il mercato statunitense continui a segnare nuovi massimi, anche in un contesto segnato da inflazione in aumento, debolezza del dollaro e tensioni commerciali globali. L’ipotesi di nuovi dazi americani, incluso un 30% sulle importazioni dall’UE a partire dal 1° agosto, rappresenta un rischio concreto per consumatori e aziende, che potrebbe riflettersi anche sulle Mid e Small Cap italiane.

Per questo motivo, Intermonte adotta un approccio prudente ma costruttivo, ritenendo che il segmento resti attraente, a patto di puntare su aziende con leadership settoriale, visibilità sulla crescita o forte generazione di cassa. Un ulteriore supporto al settore potrebbe arrivare dal Fondo Strategico Nazionale, atteso entro fine anno con una dotazione iniziale tra 700 milioni e 1 miliardo di euro, destinata al 70% a società fuori dal FTSE MIB (esclusi i titoli finanziari).

Il fondo, con discrezionalità piena in mano ai gestori, potrebbe fungere da catalizzatore per valorizzare il comparto delle Mid e Small Cap italiane, sostenendo valutazioni e volumi in un contesto di crescente attenzione istituzionale.