Mid e small cap italiane, agosto positivo tra resilienza dei mercati e valutazioni interessanti

Mid e small cap italiane, agosto positivo tra resilienza dei mercati e valutazioni interessanti

Le mid-small cap italiane chiudono agosto con segnali contrastanti ma nel complesso incoraggianti.

Performance positive in un contesto di mercato resiliente

Il listino azionario italiano ha segnato una performance positiva del 7,6% nell’ultimo mese, mentre da inizio anno è in crescita del 26,2%. Il report di Andrea Randone, Head of Mid Small Cap Research di Intermonte, fotografa un mese di agosto in cui i mercati hanno continuato a mostrare resilienza.

Guardando agli indici di riferimento, il FTSE Italy Mid Cap ha registrato un +3,8%, sottoperformando di 3,8 punti l’indice principale e restando in calo del 7,0% da inizio anno in termini relativi. Al contrario, l’indice FTSE Italy Small Cap ha segnato un +7,7%, sovraperformando il mercato di 0,1%, anche se su base annua rimane in flessione del 3,4%. Nel confronto internazionale, l’MSCI Europe Small Caps è salito dell’1,5% nel mese, mostrando una performance inferiore rispetto alle small cap italiane.

Questi dati confermano come, pur con differenze tra segmenti, le società italiane di medie e piccole dimensioni abbiano mantenuto un andamento competitivo.

Stime sugli utili e valutazioni in equilibrio

Il quadro delineato da Randone evidenzia revisioni degli utili (EPS) nel corso del 2025: da inizio anno le stime complessive sono state ridotte del 6,7% per il 2025 e del 3,0% per il 2026. Nell’ultimo mese, le società a grande capitalizzazione hanno subito tagli agli EPS 2025 pari al -2,9%, a fronte di un lieve incremento per il 2026 (+0,9%).

Per le mid-small cap, invece, la revisione è stata più contenuta: EPS 2025 in calo dello 0,9% e stime 2026 sostanzialmente stabili (-0,1%).

Sul fronte delle valutazioni, i numeri mostrano un generale processo di rivalutazione: il FTSE MIB è salito del 33,5% da inizio anno (contro il +22,1% rilevato a luglio), le mid cap del 23,5% e le small cap del 32,5%. In termini di multipli, il panel di riferimento scambia con un premio del 21% rispetto alle large cap, in linea con la media storica ventennale e con i dati di un mese fa.

Secondo Intermonte, queste dinamiche segnalano un equilibrio tra performance di mercato e fondamentali, con multipli coerenti rispetto al quadro storico.

Liquidità in miglioramento e segnali divergenti

Un altro aspetto rilevante riguarda la liquidità. Per le large cap italiane, l’indicatore calcolato come rapporto tra volumi e prezzi medi è cresciuto del 28,9% nell’ultimo mese rispetto allo stesso periodo del 2024, e del 33,9% da inizio anno.

Per le mid cap il quadro è positivo, con un incremento della liquidità del 23,7% su base annua. Le small cap, invece, restano più indietro: la crescita dall’inizio dell’anno si ferma al 17,0%. Tuttavia, nell’ultimo mese anche in questo segmento si osservano segnali di rafforzamento. Randone sottolinea come il progressivo miglioramento della liquidità rappresenti un elemento favorevole alla percezione del rischio e all’attrattiva del comparto per investitori istituzionali.

Strategie d’investimento e prospettive di settore

L’analisi di Intermonte si chiude con una valutazione strategica sul contesto. Ad agosto i mercati hanno beneficiato di fattori esogeni positivi: i primi accordi sui dazi, in particolare l’intesa formalizzata del 15% dall’Unione Europea, i segnali della Fed circa possibili tagli dei tassi, e la prospettiva di nuovi negoziati legati al conflitto ucraino.

Non sono mancate, tuttavia, pressioni negative: i dubbi sulla capacità degli investimenti in intelligenza artificiale di generare ritorni adeguati hanno penalizzato numerosi titoli tecnologici. Anche diversi “enabler” digitali italiani hanno subito ribassi, sebbene secondo Randone la correlazione con le big tech statunitensi non sia giustificata, dato il diverso modello di business e le differenti valutazioni.

Sul fronte domestico, il segmento mid cap continua a offrire opportunità interessanti, confermate anche dal flusso costante di annunci di delisting. A rafforzare il quadro contribuisce la stabilità politica italiana, testimoniata da uno spread ai minimi storici, elemento che dovrebbe catalizzare nuova attenzione sul comparto.

Un ulteriore catalyst positivo atteso per il settore è il lancio, entro fine anno, del Fondo Strategico Nazionale. I gestori del fondo avranno discrezionalità nelle scelte di investimento, con l’obbligo che almeno il 70% del capitale sia destinato a società quotate al di fuori del FTSE MIB, escludendo i titoli finanziari. Una misura che, nelle previsioni di Intermonte, potrebbe sostenere ulteriormente il mercato delle mid-small cap italiane.