📊 Nonostante il forte shock energetico, i mercati continuano a scontare un ritorno alla normalità. La struttura a backwardation delle curve delle materie prime suggerisce attese di calo dei prezzi, con il Brent visto intorno agli 80 dollari a fine anno. Tuttavia, rispetto ad altri shock come l’invasione dell’Ucraina, il rischio attuale riguarda volumi di offerta più ampi, rendendo lo scenario potenzialmente più impattante.
🌍 Il mercato sembra non prezzare pienamente una chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz. Allo stesso tempo emergono segnali di pressioni più persistenti: ricostruzione delle scorte globali, danni alle infrastrutture e un secondo shock energetico in pochi anni potrebbero mantenere i prezzi elevati più a lungo rispetto alle aspettative correnti.
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