Mercati post Ferragosto, attesa per Jackson Hole e mosse Fed

Mercati post Ferragosto, attesa per Jackson Hole e mosse Fed

Un Ferragosto sorprendente regala guadagni insperati alle Borse, ma la calma apparente nasconde tensioni legate a politica monetaria, volatilità e scenari geopolitici.

Piazza Affari sfida la statistica

L’analisi di Gabriel Debach, market analyst di eToro, mette in luce un Ferragosto 2025 tutt’altro che convenzionale per i mercati. Storicamente, la settimana numero 33 dell’anno si rivela ostica per Piazza Affari, con performance negative nella gran parte dei casi. Negli ultimi dieci anni, solo il 30% delle volte si è chiusa in rialzo, con una media del -0,69% e una mediana del -1,86%. Nonostante questa tradizione sfavorevole, il FTSE MIB ha archiviato un +2,47%, replicando la sorpresa del 2024, quando registrò addirittura un +3,96%.

Non è stato un episodio isolato. In tutto il mondo, dalle piazze europee a Wall Street, passando per Asia e America Latina, i listini hanno mostrato una tenuta corale. Parigi, Madrid, Francoforte, Londra, Amsterdam, Tokyo, New York, Shanghai e San Paolo hanno chiuso in territorio positivo, alimentando la sensazione di una estate finanziaria più solida del previsto, nonostante le ombre della stagionalità.

image loading

Nvidia si ferma, ma i listini continuano a correre

In questo contesto euforico, colpisce il passo falso di Nvidia, il colosso da oltre 4 trilioni di dollari che da solo ha garantito il 22% del rialzo del Nasdaq 100 dall’inizio dell’anno. Dopo 11 settimane consecutive di rialzi e 20 nuovi massimi storici, il titolo ha chiuso la settimana in flessione. Dal 27 maggio al 15 agosto aveva comunque accumulato 1,2 trilioni di dollari di capitalizzazione, più dell’intero FTSE MIB messo insieme.

image loading

Nonostante questa pausa, il Nasdaq 100 ha chiuso comunque in rialzo, pur sottoperformando l’S&P 500. Intanto, il VIX ha toccato nuovi minimi annuali, segnale di apparente tranquillità. Ma sotto la superficie emergono tensioni: il rapporto VVIX/VIX, a 6,49 punti, resta ben sopra la media storica, indicando una volatilità latente che spinge gli investitori a pagare premi elevati per proteggersi da potenziali scosse. A confermarlo anche lo SKEW a quota 153, un livello tipico di fasi di euforia accompagnate da timori di cigni neri. Parallelamente, l’S&P 500 ha toccato il suo 18° massimo storico del 2025, confermando la corsa ma anche la crescente esigenza di hedging.

Jackson Hole al centro della scena

Con i listini in festa, l’attenzione degli investitori si sposta ora sulla politica monetaria americana. I future prezzano con oltre l’80% di probabilità un taglio dei tassi a settembre, interpretato come “insurance cut” per raffreddare le tensioni senza attendere segnali di crisi conclamata. Non a caso, hanno brillato small-cap, titoli value e l’indice S&P equal-weight, un segnale di leadership più ampia oltre le mega-cap tecnologiche. Secondo Debach, tutti gli occhi ora sono puntati sul Jackson Hole Economic Policy Symposium del 22 agosto, dove Jerome Powell avrà l’occasione di chiarire la traiettoria della Fed.

Mercoledì, nel frattempo, arriveranno i verbali dell’ultimo FOMC. A luglio, i tassi erano rimasti invariati ma due membri, Bowman e Waller, si erano espressi per un taglio immediato. Le minute diranno se quella frattura è significativa e quanto forte sia la spinta verso un pivot anticipato. A Jackson Hole, poi, il tema sarà “Labor Markets in Transition”, con Powell chiamato a bilanciare la resilienza dell’economia con le prime crepe nel mercato del lavoro e la pressione politica da parte della Casa Bianca per tagli più aggressivi.

Dati macro e trimestrali in primo piano

La settimana sarà ricca di appuntamenti anche sul fronte macroeconomico. Dagli Stati Uniti arriveranno dati cruciali sull’immobiliare: NAHB Housing Market Index, permessi edilizi, avvii di costruzioni, vendite di case nuove ed esistenti. Si attendono inoltre i flash PMI di agosto, con confronti tra Eurozona, Regno Unito, Giappone, Australia e India. In Europa, le attese sono per un ulteriore rallentamento nei servizi e un peggioramento della manifattura; nel Regno Unito, invece, si intravede un’accelerazione dei servizi accompagnata da un’inflazione in risalita al 3,7%, massimo da gennaio 2024.

Dall’Asia, la Cina dovrebbe confermare i loan prime rate invariati al 3% e al 5%, coerenti con la politica di stimolo ai consumi, mentre il Giappone presenterà dati più contrastanti: inflazione di luglio in raffreddamento, un saldo commerciale tornato in surplus nonostante i dazi americani e un probabile calo degli ordini di macchinari per il terzo mese consecutivo.

Parallelamente, Wall Street vivrà una settimana intensa di trimestrali. Riflettori puntati sul retail, con Home Depot, Target, Lowe’s, TJX, Walmart e Ross Stores, test fondamentale per valutare la tenuta dei consumi. Sul fronte tecnologico, attesa per Salesforce, Analog Devices e Google, che mercoledì presenterà il nuovo Pixel 10 con chip Tensor G5 e un pacchetto di aggiornamenti AI. Giovedì, invece, il Rosenblatt Age of AI Summit riporterà sotto i riflettori semiconduttori e intelligenza artificiale, con protagonisti come Nvidia, Applied Optoelectronics e Rambus.

Geopolitica sullo sfondo

Infine, resta la dimensione geopolitica a intrecciarsi con i mercati. Dopo l’incontro in Alaska tra Donald Trump e Vladimir Putin, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sarà ricevuto alla Casa Bianca insieme ai leader europei guidati da Ursula von der Leyen. Un vertice che potrebbe ridefinire i rapporti transatlantici proprio mentre in Europa si discute di dazi, energia e difesa comune. Anche su questo fronte, le scelte politiche potrebbero influenzare l’andamento dei mercati, aggiungendo un ulteriore livello di incertezza a una fase che alterna euforia e tensione.