Dollaro forte e riflussi sull’oro: segnali ambigui dal mercato
In un contesto di ritirata graduale, l’oro e il Bitcoin hanno registrato un arretramento, mentre i rendimenti dei Treasury sono scesi senza innescare fughe verso asset rifugio. Debach spiega che il movimento sui rendimenti è più tecnico che legato a un aumento dell’avversione al rischio. Anche il rafforzamento del dollaro, generalizzato contro le principali valute, sembra più una risposta tattica che una tendenza strutturale.
Il biglietto verde continua a godere della resilienza dell’economia americana, ma emergono segnali contrastanti nel lungo periodo. Sullo sfondo, avanza la narrazione della de-dollarizzazione, che solleva interrogativi sul futuro ruolo centrale della valuta statunitense. eToro sottolinea come questa dinamica non sia ancora dominante, ma sempre più presente nel dibattito economico globale.
Il petrolio guida il mercato: tensioni sotto controllo
Il protagonista assoluto resta il petrolio. Il WTI ha messo a segno un guadagno mensile superiore al 23%, il migliore da novembre 2020. I prezzi si avvicinano a una resistenza tecnica critica tra 78 e 80 dollari al barile, già testata nei momenti di massima tensione geopolitica. Nonostante l’inasprimento del conflitto, l’Iran ha aumentato le esportazioni a 2,2 milioni di barili al giorno, segnalando una certa stabilità nell’offerta.
Il vero catalizzatore però è arrivato dagli Stati Uniti, dove un crollo record delle scorte ha spinto i prezzi. Secondo eToro, gli operatori restano cauti nella speculazione rialzista: la consapevolezza che l’OPEC resta sotto il potenziale produttivo lascia margini per contenere eventuali tagli. L’attenzione resta alta sullo Stretto di Hormuz, ma per ora il mercato percepisce una tensione controllata.
Europa sotto i riflettori: retail, vertici politici e dividendi in primo piano
La settimana del 23 giugno si preannuncia cruciale per l’Europa. Gli occhi sono puntati su tre eventi principali: la testimonianza di Jerome Powell al Congresso USA, i dati core PCE, e i PMI flash di giugno, attesi come test di resistenza del ciclo globale. In ambito europeo, l’attenzione si concentra sui risultati trimestrali di H&M, considerata barometro per il settore retail, dopo una serie di ribassi che hanno colpito l’intera industria della fast fashion.
Le attese sono alte anche per Associated British Foods, proprietaria di Primark, tra i pochi titoli positivi da inizio anno. Intanto, i leader europei si incontrano a L’Aia per il vertice NATO, dove si discuterà l’aumento della spesa militare. Il dibattito proseguirà a Bruxelles con il Consiglio Europeo e la firma di un’intesa con il Canada sul procurement militare. eToro mette in evidenza come queste dinamiche geopolitiche e settoriali possano influenzare profondamente gli investimenti nelle prossime settimane.
Italia e Asia: tra cedole record e contromosse politiche
In Italia, oggi lunedì 23 giugno sarà ricordato per due eventi chiave: il debutto del nuovo CEO di Stellantis, Antonio Filosa, e il “Dividend Day”. Saranno distribuiti 2,9 miliardi di euro da società quotate italiane, con Poste Italiane in testa per volume assoluto, seguita da Snam e Terna. Anche nomi industriali come Leonardo, Pirelli e STMicroelectronics saranno protagonisti, in una giornata che eToro descrive come tecnica ma ad alto impatto settoriale.
In Asia, intanto, la Cina prepara contromosse normative e politiche contro le tariffe USA, mentre in Giappone i dati su inflazione, disoccupazione e vendite al dettaglio offriranno spunti fondamentali per valutare la traiettoria della BoJ. Il commento di Gabriel Debach, analista di eToro, evidenzia come questi elementi possano ridefinire il sentiment degli investitori globali in un momento di alta complessità macroeconomica.
