Maxicedola del 20% per il certificate sulle big bank europee

Maxicedola del 20% per il certificate sulle big bank europee

Rendimento del 20% con il maxi-premio iniziale del certificate di Vontobel con Isin DE000VH31UD3 su Banco BPM, Commerzbank, Société Générale e UniCredit. Per incassare la maxicedola è necessario acquistare il prodotto a un prezzo sotto la pari di 97 euro entro il 20 ottobre. Comunicazione di marketing

I punti di forza del nuovo certificate di Vontobel

In arrivo un maxi-premio iniziale con memoria di 19,40 euro per il certificate di Vontobel con Isin DE000VH31UD3 scritto su quattro istituti bancari europei: Banco BPM, Commerzbank, Société Générale e UniCredit.

Considerando che il prodotto si compra oggi sul mercato sotto la pari a 97 euro, il rendimento del maxi-premio sale al 20%. Si tratta di un ritorno particolarmente interessante anche per chi desidera compensare minusvalenze in scadenza entro l’anno. Per avere diritto alla maxicedola basterà acquistare il prodotto entro il 20 ottobre, con la condizione che nessuno dei sottostanti registri un calo superiore al 70% rispetto al livello iniziale.

Si passa poi a premi mensili con memoria di 0,34 euro, con barriera cedolare posta in corrispondenza del valore iniziale ma decrescente dell’1% ogni mese, rendendo sempre meno stringenti le condizioni per incassare i premi, fino ad arrivare al 60%, in corrispondenza della barriera sul capitale (osservata solo a scadenza) per la protezione del valore nominale.

La durata del prodotto è di 5 anni, con scadenza prevista per il 17 settembre 2030 e, a partire dal nono mese di vita è prevista la possibilità di rimborso anticipato se tutti i sottostanti si troveranno almeno pari al livello iniziale. In caso di autocall alla prima finestra utile del 17 giugno 2026, il rendimento potenziale annuo del certificate sarebbe del 38,37% (tenendo conto del prezzo attuale e della restante vita del prodotto).

Maxi-premio del 20% acquistando entro il 20 ottobre

Il certificate di Vontobel con Isin DE000VH31UD3 si prepara a distribuire un maxi-premio con memoria del 19,40% del nominale (pari a 100 euro) il 21 ottobre, seguito da 59 premi mensili con memoria di 0,34 euro (0,34% del nominale) ciascuno. Il prodotto, che si compra sul mercato secondario sotto la pari a 97 euro, offre un rendimento potenzialmente elevato e immediato per chi decide di inserirlo in portafoglio.

Per ottenere la maxicedola del 20% (calcolato sul prezzo di oggi di 97 euro), l’investitore dovrà acquistare il certificate entro il 20 ottobre, ultimo giorno utile per beneficiare del diritto al maxi-premio. Alla data di osservazione del 17 ottobre verrà quasi sicuramente verificato che nessuno dei sottostanti è sceso di oltre il 70% rispetto al livello iniziale, condizione necessaria per l’erogazione del “cedolone”.

Attualmente, la situazione dei titoli sottostanti è la seguente: Banco BPM segna il -3,2% dal valore iniziale, Commerzbank il -3,3%, Société Générale il -3,7% e UniCredit il -5,7% (attualmente il worst of del paniere).

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Un elemento di forte interesse per questo prodotto è la valenza fiscale del maxi-premio: essendo le cedole dei certificate classificate come “redditi diversi”, esse possono essere utilizzate per compensare minusvalenze pregresse presenti nello zainetto fiscale, entro un periodo massimo di quattro anni dalla loro realizzazione. Su un premio del 20%, la compensazione del 26% corrisponde a un recupero fiscale del 5,2%, rappresentando una strategia efficiente per chi ha registrato minusvalenze che spesso vanno perse senza una compensazione con plusvalenze da redditi diversi. In altre parole, il maxi-premio non è solo un’occasione di rendimento immediato, ma anche un utile strumento di pianificazione fiscale.

Premi mensili con memoria di 0,34 euro con barriera decrescente

Una volta distribuito il maxi-premio, a partire dal 17 novembre, il certificate con Isin DE000VH31UD3 continuerà a offrire cedole mensili con memoria di 0,34 euro, condizionate al rispetto di una barriera fissata al 100% del valore iniziale dei sottostanti, ma decrescente con un meccanismo step-down dell’1% mensile, rendendo sempre meno stringenti le condizioni per incassare le cedole, fino ad arrivare al 60%, in corrispondenza della barriera europea (osservata solo a scadenza) per la protezione del capitale investito.

Grazie alla presenza dell’effetto memoria, a scadenza verrebbero incassati tutti i premi, anche quelli eventualmente persi durante la vita del prodotto, se i quattro sottostanti non saranno scesi di oltre il 40% rispetto al livello iniziale. La maxicedola verrebbe incassata anche in caso di un -70% del peggior titolo, creando uno “scalino” di protezione aggiuntivo, come vedremo nel grafico del payoff a scadenza.

L’effetto memoria prevede che, se anche solo uno dei sottostanti dovesse trovarsi sotto la barriera, la cedola non verrà pagata, ma resterà “in memoria”: sarà infatti corrisposta alla prima data utile successiva in cui tutti i titoli torneranno al di sopra della barriera cedolare. Questo meccanismo consente di recuperare le cedole “non pagate” nel tempo, riducendo il rischio di perdita di rendimento per brevi fasi di volatilità.

Se, all’ultima data di osservazione, tutti i sottostanti saranno sopra la barriera (60% a scadenza), l’investitore incasserà il maxi-premio e tutte le 59 cedole mensili previste, per un totale di 39,46 euro di premi. Considerando un prezzo di acquisto di 97 euro, il rendimento complessivo si traduce in un ritorno del 43,77% in meno di cinque anni (4,93 anni), corrispondente a un rendimento dell’8,88% annualizzato.

L’obiettivo di questo certificate non è però quello di arrivare a scadenza, ma di approfittare dell’efficientamento fiscale ed un eventuale rimborso anticipato. A seguito dello seguito della maxicedola, il prezzo del certificate tenderà a calare in misura simile all’importo distribuito (ad esempio verso gli 80 euro). Una strategia possibile, dunque, è incassare il maxi-premio e attendere un ritorno del prezzo verso quota 100, in modo da massimizzare il rendimento nel medio periodo, anche grazie all’aiuto del meccanismo di autocall (rimborso anticipato).

Il rimborso anticipato alza ancora di più il rendimento

Il rendimento potrebbe diventare sensibilmente più alto in caso di rimborso anticipato. Il prodotto, infatti, prevede la possibilità dell’autocall (rimborso anticipato) a partire dalla nona data di osservazione (17 giugno 2026). Se quel giorno, e in tutte le successive date di osservazione mensili, tutti e quattro i sottostanti mostreranno prezzi di chiusura pari o superiori ai valori iniziali, il certificate verrà ritirato.

Agli investitori spetterà un rimborso pari al 100% del valore nominale (100 euro), il pagamento dell’ultimo premio mensile e delle eventuali cedole non pagate e conservate in memoria, oltre ovviamente al maxi-premio. Da quel momento nessun altro premio sarà più pagato.

È evidente che tanto prima dovesse scattare l’autocall, tanto più alto sarebbe il rendimento annuo del prodotto. Ad esempio, in caso di rimborso già a giugno 2026, chi compra oggi il certificate a 97 euro chiuderebbe l’investimento poco più di otto mesi (8,10 mesi) con 19,40 euro di maxicedola, 8 premi mensili (in totale 2,72 euro) e 3 euro di capital gain.

Il controvalore complessivo sarebbe di 25,12 euro (22,12 euro di cedole e 3 euro di capital gain), pertanto il rendimento sarebbe pari ad un 25,90% in 8,10 mesi, ovvero un ritorno del 38,37% annualizzato (25,90%/8,10mesi*12mesi).

Più si allontana l’autocall più il rendimento annualizzato si ridurrà da un massimo del 38,37% a un minimo dell’8,88% a scadenza, se verrà rispettata la barriera.

Gli scenari possibili a scadenza

Nel caso in cui non si verificasse il rimborso anticipato durante la vita del certificate, alla scadenza naturale del 17 settembre 2030 si profileranno tre distinti scenari per l’investitore, direttamente legati all’andamento dei sottostanti:

- Se il peggior titolo presente nel paniere rileva al di sopra della barriera, e quindi non perde oltre il 40% dal livello iniziale, l’investitore riceve il rimborso del valore nominale di 100 euro oltre al maxi-premio iniziale e tutti i premi mensili eventualmente conservati in memoria, per un totale di 39,46 euro di cedole. Considerato il prezzo di acquisto di 97 euro, il rendimento complessivo raggiungerebbe il 43,77% in un orizzonte temporale di 4,93 anni (8,88% annualizzato).

- Se il sottostante peggiore rileva al di sotto della barriera ma al di sopra della barriera cedolare per il maxi-premio, registrando quindi una performance negativa compresa tra un -70% e un -40% dal livello iniziale, l’investitore riceve un importo commisurato alla perdita del sottostante worst of, maggiorato della maxicedola iniziale oltre che di eventuali cedole incassate durante la vita del prodotto, che andrebbero a mitigare la perdita sul capitale. In questo caso, la formula per il calcolo del valore di rimborso a scadenza è la seguente: valore nominale * (prezzo di chiusura del peggior titolo / strike) + maxi-premio + eventuali cedole incassate.

- Infine, se il peggior titolo presente nel basket rileva anche al di sotto della barriera cedolare cedolare per il maxi-premio, registrando una performance negativa di oltre un -70% dal livello iniziale, l’investitore riceve un importo commisurato alla perdita del sottostante worst of, maggiorato di eventuali cedole incassate durante la vita del prodotto. La formula per il calcolo del valore di rimborso a scadenza in caso di evento barriera è la seguente: valore nominale * (prezzo di chiusura del peggior titolo / strike) + maxi-premio + eventuali cedole incassate.

Il certificato è in quotazione dal 19 settembre 2025 sul mercato SeDeX di Borsa Italiana, con gli orari di negoziazione classici dei Certificati a Capitale Condizionatamente Protetto, ovvero dalle 8:00 alle 22:00.

Vontobel, oltre ad essere l’Emittente del certificato, fa anche da Liquidity Provider, impegnandosi a mostrare prezzi denaro e lettera sul book di negoziazione in maniera continuativa, con uno spread canonico dell’1% in condizioni di mercato normali.

Payoff a scadenza e vantaggi principali

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Il certificato consente di ottenere un maxi-premio iniziale di 19,40 euro anche a fronte di discese del 70% dei sottostanti e, successivamente cedole mensili di 0,34 euro, anche in fasi di mercato laterali o ribassiste (entro un -40% dei titoli dai livelli iniziali) ed essendo dotato di effetto memoria, permette di recuperare eventuali premi persi durante le date di osservazione intermedie.

La barriera cedolare posta al 30% per la prima data rende più probabile l’incasso del maxi-premio iniziale, mentre il successivo meccanismo step-down dell’1% mensile facilita l’incasso dei premi nelle varie date di osservazione. Inoltre, la possibilità di rimborso anticipato, presente a partire dal nono mese con livello autocall fisso al 100%, consente all’investitore di liberare la liquidità e reinvestirla su altri strumenti.

Quattro banche attive nel risiko in Europa

Con l’arrivo del 2025 è scattato in tutta Europa il risiko bancario. I grandi istituti di credito, come Banco BPM, Commerzbank, Société Générale e UniCredit, si sono già mossi in tale direzione o sono pronti a giocare partite decisive che potrebbero cambiare radicalmente gli equilibri del settore bancario del Vecchio Continente.

Banco BPM

Banco BPM è tornata a scambiare su livelli che non si vedevano da 10 anni, attualmente in area 12€ ad azione, con una solida performance del +60% circa da inizio anno, dietro solo ad UniCredit tra i bancari italiani. L’andamento del titolo ha risentito positivamente delle notizie relative al risiko bancario, prima l’OPS volontaria lanciata da parte dell’istituto guidato da Orcel a novembre 2024, ritirata poi a luglio 2025 a causa del Golden Power, e poi il tentativo, da parte di Banco BPM, di acquistare Crédit Agricole Italia, sul quale sembra ci sia un’accelerazione negli ultimi giorni, per scongiurare eventuali tentativi di acquisizione non desiderati.

La barriera del certificato è posta a 7,68€, in prossimità dei minimi registrati ad aprile 2025 dopo il Liberation Day di Trump e al di sopra della media mobile a 200 periodi.

Gli analisti danno un rating consensus di 3,67 su 5, con 5 raccomandazioni di Buy, 10 Hold e nessun Sell, e un target price medio a 12 mesi a 11,63€ (-8,3% circa dai livelli attuali).

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Commerzbank

La seconda maggiore banca privata tedesca segna un +110% circa YTD e quota in area 31€, su livelli raggiunti l’ultima volta verso la fine del 2009.

Tiene ancora banco il tentativo di UniCredit di ampliare la sua quota di partecipazione, ora vicina al 29%; qualora venisse superata la soglia del 30%, obiettivo già annunciato da Orcel e raggiungibile entro la fine dell’anno, UniCredit sarebbe legalmente obbligata a presentare un’offerta pubblica di acquisto.

La barriera del certificato è posta a 19,13€, poco al di sopra dei minimi registrati ad aprile 2025 dopo il Liberation Day di Trump.

Gli analisti danno un rating consensus di 3,05 su 5, con 6 raccomandazioni di Buy, 10 Hold e 5 Sell, e un target price medio a 12 mesi piatto sui livelli attuali a 32,57€.

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Société Générale

La banca francese segna un +110% circa da inizio anno, nettamente meglio di BNP Paribas (+34% circa) e Crédit Agricole (+24% circa), riportandosi in area 58€.

La barriera del certificato è posta a 33,97€, poco al di sopra del prezzo di chiusura della candela del 7 aprile 2025.

Gli analisti valutano positivamente il titolo con un rating consensus di 4,21 su 5, con ben 16 raccomandazioni Buy, 7 raccomandazioni Hold e 1 solo Sell; il target price a 12 mesi è fissato a 62€, con un rialzo potenziale di circa il 6,5% dai livelli attuali.

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UniCredit

In ultimo il titolo di piazza Gae Aulenti, guidato da Orcel, che è stato assoluto protagonista negli ultimi anni con il tentativo di OPS su Banco BPM e il progetto di acquisire Commerzbank.

L’attività di Unicredit sui mercati in termini di fusioni e acquisizioni ha convinto gli investitori, che l’hanno premiata con un +70% circa da inizio anno (miglior titolo bancario del listino italiano); quotazione attualmente in area 62€.

La barriera del certificato è posta a 39,62€, livello che il titolo non tocca da aprile 2025.

Gli analisti premiano l’intraprendenza e la guida strategica di Orcel, accompagnata dalle solide performance borsistiche (basti pensare all’incredibile +767% da quando il banchiere è diventato amministratore delegato del gruppo), con un rating consensus di 4 su 5, accompagnato da 14 raccomandazioni Buy, 6 Hold e 3 Sell, e un target price a 12 mesi a 68,33€ (+4,7% dai livelli attuali).

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Fiscalità

Come abbiamo ricordato prima, la presenza della maxicedola iniziale renda il prodotto particolarmente attraente per quegli investitori che avessero necessità di compensare eventuali minusvalenze presenti nello zainetto fiscale e in scadenza al 31 dicembre 2025, per evitare di perdere il credito fiscale maturato.

Si ricorda, infatti, che trattandosi di strumenti derivati, qualsiasi plusvalenza generata da un certificato, sia essa data dall’incasso della cedola o dalla differenza positiva tra prezzo di vendita (o valore di rimborso) e prezzo di acquisto, è classificata come reddito diverso, e permette di compensare le minusvalenze, evitando la tassazione del 26% sul capital gain.

È importante, tuttavia, specie per chi ha minusvalenze in scadenza nel 2025, controllare la modalità di compensazione applicata dall’intermediario:

- Compensazione immediata: il controvalore lordo delle cedole incassate o della differenza tra prezzo di vendita (o valore di rimborso anticipato o a scadenza) e prezzo di acquisto viene subito decurtato dalle minusvalenze presenti nello zainetto fiscale;

- Compensazione a chiusura: la compensazione delle minusvalenze avviene solamente alla chiusura della posizione, sia essa per scadenza naturale, anticipata, o per vendita. In questo caso il valore delle cedole incassate va a rettificare di volta in volta il prezzo medio di carico (PMC) del certificato in portafoglio. Se è necessario compensare minusvalenze entro la fine dell’anno, questo sarà possibile solo se l’investitore vende il certificato entro il 31 dicembre 2025, o se questo rimborsa anticipatamente o scade, generando una plusvalenza rispetto al PMC rettificato.

I rischi del certificate

- Rischio di mercato: l’investitore deve tenere presente che l’investimento in un certificato è sempre legato all’andamento dei prezzi dei sottostanti, influenzati da diversi fattori e che potrebbero muoversi diversamente rispetto alle previsioni.

- Rischio di liquidità: in fasi di mercato particolarmente volatili, o in altre situazioni specifiche che possono verificarsi, è possibile che il Liquidity Provider non sia in grado di mostrare prezzi o allarghi lo spread bid-ask.

- Rischio Emittente: l’investitore è esposto al rischio che l’Emittente (Vontobel) diventi insolvente e non riesca a rispettare gli obblighi legati al prodotto in termini di pagamenti. È dunque possibile la perdita totale del capitale investito.

Di seguito il link ai documenti, Kid e prospetto informativo del prodotto sulla pagina dell’emittente: https://markets.vontobel.com/it-it/prodotti/investment/multi-cash-collect-certificate-con-barriera/DE000VH31UD3

Questo articolo è stato scritto grazie alla sponsorizzazione di un emittente o di un intermediario. Le informazioni in esso contenute non devono essere considerate né interpretate come consulenza in materia di investimenti. Eventuali punti di vista e/o opinioni espressi non sono intesi e non devono essere interpretate come raccomandazioni o consigli di investimento, fiscali e/o legali.