LVMH torna a crescere e riaccende il mercato del lusso

LVMH torna a crescere e riaccende il mercato del lusso

Dopo mesi difficili, il colosso francese LVMH segna il ritorno alla crescita. I risultati del terzo trimestre offrono un segnale positivo per tutto il comparto del lusso, grazie al rimbalzo di Stati Uniti e Asia e alla ritrovata fiducia dei consumatori.

Un segnale atteso da tutto il settore

Dopo vari trimestri di cali su base annua, LVMH torna a registrare una crescita, offrendo una boccata d’ossigeno a un settore messo alla prova da mesi di contrazione. Nel terzo trimestre, le vendite sono salite dell’1% a 19,1 miliardi di euro (22,1 miliardi di dollari), superando le attese degli analisti di FactSet. I ricavi si sono attestati a 18,28 miliardi di euro (21,3 miliardi di dollari), in lieve calo rispetto ai 19,5 miliardi di euro del secondo trimestre.

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Quasi tutte le divisioni del gruppo hanno segnato progressi: solo il comparto fashion e pelletteria è rimasto in lieve calo (-2%), mentre la divisione Selective Retailing, che include Sephora, ha registrato un +7%.

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Anche le aree geografiche mostrano un miglioramento: le vendite negli Stati Uniti sono cresciute del 3%, e in Asia del 2%, spinte da una domanda locale più solida, persino in Cina, dove il mercato del lusso era in difficoltà da tempo.

“Siamo incoraggiati dai segnali di miglioramento che vediamo in tutte le attività”, ha dichiarato la CFO Cécile Cabanis. Le azioni di LVMH, quotate a New York, sono balzate dell’8%, trascinando anche i titoli di Hermès, Richemont, Kering e Tapestry, tutti in rialzo oltre il 2%.A Parigi, invece, il titolo ha toccato un +14% circa.

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Come osserva Bloomberg, la reazione positiva degli investitori mostra che il lusso è di nuovo sotto i riflettori, con il mercato che inizia a credere a una vera inversione di tendenza.

La spinta dell’innovazione e delle nuove direzioni creative

Il rally di LVMH non è stato frenato dalle caute previsioni del management, che prevede un quarto trimestre più impegnativo per via dei confronti con l’anno scorso. Tuttavia, il 2025 dovrebbe beneficiare di basi di confronto più favorevoli.

“Ogni volta che lanciamo un’innovazione o un nuovo format retail, il consumatore risponde subito”, ha aggiunto Cabanis. Il gruppo punta, infatti, su un mix di nuove iniziative e rinnovamento creativo, soprattutto nel segmento moda: marchi come Dior, Celine, Fendi, Givenchy e Loewe hanno tutti nuovi direttori creativi, e le loro collezioni hanno catalizzato l’attenzione alla Paris Fashion Week.

Secondo Bloomberg, anche se è presto per misurare l’impatto sui ricavi, l’energia creativa è evidente. Dopo mesi di pessimismo, gli investitori tornano a scommettere su una stagione di crescita per il lusso.

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Il rimbalzo americano e la stabilizzazione cinese

Come analizzato da Andrea Felsted su Bloomberg Opinion, le performance di LVMH indicano che il peggio potrebbe essere alle spalle. Negli Stati Uniti la domanda è ripartita: con la borsa in ripresa, i consumatori facoltosi tornano a spendere, anche per anticipare possibili nuovi rincari. La Cina, secondo motore del lusso mondiale, mostra segnali di stabilità, con una crescita nelle vendite di abbigliamento e accessori di fascia alta. Tra le mosse vincenti figura The Louis, la boutique galleggiante inaugurata a Shanghai, diventata non solo un’attrazione turistica ma anche un simbolo del rilancio. Felsted nota che il pubblico alto spendente è tornato a comprare, ma sottolinea anche che la ripresa dovrà dimostrarsi duratura in un settore che resta altamente ciclico.

Come si nota dal grafico seguente, nel 2024 la quota maggiore di ricavi è arrivata dal mercato asiatico (Giappone escluso), circa 23,25 miliardi di euro (27 miliardi di dollari); al secondo posto gli Stati Uniti con 21,6 miliardi di euro (25,1 miliardi di dollari) e al terzo l’Europa (Francia esclusa) con 14,5 miliardi di euro (16,9 miliardi di dollari).

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Prospettive e nuove sfide del lusso globale

Il recupero del comparto resta fragile. La maggior parte delle nuove collezioni — da Gucci a Celine — non arriverà nei negozi prima dell’anno prossimo, e il confronto con il boom post-elettorale del 2024 sarà impegnativo. Il rischio di nuove tariffe, i timori legati ai mercati azionari o un aumento della disoccupazione americana potrebbero pesare sui consumi. Ma la vera variabile chiave resta la Cina: se la domanda interna cresce a ritmi moderati, la spesa dei turisti cinesi all’estero continua a mostrare un calo a doppia cifra.

Intanto, LVMH rafforza la propria leadership con nuove nomine: Maria Grazia Chiuri passa da Dior a Fendi, mentre Jonathan Anderson e Michael Rider portano nuova energia creativa a Loewe e Celine. Anche i concorrenti si muovono: Kering punta su Demna per rilanciare Gucci, Hermès beneficia dell’inarrestabile domanda delle borse Birkin e Kelly, e Richemont consolida il suo vantaggio nella gioielleria con Cartier e Van Cleef & Arpels. Per ora, come conclude Felsted, il lusso mondiale sembra più solido di quanto previsto pochi mesi fa. Ma la prova decisiva sarà capire se la rinascita in corso saprà trasformarsi in una fase strutturale di crescita, e non solo in un fugace rimbalzo di fiducia.

Da inizio anno solo Kering (linea rossa), Richemont (linea blu) e Moncler (linea gialla) registrano una performance positiva (in valuta locale) con, rispettivamente, un +34%, +19% e +4%.

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