Le stablecoin
Stablecoin
Particolare è il caso delle stablecoin, criptovalute legate al valore di un asset di riserva stabile, come una valuta fiat o un bene, testimoniato dal significato delle due parole che compongono il termine, ovvero stable (stabile) e coin (moneta).
Questa caratteristica di collegamento ad un asset stabile è alla base della principale differenza con le altre criptovalute, ovvero la minore volatilità, a cui si aggiungono una maggiore prevedibilità e misurabilità del suo andamento.
Elementi che spingono in molti a considerarla come più idonea alla negoziazione quotidiana, pertanto si sta rivelando uno degli strumenti maggiormente utilizzati nella difesa del valore.
L’utilizzo
Se le criptovalute classiche sono utilizzate attualmente prevalentemente come investimento, le stablecoin sono usate come moneta di pagamento.
Inoltre, queste rendono le transazioni molto più stabili e imparziali, in quanto legate a un sottostante affidabile, come può essere il dollaro USA nel caso del Tether (USDT).
Di fatti, vengono utilizzate da aziende e privati nei pagamenti giornalieri e aiutano a proteggere il potere di acquisto dei cittadini nei paesi con un’economia caratterizzata da un’alta inflazione.
Inoltre, queste sono usate per le operazioni di copertura del rischio (hedging), proprio per il suo legame con uno o più contratti derivati il cui valore discende dal medesimo asset.
Tipologie
All’interno della categoria stablecoin rientrano diversi asset in base e generalmente vengono divisi in quattro grandi tipologie a seconda del sottostante.
Le più diffuse e conosciute sono quelle legate al valutario e hanno come valore di riferimento un valuta fiat, nazionale o internazionale.
Quelle con sottostante le materie prime hanno la caratteristica di avere come asset di riferimento un bene dal valore stabile, non soggetto a grandi oscillazioni di prezzo nel tempo come l’oro nell’esempio del Paxos Gold (PAXG).
Le stablecoin legate alle criptovalute, quindi con sottostante una valuta digitale, sono utilizzate con integrazione con smart contract.
Infine, esistono le stablecoin non collateralizzate, nelle quali opera una sorta di ‘banca centrale algoritmica’ con lo scopo di gestire la domanda e l’offerta, anche in questo caso disciplinati dai codici di smart contract.
Caratteristiche
La bassa volatilità resta la caratteristica più importante grazie all’ancoraggio con un altro asset, elemento che non risponde alle logiche di domanda e offerta tipica delle criptovalute ed è attuato al di fuori del circuito delle valute digitali (off-chain).
Rispetto alle cripo, le stablecoin presentano tutte le caratteristiche tipiche di questi strumenti quali l’accessibilità costante tramite internet, l’essere globali e poter essere impiegate negli smart contract.
Le transazioni sono immediate grazie al collegamento con la blockchain, presentano una grande trasferibilità e facilità di scambi, in alcuni casi anche in maniera più rapida rispetto al sistema bancario tradizionale.
Sono estremamente poliedriche, in quanto si possono trasmettere a chiunque abbia un wallet in grado di custodire in sicurezza le chiavi private di cifratura necessarie per effettuare transazioni, con un ridotto rischio di transazioni false.
Infine, hanno basse spese di transazione e tempi di elaborazione molti rapidi, rendendoli ideali per spedire denaro anche in località dove la valuta locale non è stabile.
