Economia G-zero: la fine del motore unico
HSBC Asset Management apre il suo Mid-Year Investment Outlook 2025 delineando un contesto in rapida trasformazione. L’economia globale sta entrando in una fase definita “G-zero”, dove nessuna singola potenza ha più la capacità o la volontà di guidare l’ordine economico mondiale. Crescita più contenuta, shock dal lato dell’offerta e un’inflazione strutturalmente più elevata e volatile diventano i tratti distintivi di un sistema che si frammenta.
Secondo Xavier Baraton, Global Chief Investment Officer di HSBC AM, in questa transizione le migliori opportunità di crescita emergono in Asia e nei mercati emergenti, mentre l’economia USA appare in rallentamento. Con filosofie economiche divergenti e una spinta verso strategie industriali locali, il multipolarismo torna a ridefinire le regole della competizione economica globale.
Volatilità dei mercati come nuova costante
Nel nuovo scenario tracciato da HSBC AM, la volatilità dei mercati non è più un’eccezione, ma una caratteristica strutturale. L’incertezza politica e i segnali macroeconomici contraddittori, amplificati da una Federal Reserve reattiva e data-dependent, hanno reso i mercati più sensibili che mai a ogni dato macro.
Gli investitori devono prepararsi a convivere con oscillazioni più marcate, adattandosi con approcci flessibili e allocazioni tattiche. Baraton avverte: solo chi saprà gestire questa volatilità come elemento permanente sarà in grado di difendere i rendimenti risk-adjusted e sfruttare finestre di opportunità.
La fine dell’eccezionalismo statunitense
Il mito dell’eccezionalismo statunitense sta mostrando crepe sempre più evidenti. Per anni, la leadership economica USA si è fondata su una crescita del PIL superiore al resto del G10, rendimenti azionari record e un dollaro forte. Oggi questi pilastri sono messi in discussione.
Come spiega Joseph Little, Global Chief Strategist di HSBC Asset Management, la dinamica degli utili statunitensi rallenta mentre riemerge slancio nei mercati di Europa, Australasia ed Estremo Oriente (EAFE). In parallelo, un dollaro più debole offre margini di manovra alle banche centrali dei mercati emergenti e favorisce asset in valuta locale, spesso trascurati durante l’epoca del dollaro dominante.
Dal globale al locale: la rinascita dei mercati emergenti
La crescente frammentazione geopolitica e il ritorno del nazionalismo economico spostano l’attenzione dal globale al locale. HSBC AM sottolinea come la correlazione decrescente tra Paesi rafforzi l’argomentazione per esposizioni mirate, soprattutto verso mercati emergenti come Cina e India, e anche verso i mercati di frontiera.
La minore dipendenza da schemi globali uniformi impone agli investitori di guardare oltre i benchmark tradizionali. L’opportunità, osserva Little, sta nel cogliere le dinamiche locali e sfruttare l’asimmetria di crescita tra economie e settori.
Nuove asset class e ruolo chiave degli alternativi
La volatilità e l’incertezza permanenti mettono in discussione la presunta stabilità di asset considerati rifugio, come i Treasury USA o il dollaro. HSBC Asset Management suggerisce quindi di integrare nuove asset class per rafforzare la resilienza del portafoglio. Titoli europei a lunga scadenza, obbligazioni emergenti di qualità e strumenti di copertura valutaria tornano in primo piano.
Non meno importante il ruolo degli alternativi. Hedge fund, infrastrutture e credito privato offrono diversificazione, bassa correlazione con gli indici principali e potenziali di rendimento differenziato. Le infrastrutture, ad esempio, restano stabili anche in cicli turbolenti, mentre il credito privato beneficia di un contesto di restrizione bancaria. Nel frattempo, il private equity punta su settori tematici in crescita come tecnologia, sanità ed energia.
Adattarsi alle “nuove regole” per restare competitivi
Guardando avanti, HSBC AM invita a leggere l’incertezza come un dato strutturale del ciclo. Accettare la transizione dal globale al locale, puntare su mercati emergenti dinamici e diversificare attraverso asset class innovative diventa essenziale per affrontare una seconda metà dell’anno che si preannuncia densa di variabili.
In sintesi, chi saprà posizionare il portafoglio sulle “nuove regole” sarà meglio preparato ad affrontare un mondo in cui la stabilità è un ricordo e l’adattabilità è la vera chiave per generare rendimenti sostenibili.
