Lavoro USA: segnali di raffreddamento ma nessuna recessione all’orizzonte

Lavoro USA: segnali di raffreddamento ma nessuna recessione all’orizzonte

Nonostante la frenata del mercato del lavoro a ottobre, gli indicatori privati non mostrano sintomi di una crisi imminente. L’occupazione resta solida, i licenziamenti aumentano in modo circoscritto e la disoccupazione rimane stabile intorno al 4,3%.

Un mercato del lavoro che rallenta, ma non cede

Secondo le principali fonti private — ADP, Revelio Labs e Indeed — il mercato del lavoro statunitense ha registrato a ottobre una moderata perdita di slancio, ma senza segnali di recessione. La carenza di dati ufficiali, dovuta alla chiusura parziale del governo federale dal 1° ottobre, ha reso necessarie stime basate su fonti alternative.

I dati di ADP indicano un incremento di 42.000 posti di lavoro privati, un risultato migliore delle attese e sufficiente a compensare la flessione di settembre. Le perdite si concentrano nel settore pubblico, penalizzato dai tagli al personale federale dopo gli incentivi all’esodo offerti a inizio anno.

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La Federal Reserve di Cleveland ha invitato alla cautela, ricordando che un rallentamento “può accelerare rapidamente”, ma ha riconosciuto che per ora la situazione “resta equilibrata e sana”.

Licenziamenti in aumento, ma sotto controllo

Le rilevazioni di Challenger, Gray & Christmas mostrano a ottobre 153.000 tagli annunciati, il livello più alto per questo mese dal 2005. Tuttavia, gli analisti sottolineano che le perdite si concentrano in pochi settori — logistica, retail e pubblica amministrazione — e che le nuove tecniche di raccolta dati tendono a sovrastimare i tagli rispetto al passato.

Secondo Vanguard, il mercato del lavoro americano registra comunque oltre 1,2 milioni di licenziamenti al mese anche in fasi di espansione, segno di un normale turnover. Inoltre, i dati di Revelio Labs indicano che i licenziamenti effettivi sono lievemente diminuiti rispetto a settembre.

Gli economisti di Russell Investments sottolineano che gli annunci di tagli “non si traducono necessariamente in esuberi immediati”, poiché molte aziende diluirebbero nel tempo le riduzioni o le rivedrebbero al ribasso.

Il contesto resta sostenuto da profitti aziendali robusti e bilanci solidi, che riducono il rischio di licenziamenti diffusi.

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Domanda di lavoro ai minimi dal 2021

Sul fronte delle assunzioni, la domanda di manodopera resta in calo. Secondo Indeed, le offerte di lavoro sono scese ai livelli più bassi dal 2021 e risultano appena 1,7% superiori rispetto a febbraio 2020, alla vigilia della pandemia.

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Un rallentamento, ma non un crollo: “Un ritorno ai livelli pre-Covid non è segnale di crisi, ma di normalizzazione”, commentano gli economisti del portale.

Anche le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione rimangono stabili e in linea con i valori di un anno fa, a conferma che il ritmo dei licenziamenti non sta accelerando.

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Disoccupazione stabile intorno al 4,3%

Le stime della Federal Reserve di Chicago, basate su un modello che aggrega dati da ADP, Bloomberg e Google, collocano la disoccupazione al 4,36% in ottobre, praticamente invariata rispetto a settembre. Un quadro confermato anche dal Bank of America Institute, che monitora i depositi di stipendi e sussidi: il numero di famiglie che riceve pagamenti regolari è rimasto stabile, mentre quelle che percepiscono indennità di disoccupazione sono leggermente diminuite.

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Il mercato del lavoro si sta raffreddando, ma non sta collassando,” ha dichiarato David Tinsley, senior economist del BofA Institute. “Non osserviamo alcuna accelerazione delle perdite di posti o un indebolimento improvviso”.

Rallentamento ordinato, non recessivo

Gli analisti concordano: il mercato del lavoro statunitense sta tornando a ritmi più sostenibili dopo il boom post-pandemico, ma non mostra sintomi di crisi. La stabilità dei salari, la solidità delle imprese e la tenuta della domanda privata fanno pensare a un atterraggio morbido, non a una recessione.

Finché la disoccupazione resterà contenuta e i consumi non rallenteranno drasticamente, gli Stati Uniti sembrano destinati a evitare una contrazione economica nel breve termine, un segnale rassicurante per la Federal Reserve e per gli investitori che temevano il peggio.