Tecnologia protagonista della crescita
La componente legata a computer, software e data center è diventata il pilastro più rilevante del Pil americano. Come sottolinea l’Economic Team di Payden & Rygel già prima della pandemia la spesa tecnologica pesava per circa il 20% della crescita, ma dal 2022 il suo contributo si è quasi raddoppiato, sostenendo quasi metà dell’espansione economica di base.
Questa dinamica riflette l’accelerazione degli investimenti in capitale e infrastrutture digitali, trainata dall’adozione di tecnologie avanzate e dall’esplosione della domanda di capacità computazionale. L’impatto è duplice: da un lato alimenta direttamente la crescita, dall’altro migliora la produttività e attira capitali globali, con effetti positivi a cascata su diversi settori.

Opportunità e rischi per il ciclo Usa
Alcuni investitori temono che il peso crescente del comparto tech possa trasformarsi in un rischio, diventando l’ultimo pilastro a cedere in caso di rallentamento ciclico o recessione. Per ora, però, l’economia americana mostra resilienza dei consumi interni e solidità degli investimenti, mentre le aspettative di tassi più bassi non derivano da timori recessivi ma da un rallentamento previsto dell’inflazione nel 2026.
In questo contesto, secondo Payden & Rygel, la tecnologia resta il cuore pulsante della crescita statunitense. Finché gli investimenti continueranno ad alimentare innovazione, produttività e competitività globale, la spesa tech potrà sostenere il ciclo economico americano e rafforzarne la posizione di leadership anche nei prossimi anni.
