La tecnologia come motore della crescita Usa

La tecnologia come motore della crescita Usa

La revisione al rialzo del Pil statunitense del secondo trimestre ha confermato una crescita più solida delle attese. Ma il dato più sorprendente riguarda la tecnologia: negli ultimi quattro trimestri la spesa tech ha contribuito in media al 40% della crescita di base del Pil Usa, un livello mai visto prima.

Tecnologia protagonista della crescita

La componente legata a computer, software e data center è diventata il pilastro più rilevante del Pil americano. Come sottolinea l’Economic Team di Payden & Rygel già prima della pandemia la spesa tecnologica pesava per circa il 20% della crescita, ma dal 2022 il suo contributo si è quasi raddoppiato, sostenendo quasi metà dell’espansione economica di base.

Questa dinamica riflette l’accelerazione degli investimenti in capitale e infrastrutture digitali, trainata dall’adozione di tecnologie avanzate e dall’esplosione della domanda di capacità computazionale. L’impatto è duplice: da un lato alimenta direttamente la crescita, dall’altro migliora la produttività e attira capitali globali, con effetti positivi a cascata su diversi settori.

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Opportunità e rischi per il ciclo Usa

Alcuni investitori temono che il peso crescente del comparto tech possa trasformarsi in un rischio, diventando l’ultimo pilastro a cedere in caso di rallentamento ciclico o recessione. Per ora, però, l’economia americana mostra resilienza dei consumi interni e solidità degli investimenti, mentre le aspettative di tassi più bassi non derivano da timori recessivi ma da un rallentamento previsto dell’inflazione nel 2026.

In questo contesto, secondo Payden & Rygel, la tecnologia resta il cuore pulsante della crescita statunitense. Finché gli investimenti continueranno ad alimentare innovazione, produttività e competitività globale, la spesa tech potrà sostenere il ciclo economico americano e rafforzarne la posizione di leadership anche nei prossimi anni.