L’ascesa dei fondi a leva: il boom dei nuovi ETF “estremi”
Negli ultimi due anni gli ETF a leva su singoli titoli sono diventati una delle mode più aggressive di Wall Street. Nati per offrire rendimenti doppi (o tripli) rispetto ai movimenti giornalieri di un’azione, questi strumenti hanno accumulato oltre 40 miliardi di dollari di asset a metà ottobre, secondo i dati di VettaFi.

Sono accessibili a chiunque tramite le comuni piattaforme di trading online e utilizzano derivati o denaro preso in prestito per amplificare i guadagni (e le perdite). A differenza dei tradizionali ETF su indici, questi prodotti si concentrano su un singolo titolo: Tesla, Nvidia, Apple, perfino MicroStrategy. La prima ondata fu approvata nel 2022 dalla SEC, e da allora il numero di fondi è esploso. Solo nel 2025 sono nati circa 200 nuovi ETF azionari a leva, portando il totale a oltre 700, secondo Bank of America.
Nonostante BlackRock e J.P. Morgan Asset Management abbiano scelto di restarne fuori per l’elevato rischio, altri emittenti si sono buttati a capofitto nel settore, attratti dalle commissioni più alte — circa l’1% degli asset, contro lo 0,3% dei fondi attivi tradizionali. Ma questa popolarità ha un prezzo: molti investitori non capiscono come funzionano davvero questi strumenti.
Il meccanismo che moltiplica guadagni e perdite
Un ETF 2x, allo stesso modo di un Certificato a Leva Fissa 2x (quotati sul SeDeX di Borsa Italiana), consente all’investitore di raddoppiare la performance intraday del titolo sottostante. Se, per esempio, Tesla sale del 5%, l’ETF o il Leva Fissa segna un +10%; se invece scende del 5%, l’ETF o il Leva Fissa perde il 10%. Sembra semplice, ma nel tempo le cose si complicano.
A causa dell’effetto dell’interesse composto (o Effetto Compounding), noto anche come volatility decay, le performance a lungo termine dello strumento a leva divergono fortemente da quelle dell’azione sottostante.
Un esempio eclatante è quello di MicroStrategy, oggi ribattezzata Strategy Inc.: le sue azioni sono salite del 31% negli ultimi dodici mesi, ma il fondo Defiance Daily Target 2x Long MSTR ETF ha perso il 63% nello stesso periodo.

La ragione? Le oscillazioni quotidiane del titolo amplificano le perdite e cancellano progressivamente i guadagni, un effetto che gli esperti definiscono “decadimento della volatilità”. Come ha spiegato Dave Nadig di ETF.com, “tutto ciò che è problematico in questi fondi diventa più pericoloso quanto più si aggiungono leva o volatilità”.
Investitori travolti e fondi “destinati a fallire”
Sui forum di finanza, come Reddit, si moltiplicano le testimonianze di investitori rimasti intrappolati in fondi che promettevano rendimenti stellari. Questi strumenti sono progettati per replicare una performance solo su base giornaliera, non per essere detenuti a lungo. Ogni giorno viene effettuato il cosiddetto “restrike”, per cui la performance intraday è sempre agganciata all’ultimo prezzo di chiusura ufficiale del sottostante; l’effetto matematico che ne consegue, porta inevitabilmente le performance dello strumento a leva e quelle del sottostante a disallinearsi, maggiore è l’effetto leva, la volatilità del titolo e la durata dell’investimento.
Con volatilità molto elevate, inoltre, bastano poche sedute di Borsa “movimentate” a creare un gap tra le due performance. Un semplice esempio lo dimostra: se un’azione da 10 dollari perde il 30% in un giorno e il giorno dopo guadagna il 50%, chi la possiede si ritrova con 10,50 dollari. Ma un ETF 2x, che prima è sceso a 4 dollari, anche raddoppiando il giorno dopo torna solo a 8, restando in perdita.

Lo stesso principio spiega perché più un titolo è volatile, più è difficile per lo strumento a leva recuperare dopo le perdite.
Ritorno alla realtà: deflussi e nuove minacce regolamentari
Dopo l’entusiasmo iniziale, i capitali stanno iniziando a defluire. Secondo Morningstar, negli ultimi due trimestri gli investitori hanno ritirato quasi 5 miliardi di dollari da questi prodotti, segnando la prima ondata di deflussi nella loro storia.

Nonostante ciò, i gestori non si fermano. Alcuni emittenti, come Volatility Shares, hanno appena depositato alla SEC la richiesta di lanciare 27 nuovi ETF altamente leveraggiati, compresi i primi fondi 5x negli Stati Uniti. Ma questi prodotti sarebbero così rischiosi che basterebbe un calo del 20% del titolo sottostante in un solo giorno per azzerare completamente il fondo.
La SEC ha già espresso in passato la sua contrarietà verso strumenti con leve così elevate e potrebbe bloccarne la nascita. Tuttavia, a causa del blocco governativo in corso, l’authority non sta esaminando nuove richieste: se non interverrà, i nuovi ETF potranno debuttare automaticamente 75 giorni dopo il deposito.
