Investimenti record e Big Tech in prima linea
I numeri confermano che l’AI non è un semplice hype tecnologico, ma un megatrend strutturale che gli investitori non possono ignorare. Secondo Paolo Paschetta, Equity Partner e Country Head Italia di Pictet Asset Management, il mercato globale dell’intelligenza artificiale passerà dai 189 miliardi di dollari del 2023 a 4.800 miliardi entro il 2033, stima l’UNCTAD, con una curva di crescita tra le più rapide mai registrate in ambito tech.
Le Big Tech guidano questa corsa agli investimenti: oltre alla maxi-operazione Meta-Scale AI, Google ha annunciato l’acquisizione da 32 miliardi di dollari di Wiz, azienda israeliana di cybersecurity, per rafforzare la sicurezza cloud e abilitare un’espansione dell’AI sicura e scalabile. Amazon, Microsoft, Alphabet e Meta prevedono una spesa combinata di oltre 320 miliardi di dollari per data center dedicati all’AI nel 2025, mentre il capex complessivo per la tecnologia dovrebbe superare i 1.000 miliardi di dollari nel triennio 2024-2027.
Ma oggi l’intelligenza artificiale non è più solo un affare per colossi: nel solo 2024 le startup del settore hanno raccolto 131,5 miliardi di dollari in venture capital, con un incremento del 52% rispetto all’anno precedente. L’AI è protagonista del 50,8% dei deal globali e negli Stati Uniti catalizza il 42% dei capitali VC, in forte crescita rispetto al 36% del 2023. Anche le medie imprese accelerano: il 33% delle aziende IT di medie dimensioni ha già investito oltre 1 miliardo di dollari in progetti AI e l’87% la considera una priorità strategica.
Pharma, Automotive e Finanza
L’intelligenza artificiale non è più solo un motore tecnologico, ma un catalizzatore di trasformazioni industriali e comportamentali. Secondo McKinsey, nel 2024 gli investimenti privati in AI hanno superato i 180 miliardi di dollari, con una crescita media annua del 26% dal 2019. Ma siamo solo all’inizio: sempre McKinsey riporta che il 78% delle imprese usa l’AI in almeno una funzione aziendale e il 71% applica AI generativa, contro il 33% del 2023. Lo Stanford AI Index 2025 rileva che l’AI generativa ha attratto 33,9 miliardi di dollari di investimenti privati nel 2024, in aumento del 18,7%, grazie anche al crollo del costo dell’inferenza: per GPT-3.5 è sceso da 20 dollari a 0,07 per milione di token in due anni.
Nel pharma, le aziende investono centinaia di milioni in piattaforme AI per la scoperta e lo sviluppo di farmaci, accelerando il disegno molecolare e migliorando l’efficienza dei trial. Microsoft, dopo un’acquisizione strategica, ha creato il primo sistema completamente automatizzato di documentazione clinica basato su AI, alleggerendo il carico amministrativo e migliorando la qualità dei dati sanitari in tempo reale.
Nel settore automotive, case automobilistiche e produttori di chip, Nvidia in primis, stanno lavorando insieme per integrare software di guida autonoma e sistemi avanzati di produzione, rendendo auto e catene di montaggio più intelligenti ed efficienti. Anche il settore finanziario sta puntando forte sull’AI: machine learning per risk management e compliance, AI generativa per la gestione predittiva dei portafogli e analisi avanzata dei dati. In Pictet, spiega Paschetta, è stata creata un’infrastruttura dedicata con server e processori di ultima generazione, capace di raggiungere 10 petaflops, pari a 10 milioni di miliardi di dati analizzati al secondo.
La nuova frontiera dell’investimento secondo Pictet
Come evidenzia Paolo Paschetta di Pictet Asset Management, l’intelligenza artificiale si impone dunque come motore trasversale di innovazione, capace di ridisegnare interi ecosistemi industriali. In questo contesto, nasce la nuova strategia Multi Solutions – Pictet Smart Road to AI, un fondo che punta sull’AI sia come tema di investimento sia come strumento operativo per selezionare i migliori titoli globali.
Questa soluzione sfrutta l’AI da doppio angolo: investe direttamente in società leader nello sviluppo e nell’integrazione dell’AI, individuate grazie alla ricerca tematica di Pictet su digitale, robotica e cybersecurity. Inoltre, grazie al team quantitativo, utilizza un modello proprietario di machine learning capace di elaborare previsioni sui rendimenti relativi dei titoli su circa 300 parametri tecnici e qualitativi. Un modello sviluppato internamente fin dal 2011, operativo dal 2016, che si è evoluto grazie ai progressi nella potenza di calcolo.
Verso una cultura di accumulo azionario
La nuova strategia Smart Road to AI rientra nella Sicav Multi Solutions, pensata per incentivare l’accumulo azionario in Italia, dove solo il 7% degli investitori ha un’esposizione ai mercati equity, contro il 14% dei tedeschi e il 55% degli americani. Paschetta ricorda che dal 2000 a oggi la ricchezza reale italiana è calata del 4%, mentre quella tedesca è cresciuta del 51% e quella statunitense del 121%.
Pictet Smart Road to AI, come le strategie Road to Megatrends, segue un approccio step-in: parte da una composizione conservativa investita al 90% in strumenti monetari di breve termine, per arrivare gradualmente a una piena esposizione azionaria in circa 30 mesi. Grazie al meccanismo smart basato su principi di finanza comportamentale, la strategia sfrutta le oscillazioni di mercato, consolidando i profitti in fase di rialzo e acquistando a prezzi più vantaggiosi in caso di ribasso.
Un approccio disciplinato per posizionarsi in modo strategico su una delle trasformazioni più profonde e irreversibili della nostra epoca: quella alimentata dall’intelligenza artificiale.
