La bolla cinese: tra euforia nel settore AI e margin trading
Il mercato cinese ha vissuto un agosto di fuoco sui principali listini azionari, con rialzi consistenti sostenuti da volumi medi giornalieri importanti, superiori ai 300 miliardi di dollari (oltre 430 miliardi di dollari scambiati soltanto il 27 agosto, il livello più alto di sempre); il CSI 300 ha registrato una performance superiore al 10% portandosi oltre i 4.400 punti, lo Shangai Composite e il China A50 hanno segnato quasi un +9%, mentre l’indice di riferimento per i semiconduttori STAR Chip è salito di oltre il 35%.
Diversi i titoli del comparto AI che hanno beneficiato di questo contesto, tra tutti spiccano Cambricon Technologies, in rialzo di oltre il 200% dai minimi di metà luglio fino a recenti massimi di fine agosto, e SMIC (Semiconductor Manufacturing International Corp.) il più grande produttore di chip cinese che ha messo a segno circa un +70% dai minimi di metà giugno (oltre +18% solo nel mese di agosto).
Anche altre big del mercato cinese hanno beneficiato dell’entusiasmo generalizzato sui listini del Dragone nel mese di agosto: Alibaba +15%, BYD +11%, Nio +34%.
Trader retail mai così attivi sul mercato
Il rally è stato influenzato da diversi fattori, tra cui gli stimoli di politica fiscale e monetaria per sostenere i consumi e la crescita e il piano del governo cinese per rafforzare la produzione interna di semiconduttori.
Desta tuttavia preoccupazioni l’ingente afflusso di liquidità nel mercato accompagnato dalla crescente attività di margin trading degli investitori retail (oltre 321 miliardi di dollari scambiati lunedì, nuovo record dal 2015), e non da fondamentali economici solidi con chiare prospettive di crescita per il futuro.
I fondamentali non sostengono il rally
Il PIL cinese è cresciuto del 5,2% YoY nel secondo trimestre del 2025, segnando un lieve rallentamento rispetto al 5,4% fatto registrare nei primi due trimestri dell’anno, ed è visto ancora in calo nel 2026 da diversi analisti; il mercato immobiliare rimane in crisi e gli analisti si dicono ancora preoccupati per la sovracapacità produttiva e la domanda interna insufficiente che alimentano il contesto deflattivo.
Secondo David Rees di Schroders, infatti, difficilmente ci sarà una crescita sostenuta del pil nominale in grado di sostenere i rialzi azionari di questo tipo.
Il presidente della China Securities Regulatory Commission, Wu Qing, ha ribadito la determinazione a garantire la stabilità del mercato in un simposio a Pechino a fine agosto, impegnandosi a consolidare il «momentum positivo» e a promuovere investimenti «a lungo termine, di valore e razionali».
Le intenzioni del governo cinese di limitare le speculazioni in borsa per evitare una bolla finanziaria hanno già destato i primi effetti nella giornata di ieri; le voci di possibili misure da mettere in campo, tra cui la rimozione delle restrizioni sullo short selling, maggiori controlli sull’high frequency trading e le limitazioni imposte ai broker nel pubblicizzare in maniera aggressiva i servizi di apertura di nuovi conti trading per clientela retail hanno generato un effetto immediato, facendo scattare le prime prese di profitto sui listini, tutti in pesante rosso (CSI 300 -2,12%, Hang Seng -1,12%, STAR Chip -7,82%, China A50 -1,28%).
Rimane alta, dunque l’attenzione sui prossimi sviluppi in Cina, in un contesto delicato caratterizzato da volatilità crescente.
