La Banca Centrale Europea: Un Pilastro Importante dell'Eurozona

La Banca Centrale Europea: Un Pilastro Importante dell'Eurozona

Il ruolo cruciale della BCE nella politica monetaria e nella stabilità dei prezzi dei paesi membri

La Banca centrale europea

La Banca centrale europea

La politica monetaria dei 19 paesi (diventati 20 nel 2023 con l’adesione della Croazia) aderenti all’eurozona è gestita dalla Banca centrale europea (BCE), istituto nato nel 1998 dal trattato sull’Unione europea e con sede a Francoforte sul Meno, in Germania, dove lavorano oltre 3.500 persone.

A partire dal primo gennaio 1999, data nella quale sono stati fissati irrevocabilmente i cambi dei primi 11 stati membri, la BCE è diventata responsabile della politica monetaria dell’eurozona, oltre a gestire la propria moneta di riferimento (euro).

Funzioni e scopi

Al pari di altre banche centrali con lo scopo di mantenere la stabilità dei prezzi nell’area di sua competenza, mentre recentemente ha assunto anche compiti di vigilanza bancaria in coordinamento con le banche centrali nazionali.

L’obiettivo di stabilità viene perseguito attraverso la fissazione di un target simmetrico del 2% dell’inflazione nel medio termine, cercando così di salvaguardare il potere d’acquisto nella zona-euro.

Il trattato istitutivo della UE ha definito le funzioni principali della BCE, in particolare nel definire e attuare la politica monetaria dell’Unione, lo svolgimento delle operazioni sui cambi, la gestione e il detenere le riserve ufficiali degli Stati membri, promuovere il regolare funzionamento dei sistemi di pagamento, oltre ad autorizzare l’emissione di banconote all’interno dell’area euro.

Indipendenza

La BCE è dotata di una propria personalità giuridica in base all’articolo 282 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea ed è parte del Sistema europeo delle banche centrali (SEBC), insieme agli altri istituti centrali nazionali, di cui ne dirige gli organi decisionali.

La personalità giuridica autonoma è alla base dell’indipendenza decisionale della BCE nello svolgimento delle proprie politiche, principio ribadito dallo statuto del sistema europeo delle banche centrali, affermando che “né la BCE, né una banca centrale nazionale, né un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni o dagli organi comunitari, dai governi degli Stati membri, né da qualsiasi organismo”.

Le istituzioni e gli organi comunitari, oltre ai governi degli Stati Membri, prosegue lo statuto, “si impegnano a rispettare questo principio e a non cercare di influenzare i membri degli organi decisionali della BCE o delle banche centrali nazionali nell’assolvimento dei loro compiti”.

Fermo restando il principio di indipendenza, la BCE ha l’obbligo di rendere conto direttamente al Parlamento europeo attraverso una relazione annuale, quattro confronti annuali presso la commissione problemi economici e monetari dello stesso Parlamento.

Inoltre, mentre i parlamentari hanno il diritto di presentare interrogazioni scritte all’istituto centrale, il Parlamento UE svolge un ruolo nella procedura di nomina dei membri del comitato esecutivo della BCE.

Strumenti di politica monetaria

Il principale tra gli strumenti per la BCE nel perseguimento dei suoi obiettivi è la definizione del tasso di interesse, in particolare sulle operazioni di rifinanziamento principali (il tasso cui generalmente si fa riferimento), quello sulle operazioni di rifinanziamento marginale e quello sui depositi presso la banca centrale.

La gestione di questi tre tassi influisce sulle condizioni di finanziamento per il mondo bancario nell’eurozona, pertanto anche sull’economia in generale, oltre ad agire sul costo del denaro, perseguendo così il proprio obiettivo di stabilità dei prezzi.

Altra possibilità per la BCE sono rappresentate dalle operazioni di mercato aperto (Open Market Operations), tramite le quali decide su strumenti e modalità degli interventi, dalle aste standard alle procedure bilaterali, dalle emissioni di certificato di debito ai foreign exchange swap e molto altro.

La BCE offre, inoltre, due tipi principali di linee di credito (marginal lending facility e deposit facility) destinate alle istituzioni creditizie, fornendo così liquidità di breve termine (overnight) con specifici tassi di interesse.

Infine, la BCE impone alle banche private di detenere dei conti presso gli istituti centrali nazionali di riferimento, con l’obbligo di depositarci delle riserve minime (minimum) o richieste (required).

Strumenti non convenzionali

Alle classiche possibilità di politica monetaria, la BCE ha aggiunto nuovi strumenti, spesso chiamati ‘non convenzionali’, con la finalità di cercare di affrontare le sfide lanciate dalla crisi finanziarie ed economiche degli ultimi anni.

Tra queste c’è la ‘forward guidance’, introdotta nel 2013, ovvero una breve guida prospettica sulle intenzioni future dell’istituto centrale in materia di tassi.

Si tratta di una frase specifica inserita nel comunicato allegato alle decisioni periodiche approvate dalla banca centrale con l’obiettivo di fornire una maggiore chiarezza gli operatori qualora lo ritenga opportuno.

Anche i tassi negativi vengono inseriti tra questi strumenti non classici, decisi per incoraggiare le banche a finanziare l’economia reale.

L’elenco comprende anche il programma di acquisto di asset OMT (mai utilizzato), finalizzato a scongiurare l’uscita potenziale di paesi membri dell'eurozona, e gli acquisti di obbligazioni societarie.

Negli ultimi anni sono stati creati il programma di acquisto asset APP (2014), quello di acquisti emergenziali PEPP per la pandemia da coronavirus (2020) e il programma per la corretta trasmissione della politica monetaria (TPI) nel 2022, anche questo basato sull’acquisto di asset.

Infine, caso a parte sono le operazioni Targeted Longer-Term Refinancing Operations (TLTRO), ovvero finanziamenti di lungo termine alle banche con tassi molto agevolati, ma condizionati agli impieghi mirati a favore delle imprese e delle persone.

Gli organi decisionali

La BCE viene gestita attraverso l’attività congiunta del consiglio direttivo (o consiglio dei Governatori), il comitato esecutivo, il consiglio generale e quello di vigilanza.

Il consiglio direttivo rappresenta il principale organo decisionale della BCE ed è composto da sei membri del comitato esecutivo e dai governatori delle 20 banche centrali dei paesi appartenenti all’eurozona, tutti con diritto di voto a rotazione (decisione del 2025), mentre a presiedere l’organo è il Presidente dello stesso istituto centrale, nominato dal Consiglio europeo e il cui mandato dura otto anni.

L’organo si occupa di definire gli indirizzi e la formula della politica monetaria, oltre ad adottare delibere quadro entro le quali devono rientrare le decisioni di vigilanza.

Le sue decisioni vengono assunte ogni sei settimane e vengono comunicate approfonditamente nel corso di una conferenza stampa tenuta dal Presidente e dal Vicepresidente del consiglio.

Anche il comitato esecutivo è nominato dal Consiglio europeo (a maggioranza qualificata) tra persone aventi autorità ed esperienza riconosciuta in materia monetaria o bancaria e dura in carica otto anni.

Il comitato si occupa dell’attuazione delle politiche monetarie secondo le decisioni e gli indirizzi del consiglio direttivo, comunicandole alle banche centrali nazionali, mentre si occupa anche di preparare gli incontri dello stesso direttivo e della cura degli affari correnti della BCE.

Il consiglio generale è composto il Presidente e il Vicepresidente della BCE e tutti i governatori delle banche centrali dell’Unione europea, compresi quei paesi non aderenti al sistema euro.

Viene considerato un organo di transizione in attesa dell’adesione di tutti i paesi all’euro e lavora al futuro allargamento dell’area monetaria. Inoltre, raccoglie dati statistici, svolge funzioni consultive e redige il rapporto annuale della BCE.

Il quarto organo decisionale dell’istituto europeo è il Consiglio di vigilanza, formato da un Presidente, un Vicepresidente (membro del comitato esecutivo), da quattro rappresentanti della BCE e da quelli delle autorità di vigilanza nazionali.

L’organo si occupa di difendere la sicurezza e la solidità del sistema bancario europeo, accrescendone l’integrazione e assicurando una vigilanza coerente, all’interno del contesto creato nel 2014 con il Meccanismo di vigilanza unico (MVU).