Investitori in fuga dai Treasury Usa: l'effetto Trump sul mercato obbligazionario globale

Investitori in fuga dai Treasury Usa: l'effetto Trump sul mercato obbligazionario globale

L'approvazione della nuova legge fiscale di Donald Trump e l'escalation delle tensioni commerciali internazionali stanno scuotendo la fiducia degli investitori nei confronti dei titoli di Stato statunitensi. I principali gestori patrimoniali globali segnalano una crescente necessità di diversificazione, puntando su asset europei, giapponesi e australiani. Ecco un'analisi delle dinamiche che stanno trasformando il ruolo tradizionale dei Treasury come bene rifugio.

La fuga dai Treasury: preoccupazioni fiscali e guerre commerciali

I grandi investitori globali stanno rivedendo le proprie allocazioni obbligazionarie, riducendo l''esposizione ai Treasury statunitensi in favore di mercati esteri. Le cause principali? La `grande, bella` riforma fiscale di Donald Trump e la sua aggressiva politica commerciale. La legge, appena approvata dalla Camera dei Rappresentanti, promette di incrementare il debito pubblico attraverso tagli alle imposte e maggiori spese, soprattutto in ambito difesa.

Secondo Vincent Mortier, CIO di Amundi, gli Stati Uniti stanno mostrando una `estrema indisciplina fiscale`, facendo vacillare la percezione dei Treasury come ultimo bene rifugio. Il rendimento dei titoli a 30 anni ha toccato il 5,1%, massimo da fine 2023, mentre il dollaro ha perso l''8% dall''inizio dell''anno.

Diversificazione globale: l''ascesa dei mercati alternativi

La reazione del mercato è stata chiara: più rendimenti richiesti per sottoscrivere il debito USA e maggiore attenzione verso asset non denominati in dollari. Bob Michele di JPMorgan Asset Management conferma che la clientela si sta muovendo verso obbligazioni europee, giapponesi e australiane, attratta da rendimenti più alti e contesti macroeconomici più stabili.

`Un nuovo core si sta sviluppando in Europa`, afferma Michele, che sottolinea l''interesse crescente verso debito di Italia e Spagna, tradizionalmente considerati periferici. Anche Pimco ha dichiarato che è prudente cercare mercati di alta qualità alternativi, alla luce dei crescenti rischi di recessione.

La legge fiscale Trump: stimolo nel breve, rischio nel lungo

Jed Ellerbroek di Argent Capital Management riassume bene la situazione: la legge fiscale `riduce le tasse per molti, aumenta la spesa, in particolare per la difesa`. Effetto immediato: stimolo all''economia. Ma a lungo termine, il bilancio peggiorerà, con entrate in calo e spese in aumento.

Questa dinamica è già visibile nei Treasury: i rendimenti rimangono elevati e gli investitori chiedono maggiori garanzie. Nonostante un lieve calo delle aste più recenti, il mercato obbligazionario statunitense appare più fragile. Intanto, l''S&P 500 e il Dow Jones sono rimasti sostanzialmente stabili, a conferma dell''incertezza.

Oltre Washington: segnali positivi e rischi sistemici

Una novità rilevante è giunta dalla Corte Suprema: i membri del board della Federal Reserve potrebbero avere protezioni contro la rimozione presidenziale, un freno potenziale alle ingerenze politiche sul sistema monetario. Questo ha lievemente rasserenato i mercati, già scossi dal timore di un secondo mandato di Trump.

Sul piano geopolitico, il dialogo USA-Cina riprende con una prima telefonata tra alti funzionari, un segnale di distensione dopo mesi di tensioni. Tuttavia, l''incertezza resta elevata. Come sottolinea Henry McVey di KKR, il `giorno della liberazione` commerciale di Trump ha spinto molti investitori istituzionali a riconsiderare seriamente la dipendenza dai capitali USA.