Politica e dazi come detonatori di volatilità
Il primo semestre del 2025 è stato dominato dalla volatilità politica e commerciale. La nuova amministrazione Trump, con una linea aggressiva sull’imposizione di dazi, ha minato l’equilibrio delle relazioni internazionali, complicando la pianificazione degli investimenti aziendali. Secondo Columbia Threadneedle Investments, anche gli annunci preliminari – più che vere riforme – hanno avuto effetti reali sull’economia.
La confusione normativa genera una diffusa riluttanza agli investimenti strutturali, mentre la paura di nuovi dazi accelera gli acquisti preventivi, distorcendo gli indicatori economici. Il recente accordo tra USA e Cina, valido solo per 90 giorni, è il simbolo di una ambiguità politica cronica che aumenta il rischio percepito e rende difficile ogni previsione di lungo termine. Come sottolinea William Davies, la crescita globale potrebbe mantenersi tra il 2% e il 3% nel biennio 2025-2026, ma questo scenario resta vulnerabile a possibili shock esterni.
La figura qui sotto l’aliquota tariffaria effettiva media degli Stati Uniti (media ponderata di tutte le importazioni, %).
Fonte: Deutsche Bank, al 30 aprile 2025.
Interpretare i segnali tra dati distorti e rischi stagflattivi
Sebbene il PIL statunitense abbia registrato un segno negativo all'inizio del 2025, la debolezza non riflette un collasso generalizzato della domanda, ma piuttosto una distorsione temporanea legata all’anticipazione delle importazioni. I consumi interni restano solidi e l’occupazione regge, ma la spesa in conto capitale è ancora frenata dall’incertezza normativa.
Il pericolo maggiore, secondo Columbia Threadneedle, è rappresentato dalla stagflazione. Questo mix di inflazione persistente e crescita anemica complica le scelte della Federal Reserve, che potrebbe evitare tagli dei tassi per non alimentare ulteriormente la pressione inflattiva. Una combinazione di questo tipo rappresenta uno scenario estremamente delicato per i mercati finanziari globali.
Volatilità come opportunità: il ruolo della selettività
Dopo la correzione di aprile e il parziale rimbalzo di maggio, la volatilità derivante dalle politiche commerciali può diventare un’occasione di investimento. Columbia Threadneedle segnala che nuove intese sui dazi, riduzioni fiscali o deregulation negli Stati Uniti potrebbero generare sorprese positive. Tuttavia, l’imprevedibilità della Casa Bianca impone prudenza e prontezza nell’adattarsi ai cambiamenti.
Anche l’Europa sarà influenzata dagli sviluppi americani. L’aumento delle importazioni cinesi e il calo delle esportazioni verso gli USA pongono sfide significative, ma allo stesso tempo il via libera a maggiori investimenti pubblici, in particolare nel settore difesa, può sostenere una crescita più robusta del previsto nell’Eurozona.
Stati Uniti sotto esame: eccezionalismo o fine di un’era?
Il dominio storico dei mercati USA viene oggi messo in discussione. L’aumento dei dazi e la ritirata dalla globalizzazione tradizionale mettono alla prova la solidità del sistema statunitense. Tuttavia, Columbia Threadneedle sottolinea che gli Stati Uniti restano un’economia flessibile, dinamica e con un ecosistema dell’innovazione unico al mondo.
La delocalizzazione produttiva (reshoring e friendshoring) guadagna terreno, ma i dazi imposti anche a partner tradizionali come Messico e Canada minano la fiducia delle aziende. Di conseguenza, l’incertezza frena gli investimenti, rallentando l’allocazione efficiente del capitale a livello globale.
Credito e azioni: puntare sulla qualità
Nel credito, Columbia Threadneedle aveva anticipato un rischio crescente legato al restringimento degli spread e aveva mantenuto un approccio prudente e selettivo. All’inizio del 2025, la decompressione degli spread ha penalizzato i titoli più deboli, premiando i portafogli orientati verso obbligazioni di qualità superiore.
Nel comparto azionario, l’incertezza macroeconomica ha penalizzato anche i titoli a forte crescita, ma l’attenzione resta rivolta a società con bilanci solidi, flussi di cassa affidabili e resilienza operativa. Per Davies, questi sono i fondamentali vincenti nel lungo ciclo economico, capaci di proteggere il portafoglio da eventuali revisioni negative sugli utili.
Investire nel futuro richiede disciplina
In un contesto in rapido mutamento, la gestione attiva assume un ruolo centrale. I mercati reagiscono agli eventi passati, ma investire significa anticipare, e ciò richiede un posizionamento consapevole, una ricerca rigorosa e la capacità di distinguere tra convinzioni forti e deboli.
Secondo Columbia Threadneedle Investments, la diversificazione resta essenziale: non solo per asset class, ma anche per area geografica, stile e settore. Per affrontare con successo la seconda metà dell’anno, serviranno pazienza, selettività e disciplina. Il compito dei gestori è individuare aziende capaci di resistere alla tempesta e abbastanza agili da cogliere le opportunità emergenti.
La figura sottostante mostra le stime di consenso sugli utili dell’S&P 500 per anno solare.
Fonte: Bloomberg, al 30 aprile 2025.
