Intelligenza artificiale, un motore di crescita e nuove opportunità

Intelligenza artificiale, un motore di crescita e nuove opportunità

L’IA si conferma un tema centrale per i mercati globali, capace di ridefinire i modelli operativi aziendali e aprire prospettive di rendimento lungo tutta la filiera tecnologica. Dalle big tech ai fornitori di soluzioni, passando per i produttori di chip e i gestori di dati, emergono nuove opportunità, pur in presenza di rischi legati a costi, pricing ed energia.

L’IA agentica come svolta nel settore tecnologico

Nel panorama tecnologico descritto da Michael Guttag, Senior Portfolio Manager di Columbia Threadneedle Investments, le funzionalità dell’IA agentica si impongono come innovazione chiave. A differenza dell’IA tradizionale, che risponde a prompt e comandi, i sistemi agentici sono progettati per prendere decisioni e agire autonomamente, trasformando radicalmente i modelli di business.

Un esempio arriva da ServiceNow, che utilizza già soluzioni capaci di monitorare le chatbot, correggere errori e proporre soluzioni senza l’intervento umano. Inoltre, la società sta integrando l’IA agentica per consentire agli utenti di interagire con i dati in modo dinamico, affidandosi a chatbot evolute in grado di elaborare insight in autonomia. Questa evoluzione apre la strada a modelli di monetizzazione più sofisticati, con l’introduzione di tariffe premium accanto ai canoni standard delle piattaforme.

Le criticità da affrontare per un’adozione diffusa

Nonostante il potenziale dirompente, l’adozione dell’intelligenza artificiale incontra diversi ostacoli. Una prima criticità riguarda la scarsa familiarità dei manager con i casi d’uso dell’IA, come sottolineato da Salesforce, che evidenzia anche timori sui costi di implementazione. A ciò si aggiungono i modelli di pricing ancora poco collaudati: sia Salesforce che ServiceNow hanno indicato la necessità di ripensare le modalità di tariffazione, in particolare perché molti sistemi si basano su formule “pay as you go”, poco gradite ai clienti a causa dell’incertezza sui costi complessivi.

Un altro nodo cruciale, secondo Guttag, riguarda i vincoli energetici: la domanda crescente di potenza di calcolo richiede un notevole consumo di energia, mettendo sotto pressione l’espansione dei data center e rallentando la scalabilità delle soluzioni IA. Per superare questo limite, le aziende stanno esplorando infrastrutture energetiche più efficienti e nuove tecnologie di calcolo.

Opportunità di investimento e scenari futuri

Guttag sottolinea come, in Columbia Threadneedle, la visione rimanga strutturalmente positiva sull’IA. Nonostante le sfide, l’ampiezza e la profondità delle applicazioni rendono l’intelligenza artificiale un pilastro dell’innovazione. Le criticità legate a consumi energetici, pricing e competenze manageriali vengono considerate più ostacoli temporanei che barriere strutturali.

Sul fronte degli investimenti, il focus non riguarda soltanto leader consolidati come NVIDIA o Microsoft, ma anche l’insieme degli abilitatori tecnologici e dei fornitori lungo l’intera filiera, dal cloud alla gestione dei dati, fino alle infrastrutture digitali.

L’IA come tema di lungo periodo

L’intelligenza artificiale non è più soltanto una promessa, ma una realtà già visibile nei modelli operativi delle aziende. Lo sviluppo dell’IA agentica, capace di agire e decidere in autonomia, amplifica le potenzialità trasformative e apre a una nuova fase di monetizzazione.

Se da un lato la diffusione è rallentata da sfide operative ed energetiche, dall’altro gli investimenti in infrastrutture digitali e l’espansione dei volumi di dati confermano un percorso di crescita strutturale. Per gli investitori, secondo Guttag, questo significa poter cogliere rendimenti significativi lungo tutta la catena del valore, in un settore destinato a restare protagonista dei mercati globali.