Inflazione in crescita oltre le attese nel Regno Unito: ad aprile tocca il 3,5%

Inflazione in crescita oltre le attese nel Regno Unito: ad aprile tocca il 3,5%

Dopo mesi di rallentamento, l’inflazione nel Regno Unito sorprende gli analisti con una risalita al 3,5%, spinta dai rincari energetici e dai costi dei servizi. A preoccupare è soprattutto il balzo dell’inflazione core, che complica i piani della Banca d’Inghilterra. La cancelliera Reeves ammette: “Dato deludente, ma necessario per stabilizzare l’economia”. Mentre i mercati si interrogano sulle prossime mosse della BoE, il governo laburista affronta il difficile equilibrio tra crescita e controllo dei prezzi.

Inflazione di fondo in accelerazione

Ancora più rilevante è l’aumento dell’inflazione core – ovvero depurata da elementi volatili come energia, alimentari, alcol e tabacco – che è salita al 3,8% su base annua, rispetto al 3,4% del mese precedente.

A trainare l’aumento dei prezzi sono stati in particolare i servizi legati alla casa, i trasporti, e le attività ricreative e culturali. In controtendenza invece i prezzi di abbigliamento e calzature, che hanno contribuito a contenere parzialmente l’inflazione.

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Contributi alla variazione del tasso di inflazione core CPIH (cibo, energia, alcol e tabacco) sui dodici mesi nel Regno Unito tra marzo e aprile 2025 (fonte: ONS)

Reeves sull’inflazione al 3,5%: “Deludente, ma necessaria per stabilizzare l’economia”

Tra i rincari più significativi si segnala un aumento del 6,7% per elettricità, gas e altri combustibili, mentre le tariffe per acqua e fognature sono cresciute addirittura del 26,1% rispetto all’anno precedente, segnando il maggiore incremento mensile dal 1988. Un contributo al ribasso l’hanno invece offerto dall’abbigliamento e dalle calzature.

In una dichiarazione ufficiale riportata dal canale inglese ITN, la cancelliera dello scacchiere (equivalente britannico del ministro dell’economia) Rachel Reeves ha dichiarato l’aumento dell''inflazione di aprile al 3,5% è “chiaramente deludente”, riconoscendo tuttavia che i dati sono in parte dovuti alle politiche governative volte a “stabilizzare” l’economia: “Riconosco che tutte le politiche hanno conseguenze – ha infatti affermato –, ma se non avessi agito per stabilizzare le finanze pubbliche, oggi saremmo in una posizione peggiore”.

I motivi dell''aumento secondo gli analisti

Gli economisti attribuiscono questo rialzo dell’inflazione soprattutto a:

L’aumento del tetto massimo per le tariffe energetiche;

Alcuni effetti una tantum, come le vacanze pasquali e il meteo favorevole;

Gli adeguamenti fiscali di aprile, tra cui l’innalzamento delle imposte sulle imprese.

Tutti fattori che, seppur temporanei, hanno spinto i prezzi verso l’alto, andando in direzione opposta rispetto agli obiettivi del governo laburista, impegnato nel tentativo di ridurre la pressione sui consumatori.

L’aumento dei prezzi delle tariffe energetiche (il terzo trimestrale consecutivo) era comunque previsto. Già a febbraio l’OFGEM, l’autorità per l’energia del Regno Unito, aveva annunciato in rincaro del 6,4% delle bollette a partire da aprile, giustificandolo con l’aumento dei costi all’ingrosso dell’energia e alle temperature particolarmente basse delle isole britanniche del periodo precedente. L’aumento ha portato il costo medio annuo delle bollette energetiche dei cittadini britannici da 1.738 sterline a 1.849 sterline (+111 sterline).

Le mosse della Bank of England

L’inflazione oltre le attese pone ora interrogativi alla Banca d’Inghilterra (BoE), che a inizio maggio ha deciso di tagliare il tasso di riferimento al 4,25%, nonostante si aspettasse un rialzo temporaneo dell''inflazione nel terzo trimestre, fino al 3,7%.

Secondo Nicholas Hyett, gestore investimenti presso Wealth Club, i nuovi dati potrebbero “creare incertezza all’interno del Comitato di Politica Monetaria (MPC)”, specialmente alla luce del rialzo dell’inflazione di fondo, considerata più influenzabile dalla politica monetaria.

Anche Julien Lafargue, strategist di Barclays Private Bank, ha definito il report “rumoroso”, sottolineando come la BoE debba muoversi con cautela per interpretare correttamente l’evoluzione del quadro macroeconomico.

Prospettive per il 2025: inflazione in calo e tassi ancora in discesa?

Nonostante il picco di aprile, molti analisti ritengono che la tendenza generale dell’inflazione britannica sia orientata al ribasso, il che potrebbe aprire la strada a nuovi tagli dei tassi d’interesse nel corso dell’anno, soprattutto se la crescita economica rallentasse come previsto.

Nel primo trimestre del 2025, il PIL del Regno Unito è cresciuto dello 0,7%, grazie a una concentrazione di attività economica anticipata per via delle nuove tariffe USA e dell’entrata in vigore delle nuove imposte. Tuttavia, gli esperti avvertono che questo risultato potrebbe non ripetersi nel secondo trimestre.

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Dieci anni di inflazione nel Regno Unito (aprile 2015-aprile 2025, fonte: TradingEconomics su dati ONS)