In attesa della Fed di mercoledì, deja vu nei dati sul lavoro Usa

In attesa della Fed di mercoledì, deja vu nei dati sul lavoro Usa

Il mercato del lavoro statunitense mostra segnali di debolezza simili al 2024, aumentando le aspettative di un ulteriore intervento della Federal Reserve.

Parallelismi con il 2024

L’Economic Team di Payden & Rygel mette a confronto le dinamiche del mercato del lavoro statunitense tra il 2024 e il 2025, sottolineando sorprendenti analogie. In vista della riunione della Fed di questa settimana (mercoledì sera il verdetto), non sfugge agli osservatori la somiglianza con lo scorso settembre, quando la banca centrale sorprese i mercati con un taglio dei tassi da 50 punti base.

Anche quest’anno, la crescita occupazionale ha subito un rallentamento, con le stime preliminari di benchmark che hanno mostrato revisioni al ribasso per 911.000 unità. Il tasso di disoccupazione è salito al 4,3%, esattamente lo stesso livello registrato a settembre 2024.

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Un indebolimento senza precedenti

Nonostante i parallelismi, emergono differenze significative. Nel 2024, la crescita media mensile dei posti di lavoro era scesa dalle 243.000 unità di inizio anno alle 116.000 di agosto. Nel 2025, invece, la frenata è stata ancora più drastica: da 232.000 unità a gennaio a soli 29.000 in agosto, un ritmo definito da Payden & Rygel come il più debole mai osservato in una fase espansiva.

Anche altri indicatori chiave confermano la fragilità: le richieste continuative di sussidi di disoccupazione risultano in aumento, così come cala in modo significativo il numero di posizioni vacanti, segnalando una perdita di slancio della domanda di lavoro.

Inflazione e prospettive di politica monetaria

Sul fronte dei prezzi, la media mobile a tre mesi dell’indice CPI core si attesta allo 0,3%, superiore allo 0,2% registrato alla vigilia della riunione di settembre 2024. Un’accelerazione in parte spiegata dall’impatto dei dazi doganali.

Alla luce di questi sviluppi, secondo Payden & Rygel resta sul tavolo la possibilità di un nuovo taglio dei tassi di 50 punti base da parte della Federal Reserve, che potrebbe replicare quanto già fatto un anno fa per contrastare le crescenti pressioni sul mercato del lavoro e preservare la stabilità economica.