Il dollaro ai minimi da tre anni zavorrato da tassi, dazi e incertezza

Il dollaro ai minimi da tre anni zavorrato da tassi, dazi e incertezza

L’indice Bloomberg Dollar Spot è scivolato al minimo dal 2022, mentre euro, sterlina e valute emergenti guadagnano slancio.

Il dollaro cede sotto il peso delle politiche di Trump

Il Bloomberg Dollar Spot Index ha registrato un calo dello 0,8%, toccando il livello più basso da aprile 2022. La flessione è avvenuta in scia ai dati macroeconomici e alle rinnovate minacce tariffarie da parte del presidente Donald Trump, che ha dichiarato di voler notificare nuovi dazi unilaterali ai partner commerciali entro due settimane. Questa mossa ha alimentato l’incertezza, rafforzando le aspettative di una recessione in arrivo e spingendo gli operatori a scommettere su un atteggiamento più morbido da parte della Federal Reserve.

Tutte le valute del Gruppo dei 10 hanno guadagnato terreno rispetto al dollaro, con euro e sterlina ai massimi da tre anni. Secondo Helen Given, trader FX di Monex Inc., `le rinnovate minacce di dazi da parte di Trump stanno aumentando i timori per l’economia USA, favorendo scommesse su nuovi tagli da parte della Fed`. La previsione? Un ulteriore indebolimento del 5-6% del dollaro entro la fine dell’anno.

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Inflazione debole, occupazione in affanno e aspettative sui tassi

Il quadro macro continua a indebolirsi. L’inflazione alla produzione di maggio è rimasta contenuta per il quarto mese consecutivo, grazie a costi moderati su beni e servizi. Inoltre, le richieste ricorrenti di sussidi di disoccupazione sono salite al livello più alto dalla fine del 2021, segnalando crescenti difficoltà nel reinserimento lavorativo. Parallelamente, l’indice ISM dei servizi ha mostrato un rientro in territorio di contrazione, per la prima volta da quasi un anno.

In questo contesto, Paul Tudor Jones, fondatore della Tudor Investment Corp., prevede che il dollaro potrebbe perdere il 10% nel corso dei prossimi 12 mesi, complici tagli drammatici dei tassi a breve termine. Le sue previsioni si allineano a quelle degli analisti di MUFG, che nel loro outlook di giugno anticipano un `cambiamento della narrativa da parte della Fed` e una maggiore vulnerabilità del dollaro nella seconda metà del 2025 e nel 2026.

Intanto, la speculazione ribassista si intensifica: secondo la Commodity Futures Trading Commission, ci sono posizioni short sul dollaro per un valore di 12,2 miliardi di dollari, il livello più alto degli ultimi mesi.

Le valute alternative beneficiano del calo del dollaro

Con l’indebolimento del biglietto verde, le valute emergenti hanno guadagnato oltre il 6% nel 2025, mentre euro e franco svizzero guidano le performance tra le valute sviluppate. La moneta unica beneficia anche delle recenti decisioni della Germania di aumentare la spesa pubblica, misura che rafforza le prospettive di crescita dell’intera area euro.

Secondo gli strategist di Pictet, il dollaro soffre per l’incertezza legata ai continui cambi di rotta di Trump in materia commerciale e per il possibile ampliamento del deficit statunitense. La riduzione del disavanzo delle partite correnti, obiettivo chiave dell’amministrazione Trump, rischia di generare un calo della domanda per asset denominati in dollari, con impatti diretti anche sulla valuta.