I CFD
Contratto per differenza
La sigla CFD indica l’acronimo di Contract for Difference, o Contratto per Differenza in italiano, e si riferisce ad uno strumento finanziario derivato o soltanto ‘prodotto derivato’.
La definizione di derivato si riferisce al collegamento dello strumento al valore e alla performance di una o più attività sottostanti, quali sono essere azioni, indici, materie prime valute o obbligazioni.
Sviluppati negli anni ’80 dalla banca svizzera UBS come maniera di aggirare l’imposta di bollo nel Regno Unito (0,5% sulle transazioni alla borsa di Londra), i CFD si sono evoluti nel corso del tempo fino a diventare un mercato sempre più grande con volumi di trading in costante aumento.
A partire dall’agosto 2017 l’Autorità Federale Tedesca di Vigilanza Finanziaria (BaFin) ha determinato che le negoziazioni di CFD per gli investitori privati devono essere offerte con una protezione del saldo negativo, garantendo così che non si possa perdere più del capitale investito.Nello stesso mese dell’anno successivo, l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) ha imposto nuove restrizioni sul trading di CFD in tutta l’Unione europea, tra cui l’introduzione di requisiti di margine minimo per la leva massima.
Il trading con i CFD
Con il CFD, invece di negoziare o scambiare fisicamente lo strumento finanziario, si effettua un’operazione con la quale le due parti convengono di scambiare denaro sulla base della variazione di valore dell’attività sottostante, potendo trarre vantaggio sia dal rialzo (long) che dal ribasso (short) del loro prezzo (trading con margine).
Gli investimenti con questo strumento si caratterizzano per la speculazione sull’aumento o sul calo dei prezzi nei mercati o sui singoli prodotti finanziari, ottenendo un profitto (o una perdita) basato sulla differenza tra i prezzi del sottostante al momento dell’acquisto e quelli risultanti al momento della vendita del prodotto.
Il CFD, dunque, è un tipo di contratto in strumenti derivati in base al quale viene scambiata la differenza di valore di un certo titolo o sottostante, maturata tra il momento di apertura e la chiusura di un contratto.
Quando un investitore decide di fare trading su questo strumento deposita semplicemente un margine di sicurezza presso il broker, chiamato anche margine, mentre si possono negoziare anche solo frazioni dell’attività sottostante, in modo che il margine richiesto sia ancora più basso.
Con questo strumento, negoziato fuori borsa (OTC), la banca si impegna a pagare (o a trattenere) all’investitore la differenza tra il prezzo del sottostante al momento dell’apertura della posizione e il prezzo dato al momento della chiusura.
Vantaggi e svantaggi
Tra i vantaggi degli investimenti con CFD ci sono la maggiore esposizione sui mercati (grazie alla marginazione), l’effetto leva impiegando solo una percentuale del controvalore, la possibilità di mantenere le posizioni aperte per il tempo desiderato e l’assenza di commissione applicata ad ogni singolo ordine, anche se ci sono casi in cui sono richiesti spread tra acquisto e vendita (denaro/lettera).
Tra gli aspetti negativi ci sono l’elevata tolleranza al rischio richiesta all’investitore dovuta all’alto livello speculativo.
Inoltre, con l’acquisto di CFD il trader non acquisisce alcun diritto sull’attività sottostante, come per esempio l’assenza di possibilità di accedere ai dividendi nel caso delle azioni.
