Un mercato rialzista alimentato da nuove prospettive diplomatiche
La recente accelerazione del mercato azionario di Hong Kong ha segnato l’ingresso in una fase di bull market, proprio alla vigilia di nuovi colloqui tra Stati Uniti e Cina. Secondo Martin Shultz, Head of International Equities di Federated Hermes, il rally riflette una trasformazione del sentiment degli investitori, che percepiscono una svolta nei fattori negativi che hanno colpito la Cina negli ultimi anni.
Il clima interno migliora, con segnali di recupero del mercato immobiliare e un rinnovato ottimismo tra i consumatori. Anche il sostegno politico di Pechino, pur modesto rispetto alle aspettative, sta contribuendo a rafforzare la fiducia. `Siamo più vicini alla fine che all’inizio della guerra commerciale`, afferma Shultz, ipotizzando che l’attuale fase rialzista potrebbe avere ulteriore margine di crescita, sostenuta da una maggiore partecipazione locale e dal ritorno degli investitori esteri.
La guerra commerciale lascia il posto a nuovi equilibri strategici
Oltre ai segnali tecnici di mercato, il vero nodo è il dialogo tra le due potenze. I nuovi colloqui USA-Cina rappresentano un tentativo condiviso di raffreddare relazioni sempre più tese. Se da un lato la Cina ha bisogno di accedere ai semiconduttori avanzati americani, dall’altro gli Stati Uniti non possono rinunciare al controllo cinese su risorse come le terre rare.
Secondo Shultz, un possibile punto d’intesa potrebbe essere una riduzione dei dazi in cambio di un impegno cinese a delocalizzare parte della produzione. Una simile intesa avrebbe impatti profondi sull’equilibrio commerciale globale. Tuttavia, restano aperti i rischi di una svalutazione competitiva da parte di Pechino o di un irrigidimento della politica americana, sempre più focalizzata sulla sicurezza nazionale.
Anche se un accordo strutturale non appare imminente, il contesto attuale potrebbe fungere da base per un compromesso più ampio nei prossimi mesi. La Cina, alle prese con pressioni economiche interne crescenti, potrebbe essere più incline a negoziare. Allo stesso tempo, il presidente Trump è incentivato a portare a casa un risultato diplomatico prima delle elezioni di midterm, elemento che potrebbe accelerare i tempi.
