La borsa valori
1.1 Cos’è la borsa valori
La borsa è un mercato finanziario regolamentato dove si scambiano asset di diverso tipo, messi in vendita da società e rivolti a soggetti disposti ad investire denaro.
Si tratta di un mercato secondario in quanto si trattano strumenti già emessi dalle società prima della loro quotazione.
Le borse spesso sono organizzate in forma di società o holding private e hanno lo scopo di rispondere alle necessità degli investitori, pubblici o privati, oltre che a quelle delle imprese di intercettare finanziamenti da parte di altri soggetti.
1.2 Il funzionamento
Oggetto degli scambi sono beni come azioni, obbligazioni, derivati, materie prime, metalli preziosi, valute, criptovalute, CFD e molto altro ancora.
Il prezzo dei beni varia a seconda della legge della domanda e offerta: se gli acquisti superano le vendite, questo salirà, mentre in caso contrario scenderà.
La compra-vendita avviene secondo precise regole a cui attenersi nella quotazione degli strumenti finanziari, nelle negoziazioni e da parte dei soggetti che intendono svolgere tali contrattazioni.

1.3 Luogo fisico o virtuale
Le borse, presenti nella maggior parte dei paesi del mondo, storicamente erano situate in luoghi fisici adibiti allo scambio dei titoli e le contrattazioni si svolgevano attraverso grida o un doppio sistema di aggiudicazione.
Nonostante esistano ancora alcune borse organizzate fisicamente, ormai poco diffuse, l’avvento del trading online la stragrande maggioranza degli scambi avviene tramite piattaforme online.
1.4 Come investire
L’investimento in borsa è possibile tramite intermediari come i consulenti di investimento, le banche e i broker, i quali organizzano le transazioni tra un acquirente e un venditore, guadagnano una commissione quando la transazione si conclude.
Gli investimenti online prevedono la creazione di un account di trading presso i broker, permettendo così la gestione delle proprie posizioni direttamente tramite internet.
Il broker opera come grossista dei mercati finanziari, acquistando blocchi di strumenti (come azioni o valute) prodotti nel mercato primario, li spacchetta e li scambia nel mercato secondario per conto dei suoi clienti.
1.5 Vantaggi e svantaggi
Le borse valore sono caratterizzate da regolamenti a garanzia della trasparenza sia relativamente ai prezzi e alle operazioni.
I regolamenti disciplinano e garantiscono le negoziazioni in caso di insolvenza, generalmente tramite una cassa di compensazione, oltre a permettere la migliore esecuzione degli scambi, cercando di garantire un equo trattamento a tutti i partecipanti e l’esecuzione al miglior prezzo di mercato disponibile.
L’enorme mole di operazioni, spesso condotte su più mercati finanziari, ha causato un incremento della negoziazione algoritmica e dei modelli di trading ad alta frequenza (high frequency trading - HFT).
Secondo molti analisti, tali modelli possono falsare il mercato a causa di alcune pratiche illegali attraverso le quali i broker sfruttano la conoscenza dell’ordinativo effettuato, soprattutto nel caso di quantità elevate, andando ad influenzare il prezzo attraverso l’immissione di ordini a titolo personale prima di quelli dei clienti.

La quotazione in borsa
2.1 Il processo di quotazione
Si tratta del processo attraverso il quale una società (definita ‘emittente’) offre al pubblico le proprie azioni con il fine di raccogliere capitale di rischio, decidendo così di aprirsi ad un pubblico molto più ampio.
Generalmente l’operazione viene intrapresa da imprese con capitale posseduto da uno o più imprenditori privati o da investitori istituzionali.
La quotazione rappresenta una scelta dall’importanza strategica per una società, in quanto riflette su diversi elementi della gestione ordinaria e sui rapporti con tutti i soggetti coinvolti (stakeholder).
L’esito positivo del processo non è scontato, ma dipende dalle caratteristiche e dalle potenzialità del business, oltre all’impegno messo dal management nel periodo precedente alla quotazione nel migliorare i sistemi manageriali che permetteranno di gestire tutti gli elementi importanti nel rapporto con il mercato una volta entrata in quotazione.
Tra le prime scelte valutate ci sono il numero di azioni da collocare, la tipologia di azioni, i tempi di quotazione e la valorizzazione della quota collocata.
2.2 I professionisti da coinvolgere
La decisione di quotare la società in borsa è presa in collaborazione con un Advisor strategico, vista la complessità dell’operazione.
La necessità di professionisti specializzati deriva dal fine di garantire la realizzazione dei piani strategici e degli obiettivi di creazione di valore che verranno presentati al mercato.
I professionisti da coinvolgere variano a seconda del tipo di mercato, ma generalmente vengono coinvolti un Listing Agent, un Global Coordinator, un Consulente Legale, una Società di revisione, un Advisor Finanziario, una Società di comunicazione.
2.3 I requisiti
Per accedere alla quotazione è necessario rispettare dei requisiti stabiliti da ogni borsa valori, spesso diversi a seconda del mercato.
Solitamente questi includono la presentazione di rendiconti finanziari relativi a diversi anni, elemento non richiesto nei mercati ‘alternativi’ destinati alle giovani imprese.
Tra gli altri requisiti ci possono essere una dimensione minima dell’importo già collocato presso il pubblico (flottante), sia in termini assoluti che in percentuale, e un prospetto approvato comprensivo di opinioni di valutatori indipendenti.
Altri esempi di requisiti sono l’emissione di almeno un milione di azioni per un valore di 100 milioni di dollari, previsti dalla borsa di New York, o la necessità di una capitalizzazione di mercato minima (700 mila sterlina) relativa alla quotazione presso quella di Londra.

Offerta Pubblica Iniziale (IPO)
3.1 Definizione di IPO
L’Offerta Pubblica Iniziale, in inglese Initial Public Offering (IPO), è lo strumento attraverso il quale un’azienda offre al pubblico dei titoli (flottante) di una società al momento della sua prima quotazione su un mercato regolamentato.
Il processo di IPO è indispensabile per ottenere la quotazione dei propri titoli ed è rivolto al pubblico indistinto degli investitori, costituendo di fatto una fattispecie di sollecitazione all’investimento.
Nell’operazione sono coinvolti diversi soggetti, oltre alla società emittente, quali il Global Coordinator, lo Sponsor, lo Specialist, l’Advisor Finanziario, gli Studi legali e i membri del Consorzio di collocamento.
3.2 Le tipologie di IPO
La prima quotazione di azioni sul mercato avviene tramite una Initial Public Offering (IPO), in italiano Offerta Pubblica Iniziale.
L’IPO può prendere il carattere di Offerta Pubblica di Sottoscrizione (OPS), per l’emissione di nuove azioni, oppure Offerta Pubblica di Vendita (OPV), relativa a titoli azionari già esistenti e posseduti dagli attuali azionisti.
Nel caso di una OPS è richiesto un aumento di capitale sociale, in quanto vengono collocate sul mercato azioni di nuova emissione, determinando così una raccolta di capitale positiva per l’impresa.
È prevista un’altra modalità che comprende l’uso congiunto delle due precedenti tipologie, chiamata Offerta Pubblica di Vendita e Sottoscrizione (OPVS).
3.3 Le metodologie
L’IPO, dunque, è una metodologia nella quale si specificano le regole e le procedure necessarie da seguire per imprese e intermediari per promuovere l’offerta e vendere le azioni agli investitori.
Le metodologie possono essere le più svariate a seconda dei diversi mercati e si possono differenziale per il modo in cui viene determinato il prezzo di collocamento delle azioni e per come queste vengono allocate agli investitori.
Una di queste metodologie tra le più diffuse è il Book building, nel quale si raccolgono le richieste degli investitori istituzionali ordinati cronologicamente per quantitativo e prezzo, alla fine del quale viene indicata una forchetta di prezzo ottenuto dalle indicazioni offerte dagli investitori.
Tra le altre tipologie c’è l’asta, la quale può essere a prezzo fisso oppure variabile a seconda delle offerte.
3.4 Le fasi dell’IPO
Il processo di ammissione in borsa inizia con la comunicazione preventiva all’ente di controllo (Consob in Italia) da parte della società che intente quotarsi, specificando tutte le caratteristiche dell’offerta ed elencando tutti soggetti parte dell’operazione, indicandone anche i rispettivi ruoli.
Non si tratta di un processo immediato, ma richiede generalmente un arco temporale tra i 4 e i 6 mesi, nel corso del quale sono previste diverse fasi quali la pianificazione, la due diligence, la redazione del prospetto informativo e della documentazione obbligatoria per la quotazione, ammissione a quotazione, costituzione del consorzio di collocamento, attività di marketing, road show, bookbuilding, collocamento vero e proprio e successiva negoziazione.
3.5 IPO Lock Up
Terminata l’IPO può essere imposto agli investitori acquirenti delle azioni il divieto di venderle per un determinato periodo di tempo: questo prende il nome di IPO Lock Up.
Questo può durare dai 90 ai 180 giorni ed è finalizzato ad impedire l’eccessiva quantità sul mercato di azioni della stessa società, in quanto i ‘vecchi’ azionisti potrebbero decidere di vendere i loro titoli.
Gli IPO Lock UP sono imposti dalla stessa società quotata oppure dalla banca di investimento che ne sottoscrive la quotazione e si concludono con la data denominata ‘Lock Up expiration date’.
Differente è il concetto di Lock Up riferito agli hedge fund quando questi cerca di implementare una exit strategy in contesti critici, pertanto non legato all’ingresso di nuove società in borsa.
Giorni e orari di borsa nel mondo
4.1 Apertura e sessioni di borsa
L’apertura delle borse mondiali generalmente è compresa tra le sei e le otto ore al giorno ininterrotte, nel corso dei giorni della settimana compresi tra il lunedì e il venerdì, anche se le piazze asiatiche prevedono una pausa di un’ora o un’ora e mezza.
Per un corretto trading, soprattutto quello intraday, è fondamentale conoscere esattamente gli orari delle borse mondiali, in quanto questi non sono identici in tutti i paesi. Inoltre, è necessario tenere in mente che non tutte le festività coincidono in ogni nazione.
Le sessioni di borsa si dividono in tre segmenti principali, quali quella asiatica, quando in Italia è ancora notte, quella europea, attiva negli orari di lavoro del Vecchio Continente, per poi concludersi con quella americana, che si apre quando nel nostro paese è pomeriggio.
Esistono anche fasi precedenti l’apertura degli scambi chiamata pre-market, nel corso della quale è possibile inserire ordini ma che non vengono eseguiti fino all’apertura ufficiale.
4.2 Borsa italiana
La borsa italiana di Milano apre alle 9 del mattino e chiude alle 17:30, nei giorni che vanno dal lunedì al venerdì.
Dopo la chiusura è possibile anche effettuare scambi azionari nella sessione di Trading After Hour (TAH), tra le 18 e le 20:30 degli stessi giorni di mercato regolare.
Dal 2 luglio 2017 sono stati estesi fino alle 20:30 anche gli orari di negoziazione dei contratti future sull’indice principale di Milano, il Ftse Mib, fino a quel momento previsti tra le 9 e le 17:50.
4.3 Gli orari in Europa
Le principali piazza dell’Unione europea e quella di Zurigo seguono gli stessi orari di apertura di Milano, anche se bisogna tenere in conto le differenze di fuso orario, indietro di un’ora per quanto riguarda il Regno Unito e il Portogallo.
Pertanto, l’apertura è prevista tra le 09:00 e le 17:30 per Parigi (Francia), Francoforte (Germania), Amsterdam (Paesi Bassi), Madrid (Spagna) e Zurigo (Svizzera).
Per quanto riguarda Londra e Lisbona gli scambi iniziano alle 08:00 e le 16:30, ora locale, anche se corrispondono allo stesso orario di borsa in Italia.
Nell’ambito dei derivati, quelli europei quotati all’Eurex (come il Dax future e l’Eurostoxx 50 future) possono essere contrattati dalle 08:00 alle 22:00, con le quotazioni che si interrompono nel giorno di scadenza del contratto alle ore 13:00 (future Dax) e alle 12:00 (Eurostoxx 50 future).
4.4 Le Americhe
Il suono della campanella di Wall Street (borsa di New York), segnale che dà il via alle contrattazioni, è in programma per le 09:30 locali (15:30 italiane), mentre la chiusura è prevista per le 16:00 (ore 22:00 italiane).
Stesso orario nel resto del Nordamerica per la borsa di Toronto (Canada), mentre a Città del Messico si scambia tra le 08:30 (15:30 italiane) e le 15:00 (ore 22:00 in Italia).
Per quanto riguarda il Sudamerica, l’orario di São Paulo (Brasile) è compreso tra le 10:00 (15 in Italia) e le 18:00 (ore 23 italiane), con Buenos Aires aperta tra le 11:00 (15:00 in Italia) e le 17:00 (21 italiane).

4.5 Orari in Asia
Le borse di Giappone e Cina prevedono una sessione mattutina e una pomeridiana.
Quella giapponese (Tokyo) è aperta dalle 09:00 alle 11:30 (01:00-03:30 italiane) e tra le 12:30 e le 15:00 (04:30-07:00 italiane).
A Hong Kong (Cina) le sessioni mattutine sono in programma dalle 9:30 alle 12:00 (02:30-05:00 in Italia), mentre quelle pomeridiane sono previste dalle 13:00 alle 16:00 (06:00-09:00 italiane).
Le piazze di Shanghai (Cina) e Shenzhen (Cina) prevedono scambi tra le 9:30 e le 11:30 (02:30-04:30 italiane) e dalle 13:00 alle 15:00 (06:00-08:00 in Italia).
Infine, a Mumbai (India) si scambia dalle 09:15 (04:45 ora italiana) alle 15:30 (le 11:00 in Italia).
I principali indici
5.1 Gli indici di borsa
Si tratta di panieri di azioni composti da quantità variabili di titoli azionari e vanno da una quantità di poche decine fino ad alcuni comprensivi di centinaia di titoli.
L’andamento di un indice indica la media dell’andamento dei titoli inclusi al suo interno, anche se non si tratta di una media matematica ma ponderata a seconda della capitalizzazione di mercato o del loro prezzo.
Ogni borsa in tutto il mondo prevede una quantità elevata di indici, divisi a seconda del settore di appartenenza delle società, delle dimensioni dei componenti o delle dimensioni dei componenti.
5.2 Gli indici italiani
L’indice principale di Piazza Affari a Milano è chiamato Ftse Mib e include le 40 società a maggiore capitalizzazione quotate alla borsa italiana.
Le prime 60 società per capitalizzazione non rientranti nel Ftse Mib compongono il Ftse Italia Mid Cap e i suoi componenti vengono rivisti con cadenza trimestrale.
I 120 titoli a bassa capitalizzazione, invece, compongono il Ftse Italia Small Cap.
Dal 2009 il vecchio Mibtel è stato sostituito dal Ftse Italia All-Share quale aggregatore di tutti gli elementi componenti il Ftse Mib, il Ftse Italia Mid Cap e il Ftse Italia Small Cap, per un totale di 221 società.
Il Ftse Italia Star comprende 75 società di medie dimensioni con una capitalizzazione non superiore al miliardo di euro.
La lista di tutti gli altri indici è davvero lunga e si passa da liste divise per settore come quello energetico (Ftse Italia Oil & Gas), il bancario (Ftse All Share Banks) o il tecnologico (Ftse Italia Technology), e moltissimi altri.
5.3 I principali in Europa
Al pari del Ftse Mib, tutte le borse europee hanno un proprio indice principale, spesso utilizzato per valutare l’andamento del mercato.
Il ‘nome forte’ per la Germania è quello del Dax, contenente i 30 titoli a maggiore capitalizzazione presenti alla borsa di Francoforte, mentre in Francia si guarda al Cac40, anche in questo caso contenente le più grandi società per market cap quotate a Parigi.
La borsa di Londra vede ‘dominare’ il Ftse 100, comprensivo delle cento società principali britanniche, mentre in Spagna la borsa di Madrid misura i primi 35 titoli in termini di liquidità e capitalizzazione attraverso l’indice Ibex 35.
5.4 Gli indici negli Stati Uniti
Oltre oceano, la borsa di New York (New York Stock Exchange – NYSE) presenta quali indici principali e probabilmente i più seguiti al mondo il Dow Jones, Il Nasdaq e lo S&P 500.
Lo storico Dow Jones comprende i 30 titoli azionari principali quotati a Wall Street non raccolti per settore specifico e scelti dalla redazione del ‘Wall Street Journal’.
Si tratta di un indice di tipo ‘price weighted’, nel quale il fattore di ponderazione è dato dal prezzo delle azioni che lo compongono.
I principali titoli tecnologici della borsa americana sono raccolti nel Nasdaq, primo indice azionario del tutto elettronico. Il suo andamento è misurato da diversi indici, tra cui principalmente il Nasdaq Composite Index (3 mila titoli) e il Nasdaq-100, quest’ultimo comprensivo delle maggiori società non finanziarie.
In questo caso, il Nasdaq è un indice ponderato sulla capitalizzazione di mercato e include anche società estere.
Il più importante a Wall Street è lo Standard & Poor’s 500 e include le azioni delle principali 500 aziende quotate al NYSE, all’American Stock Exchange (AMEX) e al Nasdaq, selezionate da un apposito comitato.
Al suo interno, le aziende hanno un peso direttamente proporzionale al valore di mercato e hanno una capitalizzazione di mercato superiore ai 6,1 miliardi di dollari, un flottante di almeno il 50%, un volume di scambi mensili non inferiore alle 250 mila azioni nei sei mesi precedenti, un valore medio annuale oltre 1 dollaro e un bilancio in utile nei quattro precedenti trimestri.

5.5 L’Asia
L’elenco dei principali indici asiatici comprende quelli attivi in Giappone, Hong Kong e Cina.
Il Nikkei presenta 225 titoli quotati alla borsa di Tokyo (TSE) e viene calcolato giornalmente dal quotidiano Nihon Keizai Shinbun.
Le 50 principali società quotate a Hong Kong vengono raccolte dall’indice Hang Seng Index (HSI), mentre in Cina è da segnalare l’SSE Composite, nel quale sono comprese tutte le azioni scambiate nella borsa di Shanghai, comprese le società contrattate in dollari statunitensi.
Infine, altro indice significativo in Cina è il CSI 300, composto dai 300 titoli a maggiore capitalizzazione e di tipo A, ovvero quelli disponibili agli investitori locali e agli operatori esteri che hanno ottenuto lo status di ‘Qualified Foreign Institutional Investors’ dal governo di Pechino.
