Goldman Sachs: crescita globale in rallentamento, l’inflazione resta sotto controllo

Goldman Sachs: crescita globale in rallentamento, l’inflazione resta sotto controllo

Goldman Sachs prevede una moderazione dell’economia globale nel 2025, con dinamiche divergenti tra Stati Uniti, Europa e Cina.

Stati Uniti: crescita in frenata e inflazione trainata dai dazi

Secondo Goldman Sachs, l’economia statunitense rallenterà significativamente nel 2025. Il PIL reale è atteso in crescita dell’1,1% su base annua (Q4/Q4), con un’inflazione core PCE destinata a risalire fino al 3,6% entro fine anno. L’aumento sarà in gran parte determinato dall’effetto dei nuovi dazi commerciali, che spingeranno i prezzi al rialzo nonostante la prevista discesa dell’inflazione nei comparti shelter e salari, e la debolezza dei prezzi energetici.

Goldman Sachs prevede inoltre un aumento del tasso di disoccupazione al 4,5% e assegna una probabilità del 35% a una recessione nei prossimi 12 mesi. Sul fronte monetario, la banca d’affari anticipa che la Fed inizierà un ciclo di tre tagli da 25 punti base a partire da dicembre, con una forchetta terminale del tasso tra il 3,5% e il 3,75%.

Il grafico qui sotto mostra l’andamento del PIL USA attuale rispetto agli indicatori storici e previsionali per il 2025-2026.

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Eurozona: inflazione in calo, ma pesano i dazi USA

In Europa, Goldman Sachs prevede una crescita più debole rispetto agli Stati Uniti: il PIL reale salirà dello 0,9% nel 2025, zavorrato dall’incertezza legata ai dazi USA e dalla domanda interna ancora modesta. Tuttavia, condizioni finanziarie più favorevoli e una domanda estera più robusta potrebbero fornire supporto.

L’inflazione core dovrebbe continuare a scendere, attestandosi al 2,1% entro fine anno, grazie a una normalizzazione dei prezzi dei servizi, a una domanda più contenuta e a un leggero impulso disinflazionistico da un eccesso di offerta indotto dai dazi. La BCE dovrebbe continuare a tagliare i tassi in modo graduale, fino a raggiungere l’1,75% entro luglio 2025. Ulteriori tagli restano possibili in caso di persistente incertezza commerciale.

Il grafico sottostante rappresenta la traiettoria attesa della crescita dell’Eurozona rispetto ai dati storici.

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Cina: rimbalzo sopra le attese, ma la casa resta un freno

Tra le principali economie globali, la Cina si distingue per un ritmo di crescita più sostenuto: il PIL reale è atteso al +4,6% nel 2025, un dato sopra il consenso, favorito dalla distensione dei rapporti commerciali con gli Stati Uniti.

Tuttavia, Goldman Sachs segnala persistenti difficoltà nel mercato immobiliare e una pressione deflazionistica dovuta al calo dei prezzi delle materie prime. L’inflazione CPI dovrebbe chiudere l’anno a zero, mentre quella alla produzione (PPI) a -2,1%. Le tensioni geopolitiche restano un rischio significativo, nonostante i recenti sviluppi positivi.

Il grafico qui sotto evidenzia la resilienza della crescita cinese rispetto agli altri blocchi economici.

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Geopolitica e mercati: la bussola resta l’incertezza USA

Goldman Sachs sottolinea che il fattore di rischio più critico resta l’incertezza sulla politica tariffaria e fiscale statunitense. Le dinamiche elettorali, le relazioni con la Cina e il conflitto in Medio Oriente aumentano l’instabilità globale. Anche la guerra in Ucraina rimane un fattore difficilmente prevedibile, con implicazioni sulla fiducia e sui mercati.

Nel complesso, la crescita globale è prevista in rallentamento al 2,4% nel 2025, con un’inflazione core mondiale stabile attorno al 2,8%. I dati confermano una transizione delicata verso un contesto meno inflazionistico ma ancora vulnerabile a shock politici e commerciali.

Ecco la sintesi visiva della moderazione prevista nella crescita mondiale.

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