L’onda rialzista che travolge gli short seller
Gli operatori che puntano sul ribasso dei titoli statunitensi stanno vivendo il peggior anno dal 2020. Secondo i calcoli della società di analisi S3 Partners, un paniere composto dalle 250 azioni statunitensi con la maggiore quota di posizioni corte ha guadagnato circa il 57% dall’inizio dell’anno, causando perdite significative a chi aveva scommesso sul loro declino. L’ultima volta che un simile rialzo si era verificato fu nel 2020, con un’impennata dell’85%.
Tra i casi più emblematici ci sono il minatore di bitcoin Terawulf e il gruppo di noleggio auto Hertz, reduce dal fallimento nel 2021: entrambi hanno visto i propri titoli salire rispettivamente del 155% e del 50%. Queste società hanno oltre il 40% delle azioni in prestito, tipico delle operazioni di vendita allo scoperto. Il rimbalzo dei titoli “dimenticati” è arrivato mentre la corsa all’intelligenza artificiale e le aspettative di tagli ai tassi d’interesse hanno spinto l’indice S&P 500 a nuovi record, dopo il calo di aprile innescato dai dazi del presidente Donald Trump. L’indice, nonostante i recenti scossoni, segna un +13% da inizio anno.
Le posizioni scoperte cumulate sui titoli dell’S&P 500 ammontano a oltre 7,7 miliardi di dollari e tra i titoli con le posizioni short più pesanti troviamo Nvidia (267 milioni), Ford (174 milioni), Intel (122 milioni), Pfizer (114 milioni) e Bank of America (113 milioni).

La colpa ai piccoli investitori: un mercato senza freni
L’afflusso di capitali provenienti dai trader retail ha costretto molti fondi ribassisti a chiudere in perdita. “I cicli sono diventati lunghissimi e le correzioni troppo brevi: la domanda di vendite allo scoperto tradizionali è quasi sparita”, ha spiegato Carson Block, fondatore del fondo Muddy Waters, al Financial Times. Block ha aggiunto che l’unico modo per guadagnare scommettendo contro il mercato è ormai l’activist short selling, ovvero la pubblicazione di report dettagliati su presunte irregolarità aziendali, come avvenuto recentemente, ad esempio, con il report di Morpheus Research su Brunello Cucinelli.
Per chi fa scommesse contrarian, tuttavia, l’ambiente resta ostile poiché gli investitori individuali preferiscono seguire l’onda, anche quando non ha senso farlo. Il fenomeno ha colpito duramente i venditori allo scoperto, che si trovano spesso a combattere contro una psicologia collettiva dominata dall’euforia.
Casi emblematici e la “morte delle conseguenze”
Il titolo AppLovin, gruppo pubblicitario dal valore di 200 miliardi di dollari, è diventato il simbolo di questa fase: nonostante numerosi report abbiano accusato l’azienda di aver esagerato le proprie capacità di intelligenza artificiale, il titolo è salito del 65% da inizio anno. La società ha smentito con forza ogni accusa, definendo i report “privi di fondamento e pieni di falsità”.

C’è stata una vera e propria “morte delle conseguenze” per le società accusate di comportamenti scorretti, come nel caso del perdono presidenziale concesso da Trump a Trevor Milton, fondatore del produttore di camion elettrici Nikola, condannato per frode nel 2022. Lo stesso Milton, appena riabilitato, ha annunciato il suo ritorno nel settore aeronautico con SyberJet, promettendo di “trasformare l’aviazione come fece con i trasporti”. Ma per gli short seller la situazione resta disperata, in un contesto di mercato in cui l’hype sui titoli legati all’intelligenza artificiale fa da catalizzatore per continui rialzi, a volte anche privi di fondamento.
