Francia al voto e mercati in allerta, rischi crescenti su spread ed euro

Francia al voto e mercati in allerta, rischi crescenti su spread ed euro

La Francia si prepara a una settimana decisiva: il piano fiscale del Primo Ministro François Bayrou sarà sottoposto al voto parlamentare.

Un voto che può cambiare gli equilibri politici ed economici

Il piano fiscale di Bayrou, al centro dell’agenda politica francese, rappresenta una manovra da 44 miliardi di euro di tagli di bilancio. L’obiettivo è ridurre il deficit dal 5,4% del PIL nel 2025 al 4,6% nel 2026, in linea con gli impegni presi con la Commissione Europea. La votazione in Parlamento sarà decisiva: in caso di bocciatura, il Primo Ministro ha già annunciato le dimissioni.

Il mercato, osserva John Taylor, Head of European Fixed Income di AllianceBernstein, ha reagito all’annuncio del voto di fiducia in maniera simile a quanto visto nei precedenti passaggi delicati di giugno e novembre. I titoli governativi francesi sono stati i più colpiti, mentre gli effetti su corporate bond e settore bancario si sono rivelati limitati. Sul fronte valutario, l’euro ha registrato un indebolimento di circa l’1%.

I possibili scenari dopo il voto

Secondo Taylor, lo scenario più probabile è una bocciatura del governo Bayrou, che porterebbe il Presidente Emmanuel Macron davanti a tre opzioni principali. La prima, considerata la più plausibile ma complessa, sarebbe la nomina di un nuovo governo con il mandato di approvare il bilancio. In alternativa, Macron potrebbe decidere di indire elezioni parlamentari anticipate. L’ipotesi estrema, ritenuta poco probabile ma non impossibile, sarebbe quella delle dimissioni presidenziali, che rappresenterebbero lo scenario peggiore per gli asset francesi.

A rendere il quadro ancora più delicato si aggiungono fattori concomitanti: due giorni dopo il voto è previsto uno sciopero generale con manifestazioni nazionali, che potrebbero alimentare tensioni sociali e instabilità politica. Inoltre, il 12 settembre arriveranno le nuove valutazioni delle agenzie di rating, a partire da Fitch, con la concreta possibilità di un declassamento del merito di credito francese ad “A”, evento che avrebbe ripercussioni significative sulla percezione del rischio sovrano.

Un contesto di mercato complesso

Settembre, oltre a essere un mese storicamente volatile per i mercati europei, coincide con un aumento dell’offerta di titoli sovrani, fattore che tende a pesare sugli spread. Questa volta, il fenomeno si inserisce in un contesto di quantitative tightening, che richiede al mercato una capacità di assorbimento ancora più elevata.

Taylor evidenzia come questi elementi possano tradursi in un proseguimento della volatilità, soprattutto nel breve termine. Tuttavia, l’impatto dovrebbe rimanere circoscritto agli asset francesi, senza effetti di rilievo sull’euro.

Opportunità di ingresso sul debito francese

Nonostante le incertezze politiche e le tensioni di mercato, AllianceBernstein non considera queste fasi motivo di fuga dal debito francese. Al contrario, Taylor sottolinea che correzioni di prezzo e ampliamenti degli spread potrebbero trasformarsi in opportunità di ingresso per gli investitori. Se le valutazioni del debito sovrano francese dovessero diventare più interessanti, queste fasi di volatilità potrebbero offrire occasioni strategiche di posizionamento in un’ottica di medio periodo.