Fondi Comuni di Investimento: Un'Analisi Approfondita

Fondi Comuni di Investimento: Un'Analisi Approfondita

Composizione, tipologie e costi: i dettagli per comprendere come funzionano i fondi e come investire.

Fondi comuni di investimento

Definizione fondi

Il Testo unico della finanza definisce un fondo comune di investimento (o semplicemente fondo) quale un istituto di intermediazione finanziaria composto da un patrimonio autonomo, raccolto tramite una o più emissioni, suddiviso in quota di pertinenza di una pluralità di partecipanti, gestito collettivamente e allo stesso modo per tutti i partecipanti.

In sostanza, l’investimento nei fondi avviene attraverso l’acquisto di un certo quantitativo di quote, il cui valore varia in funzione dell’andamento degli investimenti nei quali è impiegato il patrimonio del fondo.

Il fine ultimo è la creazione di valore per i gestori del fondo e per i risparmiatori che vi hanno investito.

Componenti del fondo

I partecipanti del fondo sono anche detti fondisti e rappresentano i risparmiatori che investono nelle attività, acquisendone quote tramite i propri capitali.

Il totale dei capitali viene amministrata da una società di gestione, ovvero il protagonista gestionale dell’attività del fondo con la funzione di avviarlo, stabilirne il regolamento e prendere le decisioni sul portafoglio.

I fondi raccolti vengono custoditi fisicamente nelle banche depositarie, tenendo in cassa le disponibilità liquide e controllando la legittimità delle attività decise dalla società di gestione sulla base delle norme stabilite dalla Banca d’Italia e dal regolamento del fondo stesso.

Costi

Gli investitori protagonisti del fondo sono soggetti al pagamento di una commissione d’ingresso o di sottoscrizione, pagata al momento del primo versamento e tipicamente è inversamente proporzionale all’entità del proprio investimento: maggiore sarà la quantità di denaro investita, minore è la quota da pagare.

La quota è maggiore nei fondi azionari rispetto a quelli bilanciati, mentre è assente in quelli denominati ‘no load’.

A quella d’ingresso si aggiunge la commissione di gestione, ovvero il costo sostenuto dal fondista per la gestione, calcolata su base annua e in genere corrisposta a cadenza semestrale, trimestrale o mensile.

Infine, alcuni fondi decidono una extracommissione di performance, decisa con la finalità di premiarsi in caso di buona riuscita dell’investimento con il superamento di una certa soglia basata su parametri prestabiliti.

Tipologie

I fondi comuni si dividono principalmente in azionari, obbligazionari, bilanciati, armonizzati e non.

Gli azionari investono principalmente in azioni o in obbligazioni convertibili e sono caratterizzati da una maggiore rischiosità a cui si affianca la promessa di un maggiore rendimento. In ogni modo, garantiscono una oscillazione inferiore rispetto all’acquisto di titoli azionari semplici in quanto bilanciano la loro componente azionaria con quella obbligazionaria.

All’interno dei fondi azionari è possibile la classificazione geografica o settoriale, come, ad esempio, quella di “azionario europeo” nel caso di titoli relativi al Vecchio Continente.Quelli che investono prevalentemente in obbligazioni ordinarie e in titoli di Stato prendono il nome di fondi obbligazionari e si caratterizzano da un minor rischio ma anche da una redditività inferiore rispetto agli altri.

I fondi bilanciati puntano a bilanciare le diverse forme di investimento con il fine di ottenere prestazioni e profili di rischio intermedi rispetto agli azionari e agli obbligazionari.

Ultima categoria in esame riguarda i fondi armonizzati, i quali rientrano nell’ambito di applicazione delle direttive comunitarie e che possono essere commercializzati nel territorio dell’Unione europea in regime di mutuo riconoscimento.

Al contrario, i fondi non armonizzati sono quelli sottoposti a regole meno stringenti e quindi caratterizzati da un livello maggiore di libertà di movimento.