Fed ferma sui tassi, Powell prudente e tagli rinviati all’autunno

Fed ferma sui tassi, Powell prudente e tagli rinviati all’autunno

Tassi invariati al 4,25-4,50% come previsto, ma la reazione dei mercati è stata di forte volatilità.

Powell conferma la linea prudente

Il Federal Open Market Committee (FOMC) ha confermato i tassi di interesse al 4,25-4,50%, in linea con le attese degli operatori. Come evidenzia Paul Saint-Pasteur, gestore del Team Global Fixed Income di Payden & Rygel, il messaggio della Fed resta improntato alla prudenza, in un contesto segnato da incertezze legate ai dazi e alla politica fiscale.

Durante la conferenza stampa, Jerome Powell ha adottato un tono lievemente restrittivo, ridimensionando le aspettative di un taglio a settembre e ribadendo che ogni decisione resterà data-dependent, legata cioè all’evoluzione dei dati macroeconomici. Il comunicato ufficiale non ha introdotto novità sostanziali, ma due membri del FOMC hanno votato per un taglio immediato, segnalando l’esistenza di prime crepe nel consenso interno.

L’economia statunitense appare ancora resiliente, con una crescita superiore all’1% e segnali di accelerazione, mentre l’inflazione segue un trend crescente. In assenza di un indebolimento evidente del mercato del lavoro, la Fed non ha al momento motivazioni convincenti per allentare la politica monetaria.

Reazione dei mercati e ruolo del sentiment

La decisione della Fed ha innescato volatilità immediata sui mercati finanziari. Gli asset rischiosi hanno ceduto terreno dopo l’intervento di Powell, mentre i rendimenti obbligazionari sono saliti e il dollaro si è rafforzato, sostenuto dai dati macro solidi e dal tono complessivamente hawkish della banca centrale.

Come osserva Ashish Shah, global co-head e chief investment officer of Public Investing di Goldman Sachs Asset Management, il voto favorevole a un taglio da parte di Bowman e Waller si è distinto per l’approccio più accomodante, ma la maggioranza ha scelto di attendere, in linea con una strategia prudente. I prossimi due mesi saranno determinanti: l’andamento dell’inflazione legata ai dazi e gli eventuali segnali di debolezza del mercato del lavoro guideranno le scelte della Fed.

Prospettive per l’autunno

Entrambi gli esperti convergono su un punto: la possibilità di un allentamento in autunno resta aperta, ma solo se l’inflazione sorprenderà al ribasso o se il mercato del lavoro darà segnali di cedimento.

Per ora, il messaggio della Fed è chiaro: nessuna fretta di tagliare i tassi, e una strategia di attesa e monitoraggio, in un contesto dove la combinazione di economia resiliente e incertezza globale spinge gli operatori a muoversi con cautela.