Un mercato da 150 miliardi: la nuova frontiera dell’healthcare
Il settore farmaceutico globale sta vivendo un cambiamento epocale. Secondo Giacomo Calef, country head Italia di NS Partners, i farmaci anti-obesità rappresentano oggi il principale catalizzatore di interesse per gli investitori, aprendo prospettive di crescita fino a 150 miliardi di dollari entro il 2035. Il 2025 ha confermato la portata di questa rivoluzione, dove la sfida tra titani come Novo Nordisk ed Eli Lilly si gioca tra capitalizzazioni miliardarie e leadership terapeutica.
Emblematico il caso dell’azienda danese Novo Nordisk, salita agli onori delle cronache grazie a Wegovy (semaglutide), farmaco pioniere nella lotta all’obesità. La sua capitalizzazione ha toccato quota 615 miliardi di dollari, prima di crollare del 50% a seguito di difficoltà operative e concorrenza più aggressiva. Sullo sfondo, l’avanzata dell’americana Eli Lilly, che con Zepbound (tirzepatide) ha superato Novo nelle prescrizioni settimanali statunitensi, raggiungendo una valutazione di oltre 670 miliardi.
Le tre vulnerabilità che hanno frenato Novo Nordisk
Il declino di Novo Nordisk, analizzato da NS Partners, offre spunti preziosi per gli investitori. La prima criticità è l’incapacità produttiva: l’eccesso di domanda rispetto all’offerta ha generato frustrazione tra pazienti e operatori, favorendo l’emergere di prodotti illegali. La seconda riguarda la strategia dei prezzi. Il costo iniziale di 1.300 dollari al mese ha spinto Novo a un drastico taglio a 499 dollari, nel tentativo di mantenere competitività sul mercato USA.
Terzo elemento è la sostenibilità regolatoria. In Europa, molti sistemi sanitari considerano questi farmaci come “lifestyle drugs”, rifiutandone il rimborso. Negli Stati Uniti, Medicare non può coprire legalmente i trattamenti dimagranti, creando una barriera strutturale all’accessibilità.
Questo disallineamento tra forte domanda e accesso limitato rappresenta oggi un nodo cruciale per chi investe nel comparto. Secondo Calef, si tratta tanto di un rischio quanto di un’opportunità, specie per coloro che riescono a identificare strategie di lungo periodo.
Dal GLP-1 all’Alzheimer: la ricerca di nuovi orizzonti
Mentre Novo Nordisk ed Eli Lilly monopolizzano il settore dei GLP-1, nuove aree terapeutiche stanno emergendo, attirando capitali e interesse. Tra queste, l’Alzheimer è una delle più promettenti. Dopo anni di tentativi falliti, due molecole, lecanemab di Eisai/Biogen e donanemab di Lilly, hanno ottenuto l’approvazione FDA, dimostrandosi capaci di rallentare il declino cognitivo del 25-30%.
Nonostante gli alti costi e la complessità delle somministrazioni, queste terapie aprono un nuovo paradigma per una patologia che colpisce milioni di persone nel mondo. Come sottolinea NS Partners, il settore farmaceutico sta quindi cercando diversificazione aggressiva per non restare indietro.
Strategie di espansione tra fusioni, GLP-1 e oncologia
La risposta delle grandi case farmaceutiche è chiara: diversificare e investire. Pfizer ha acquisito Seagen per 43 miliardi di dollari per rafforzare il segmento oncologico. Roche e Novartis, invece, stanno esplorando l’ingresso nel settore del metabolismo, nella consapevolezza che il treno dei GLP-1, farmaci che regolano glicemia e appetito, non può essere perso.
La volatilità rimane elevata e i titoli del comparto sono soggetti a bruschi scossoni. Tuttavia, come evidenziato da Giacomo Calef di NS Partners, i fondamentali del settore healthcare sono solidi, e i trend demografici e tecnologici lasciano intravedere un futuro di crescita sostenibile.
