La prospettiva di un nuovo taglio dei tassi della Bce
La battaglia interna tra falchi e colombe della Banca centrale europea (Bce) potrebbe sfociare in un nuovo taglio dei tassi nel primo trimestre del 2026. Durante l’ultima riunione, Christine Lagarde ha ribadito l’attuale impostazione di politica monetaria, affermando che “il processo di disinflazione è terminato” e sottolineando la resilienza dell’economia interna, la solidità del mercato del lavoro e una prospettiva di rischio più equilibrata. Tuttavia, sottolinea Neil Mehta, portfolio manager di RBC BlueBay, anche un lieve indebolimento della crescita o dei prezzi potrebbe spingere i membri più moderati del consiglio direttivo a sostenere un ulteriore allentamento monetario.
Le stime correnti del tasso neutrale (r*) variano tra 1,75% e 2,25%, mentre le proiezioni della Bce indicano un’inflazione all’1,9% entro il 2027. La crescita dei salari dovrebbe raggiungere il 4,6% nel 2024 e il 3,2% nel 2025, con una copertura del 47,9%. Secondo Mehta, queste condizioni rendono plausibile un taglio di 25 punti base all’inizio del prossimo anno, senza che ciò implichi una deviazione da una politica monetaria “neutrale”.
Germania in espansione e benefici per l’industria europea
Gli economisti di RBC BlueBay concordano nel vedere la Germania e, più in generale, l’Europa in una fase di espansione strutturale, nonostante gli ostacoli legati a politiche interne, commercio globale, costi energetici e investimenti insufficienti nei settori tecnologici. La traiettoria resta positiva, e il programma di riarmo tedesco si profila come un importante volano per l’industria europea.
A livello domestico, Berlino punta a rafforzare le catene di approvvigionamento e a modernizzare le infrastrutture, interventi che potrebbero consolidare il potenziale di crescita a lungo termine. Tuttavia, la trasformazione strutturale del continente è ancora nelle sue fasi iniziali. Secondo la prima verifica del Rapporto Draghi, solo l’11,2% delle 383 raccomandazioni è stato pienamente implementato, percentuale che sale al 31,4% considerando le attuazioni parziali. La maggior parte delle misure resta ancora in lavorazione, segno che la modernizzazione europea procede a rilento ma in una direzione ormai definita.
Francia in bilico, sud Europa sorprendentemente stabile
RBC BlueBay stima il fair value degli spread OAT-Bund intorno a 85 punti base, pur riconoscendo il rischio di un ampio superamento in caso di nuove tensioni. Il deficit di bilancio francese, ancora gonfiato dagli effetti post-pandemia, mette in luce l’incapacità dei governi di contenere la spesa in un contesto di crescita modesta. Il nuovo primo ministro si trova davanti alla stessa sfida dei predecessori: ottenere l’approvazione del bilancio in un quadro di profonda frammentazione politica.
L’incertezza, spiega Mehta, spinge i mercati a scontare gli scenari più negativi, mentre la scarsa liquidità amplifica i movimenti sugli spread. In queste fasi, le migliori opportunità di rendimento emergono quando i trend iniziano a invertirsi, e per gli investitori è essenziale disporre di un quadro solido per stimare il valore equo di medio-lungo periodo.
La Francia ha così offuscato la linea di confine tra paesi core e periferici dell’Eurozona. Gli spread francesi sono tornati ai livelli del 2024, mentre il resto dell’area ha visto una graduale compressione dei rendimenti. I Btp italiani decennali hanno raggiunto i minimi dal 2008, mentre Italia, Grecia e Spagna mostrano oggi una stabilità impensabile fino a pochi anni fa. Sotto la guida di Giorgia Meloni, Roma ha guadagnato credibilità; Atene ha ridotto il debito e recuperato lo status di investment grade; Madrid è tra le economie più dinamiche del blocco; e Dublino ha consolidato i legami con Bruxelles dopo la Brexit. Oggi, il differenziale tra i titoli di Stato dell’Eurozona si è ridotto a circa 60 punti base, il minimo storico del decennio.
Regno Unito, il tratto lungo della curva sotto pressione
Secondo RBC BlueBay, la curva dei gilt britannici mostra una dinamica atipica, con il tratto lungo in equilibrio precario per effetto dei rischi inflazionistici e dell’espansione della spesa pubblica. Un errore nel controllo dei prezzi o nella disciplina fiscale potrebbe spingere i rendimenti oltre il 6%, causando un forte irripidimento della curva. In questo scenario, il tratto breve appare oggi più sicuro per gli investitori.
Il governatore della Bank of England resta convinto che il prossimo passo sarà un nuovo taglio dei tassi, in un contesto di incertezza sul mercato del lavoro. Il mercato, osserva Mehta, sconta un ulteriore taglio nei prossimi cinque meeting del Comitato di politica monetaria, anche se esperienze passate suggeriscono che questi movimenti estremi di prezzo tendono a rientrare rapidamente.
